Zlatan Ibrahimovic, lo zingaro del calcio! Chiariamo subito che l'aggettivo di zingaro non ha nulla di offensivo o razzista, ma semplicemente a far notare la sua caratteristica di aver girato squadre e posti in maniera incredibile, tutto qua. Ora, descrivere Ibra è una questione particolare, nel senso che non esiste una tifoseria e di conseguenza un tifoso che abbia avuto l'opportunità di legare il suo nome a quello della propria squadra per un periodo, non dico lungo, ma nemmeno medio. In Italia è riuscito a passare le tre squadre principali, Juventus, Inter e Milan (e non è detto che sia finita così), poi Barcellona, Paris Saint Germanin, Manchester United, e ora i LA Galaxy. Praticamente delle grandi squadre ha saltato solo il Real Madrid. Fisico possente, 195 centimetri di altezza, e tanta tanta tanta classe. Attaccante che ha incantato il mondo con delle prodezze balistiche al limite delle arti marziali, rovesciate, colpi dello scorpione, tiri da lontano con potenza inaudita. Caratterialmente, Ibra, è sempre stato molto "unico" strafottente, simpatico, arrogante, generoso, presuntuoso, insomma, raccoglie tutte le sfumature che una personalità può avere. Ha sempre avuto un ego smisurato, si ritiene il più grande di tutti, ma anche questo fa parte del suo modo di essere. Ora il suo nome è tornato alla ribalta, visto che a fine dicembre scadrà il suo contratto con i Galaxy, e voci parlano di un possibile ritorno in Italia. Indiscrezioni dicono di un Napoli in pole position, e di un'Inter attendista.

La realtà è che se per un appassionato di calcio, poter riavere Ibra nel proprio campionato è sempre una bella cosa, la squadra che riuscirà a portarlo da sé dovrà avere le idee molto chiare. Ibra non è esattamente, per tutti gli aspetti del suo carattere, un calciatore che si può prendere e inserire in un contesto con l'idea che lui si adatti. Ibra va preso, messo in campo lì davanti e tutto il resto deve ruotare intorno a lui. Così, e solo così, potrebbe essere ancora il giocatore che conosciamo e che può fare la differenza. Lo vedrei bene in un contesto di difficoltà dove lui può, da solo, risolvere alcuni aspetti della squadra. Comunque andrà, indipendentemente dal fatto se tornerà o meno in Italia, siamo difronte ad uno dei più grandi e spettacolari attaccanti che si siano mai visti. Per un motivo o un altro, le sue scelte di vita lo hanno sempre portato a scegliere una destinazione prima o dopo che questa squadra abbia vinto o avrebbe vinto la Champions, forse l'unico cruccio della sua carriera. Ha vinto 13 campionati in 4 leghe differenti, e la Supercoppa Italia, Spagna e Francia, e ha giocato la Champions con 7 squadre diverse, ha il record di gol con la Nazionale svedese, l'unico straniero ad aver vinto la classifica di capocannoniere italiano con due squadre diverse (Inter e Milan), un sacco di trofei vinti e record personali. Un giocatore che si è fatto amare ovunque sia andato, nonostante la sua vita da "zingaro" ha sempre lasciato un segno importante, ha deliziato, e continua a farlo, gli appassionati di calcio con colpi unici. Speriamo di rivedere le sue gesta e i suoi colpi ancora in Italia.