Forse avrei dovuto scrivere un articolo di questo stampo già subito dopo la fine del derby di sabato scorso, ma amici, veramente ero così tanto schifato al punto da non riuscire a trovare le parole per definire quello che avevo appena finito di vedere. E sappiate che non è qualcosa che capita spesso che io non sappia cosa dire riguardo, in particolare, ad un avvenimento calcistico. Ebbene è stato così: nella sconfitta per 2-0 subita nel derby, il Milan di Marco Giampaolo ha fatto talmente pena da lasciarmi, inesorabilmente, senza parole.

Mi ci sono voluti alcuni giorni per riflettere su una tale disfatta - sì, è giusto parlare di disfatta, poiché nonostante la partita sia finita solo 2-0, tutti sappiamo che se a difendere i pali della porta milanista non ci fosse stato un autentico top-player come Gianluigi Donnarumma, autore di ben quattro parate degne esclusivamente dei fuoriclasse assoluti, ad oggi forse Giampaolo, il quale non ha certo dalla sua i santi in paradiso che aveva colui che l'ha preceduto, neanche sarebbe più il nostro allenatore (e poi ci sono certi geni secondo i quali bisognerebbe vendere Gigio poiché "tanto c'è Reina"... VERGOGNATEVI!) - e, anche se i colpevoli già li avevo identificati da subito, sono giunto ad una semplice e chiara conclusione alla quale ogni milanista come me è arrivato: nel Milan vi sono tra i titolari almeno cinque giocatori che non sono in alcun modo degni di indossare la nostra gloriosa maglia, e che assolutamente non sono funzionali ad un progetto tecnico che mira a riportare in alto il Milan.

Parlo di gente come Retropassaggio (oppure Ritardo, a voi la scelta) Rodriguez. Un calciatore che è alquanto complicato definire come tale; uno dei giocatori più timorosi che io abbia mai visto. Vederlo in campo è uno strazio in piena regola, ogni volta che egli entra in possesso palla ogni tifoso, a parte pregare perché non la regali agli avversari (...), sa già cosa accadrà: sempre, sempre, SEMPRE, retropassaggio all'indietro per Romagnoli o addirittura per il portiere. In due anni e un mese di Milan l'avremo visto, e non sto scherzando, forse una decina di volte andare sul fondo e crossare in mezzo, che vergogna! Non voglio aggiungere altro perché altrimenti rischierei di andare sull'offensivo e non è mio volere; il concetto in ogni caso è lampante: non è ammissibile che uno così giochi titolare nel Milan, soprattutto a fronte della conseguente esclusione di Theo Hernandez, il quale è parso davvero un potenziale top.

Proseguiamo con uno che non si riesce a capire perché figuri ancora tra i giocatori in attività: ovviamente mi riferisco a Lucas Biglia. Trattiamo di un giocatore arrivato al capolinea della sua carriera, uno che non è più fisicamente in grado di sostenere gli sforzi e le pressioni del calcio professionistico, e lo dimostra partita dopo partita, passaggio laterale dopo passaggio laterale, manifestazione di inconsistenza tattica dopo manifestazione di inconsistenza tattica. Pensare che un bidone di questo genere sottragga il posto da titolare in cabina di regia, considerando tra l'altro che nemmeno possiamo parlare di un regista, ad Ismael Bennacer, il miglior giocatore della Coppa d'Africa 2019 ed uno dei più grandi giovani talenti del campionato, è un vero scempio, non vi sono altre parole per definire.

Andiamo avanti sulla stessa linea di scarsezza parlando di Hakan Calhanoglu: uno che sbaglia qualsiasi cosa tenti di fare. E mi fermo qui, penso di essere stato abbastanza esplicativo. Ovviamente, dopo due anni ed un mese di miserabili fallimenti, è chiaro a tutti che uno così non può far parte dell'undici titolare milanista.

 
Ed arriviamo al punto dolente, la sciagurata coppia della sopravvalutazione: il duo Suso-Piatek.
Il primo è senza alcun dubbio uno dei giocatori più sopravvalutati sull'intero panorama calcistico europeo: stiamo parlando di un giocatore fortemente limitato sia tatticamente che anche tecnicamente (i giocatori forti tecnicamente sono ben altri...) poiché non è in grado di giocare in altro ruolo che non sia l'ala destra nel 4-3-3 e l'ha dimostrato, oltre che negli anni precedenti, anche nelle prime partite di questa nuova stagione, costringendo Giampaolo a snaturare le proprie idee calcistiche al fine di farlo giocare al meglio.
Ma non è solo limitato tatticamente, limita anche il rendimento dell'intera squadra: a costo di far giocare lui nel ruolo che predilige sono stati snaturati diversi altri giocatori, alcuni anche molto migliori.
Inoltre, anche se neppure vorrei ripensarvi, è impossibile non parlare della vergognosa manifestazione di egoismo e di totale incapacità di giocare ad alti livelli avvenuta nel derby, quando ha gettato nel cassonetto dell'immondizia un vantaggio quasi sicuro preferendo tirare (tra l'altro malissimo) addosso ad Asamoah piuttosto che servire con un tocco semplicissimo uno dei due compagni che aveva liberissimi uno alla sua destra e l'altro alla sinistra: solo per questa inammissibile azione dovrebbe essere retrocesso a panchinaro e vedere mai più il campo! Il secondo invece, lo pseudo bomber polacco, pensate abbia qualcosa di diverso dal suo egoista compagno? Assolutamente no! È un altro giocatore mediocre, sopravvalutato oltre ogni modo solo per via dei goal segnati nella prima parte della scorsa stagione; ma pensate a lui per qualche secondo e valutatelo da un punto di vista imparziale, quali sono le sue spiccate caratteristiche che ne fanno un grande centravanti? Il fiuto del goal? Beh, forse, se non fosse per il fatto che da almeno sette mesi pare averlo smarrito; e poi? E poi basta! Tecnicamente è carente, non sa interpretare altri ruoli oltre al suo, non possiede visione di gioco e capacità di dribbling, è dotato di una velocità media ed è scarso nel gioco aereo, come difatti ha dimostrato contro l'Inter sbagliando goffamente un facile goal di testa.
Anche questi due giocatori non hanno le adeguate caratteristiche per far parte di un progetto di squadra potenzialmente vincente, tutto sta nell'avere gli attributi per lasciarli fuori.

 

Quanto a Giampaolo, io penso che bisogna aspettare qualche mese prima di incolparlo di eventuali insuccessi.
È indubbio che lui stia lavorando come meglio sa fare, ma imprimere la sua sofisticata dottrina calcistica in un gruppo come quello rossonero che fino allo scorso giugno ha praticato l'anticalcio, è un compito assai arduo e che di certo non si può pretendere venga compiuto in poco tempo.
Solo una cosa: un po' di coraggio in più non guasterebbe dato che credo che pure lui si sia accorto dell'inadeguatezza dei cinque giocatori appena descritti, la smetta di essere ipocrita e raccontare cose che neanche lui davvero pensa (almeno spero), e tiri fuori il carattere prendendosi la responsabilità di mostrare al mondo la valenza degli acquisti del duo Boban-Maldini, i quali quantomeno, non potrebbero certo far peggio dell'undici di sabato scorso.

Infine voglio ipotizzare ciò che andrebbe fatto sin dalla prossima gara contro il Torino e per tutte le partite a venire, al fine di rialzare le sorti del Milan e tornare finalmente dove ci compete: semplicemente lasciare fuori i cinque impiastri indicati, quali Retropassaggio Rodriguez, il finito Biglia, il repellente Calhanoglu e i due esempi personificati di ciò che significa essere sopravvalutati, ovviamente parlo di Suso e Piatek. Dopodiché schierare la seguente formazione: 4-3-1-2 con:

  • POR G. Donnarumma
  • TD A. Conti
  • DCD M. Musacchio (M. Caldara quando sarà pronto)
  • DCS A. Romagnoli
  • TS T. Hernandez
  • CD F. Kessié
  • MED I. Bennacer
  • CS G. Bonaventura
  • TRQ L. Paquetà
  • PD A. Rebic
  • PS R. Leao

Così, sarebbe tutta un'altra storia. Basta che Giampaolo lo capisca prima che sia troppo tardi.