Capitolo II


La famiglia Caiazzo era pronta per lasciare Milano alla volta della Sardegna.

Partirono come sempre, con l'aereo, infatti la famiglia milanese era abituata a viaggiare sempre in prima classe con i migliori comfort.

Papà, secondo te faremo una bella vacanza?-chiese Vincenzo ad Alberto.

"Ma certo Vincenzo, i tuoi fratelli sono tristi ma non sanno ancora in che posto bellissimo andremo, sono sicuro che ci divertiremo un sacco.

Arrivarono al villaggio in poche ore e furono accolti da Piero e dal suo staff , infatti erano i suoi primi clienti.

"Benvenuti nel mio villaggio e dei miei ragazzi, io mi chiamo Piero e come avrete capito sò de Roma ma adesso me sò trasferito qui in Sardegna e due anni fa avemo ncominciato a costruì sto villaggio, c'avemo messo due anni ma ora che è pronto me sò reso contro che avemo fatto n'bel lavoro.

Appena Alberto vide Piero diventò subito strano ed anche Piero vedendolo lo riconobbe, i due si scambiarono qualche sguardo e subito ci fu intesa, c'era evidentemente un segreto che li legava.

Anche Nino e la usa famiglia erano pronti per partire, ma non con l'aereo, infatti erano pronti a partire con il traghetto che li avrebbe portati in Sardegna.

-"Siete pronte per il viaggio?"- disse Nino alle sue ragazze.

Dopo qualche ora arrivarono al villaggio anche i Parnesi, ma subito ci fu un problema tra Nino ed Alberto.

"Cosa sta facendo scusi, questa è la casa dove alloggiamo io e la mia famiglia".

Disse Alberto quando Nino stava entrando con le valigie nella casa che Piero gli aveva assegnato, era una casa grande ma non di certo per nove persone.

Non ci fu però nessuna soluzione, infatti siccome tutte le altre case case erano preparate per le persone che sarebbero arrivate, le due famiglie sarebbero rimaste in quella casa, che era comunque la più grande del villaggio.

"Io non voglio questa gente in casa mia, ho pagato per starmene tranquillo insieme alla mia famiglia, non voglio gente del sud tra i piedi".

Si lamentò Alberto con Piero.

"Io non ho intenzione di condividere la stanza con degli sconosciuti, per lo più del nord!".

"Scusalo, mio padre non si rende conto, sicuramente dopo che ci saremo conosciuti con i nostri fratelli ci divertiremo un sacco".

Disse Ludovico, il figlio maggiore di Alberto e Marta alla primogenita di Nino ed Agata.

"Con il tempo diventeranno grandi amici, si dovranno solo conoscere".

Confidò Agata a Marta, che si erano appena conosciute ed erano già diventate amiche.

I due iniziarono subito a litigare ma poi grazie alle loro famiglie riuscirono a trovare un compromesso, infatti quando una famiglia stava in casa l'altra doveva stare fuori, al mare o da qualche altra parte, tanto che attaccarono alla porta addirittura un orario che prevedeva quando le due famiglie dovevano stare a casa e quando fuori.

Mentre Vincenzo andò subito a giocare con i bambini del lido del villaggio e Christian si lamentava di tutto, Ludovica vide per la prima volta il secondogenito di Alberto e anche se non lo conosceva se ne innamorò, ma lui non ricambiava.

Christian era un ragazzo molto bello, ma i suoi modi di fare lo rendevano molto antipatico e lo rendevano agli occhi degli altri un ragazzino viziato ed antipatico.

Le due famiglie andarono a letto sentendo i loro padri litigare per il bagno, per dove le loro mogli e le loro figlie avrebbero dovuto dormire.

Le due famiglie passarono la notte molto bene, anche perchè i letti bastavano per tutti ed erano molto comodi.

La mattina seguente le due famiglie scoprirono che anche i loro ombrelloni erano uniti, siccome gli ombrelloni erano prenotati in base alle stanze.

"Ma stiamo scherzando, già lo devo sopportare in casa per tre mesi, e per di più ci avete anche messi vicini di ombrellone, io me ne vado!" -disse Alberto riferendosi a Nino.

Intanto arrivarono al villaggio Debora, la figlia di Piero, e Jasmine, sua nipote che dopo aver litigato per tutto il viaggio su tutto ciò che riguardava la vacanza, riuscirono finalmente a mettersi d'accordo.

Intanto Piero parla con tutti i ragazzi presenti ed è pronto a formare una nuova squadra, che si inizierà ad allenare e poi giocare al nuovo campetto sulla spiaggia, i primi ragazzi a cui Piero chiese di formare la squadra furono i figli di Alberto, che erano in Sardegna anche per provare ad incontrare qualche giocatore dell’Inter, la loro squadra del cuore, i due ragazzi più grandi chiesero alle ragazze del villaggio se avessero voluto partecipare anche loro, e l’unica a dire di sì fu la nuova arrivata Jasmine, che adorava il calcio sin da piccola, aveva ereditato questa passione dal nonno, la prima partita del torneo stava arrivando e la squadra aveva tutti i suoi 5 componenti, ovvero Jasmine, i fratelli Caiazzo il ragazzo senegalese che era dipendente di Piero e infine Christian, un altro dipendente di Piero, la prima partita si mise subito bene, erano gli ottavi di finale ed i ragazzi allenati da Piero si imposero per 2-0 grazie ad un gol di Christian e ad uno di Jasmine, che si rivelò davvero molto forte, che cambiarono la partita.

Appena arrivati al villaggio Debora e Jasmine conobbero le due famiglie che erano arrivate il giorno prima e anche in Debora, dopo aver conosciuto Alberto, si notò qualcosa di strano.

Era molto triste e non toccò cibo per tutto il giorno.

Jasmine, che aveva litigato per tutto il giorno con la madre, ovviamente non gli chiese che cosa avesse e solo suo padre se ne accorse.

"Che c'hai, nun sei felice per la vacanza? Te serve qualcosa? Hai litigato con Jasmine?".

"No papà, è che devo rivelare una cosa importantissima ad una persona".

"Cosa Debora?"

"ti ricordi Alberto,prima che lui partisse per Milano siamo stati insieme per cinque anni, te lo ricordi quel ragazzo riccio con cui sono stata una quindicina di anni fa?"

"Si, quando m'ha visto je preso n'colpo e pure io me so sbiancato perchè nun avevo visto er suo nome e nun lo sapevo, ma cosa je devi dì de così importante"?

"Gli devo dire che Jasmine è sua figlia, l'ho avuta da lui sedici anni fa, prima di lasciarci".

"Ma perchè nun c'hai mai detto gniente ne a me nè a tu madre?-chise Piero a sua figlia.

"Ho detto tutto a mamma prima della sua morte e lei mi ha detto di dirtelo in seguito, perchè ancora non era il momento giusto e tu eri molto impegnato con il lavoro-rispose la figlia.

Piero rimase stupefatto da questa rivelazione e decise di consigliare alla figlia di aspettare prima di dirlo ad Alberto.

"Aspetta, ancora nun je dì gnente, nun sai come pò reagì la famiglia sua.