“Pelle. È la tua proprio quella che mi manca in certi momenti e in questo momento è la tua pelle ciò che sento nuotando nell'aria odori dell'amore nella mente dolente, tremante, ardente……”.

Scrivere di Napoli è un’impresa ardua per l’umile scrivente. Non sono così bravo e purtroppo conosco molto poco la splendida città partenopea e il suo popolo caloroso. Chiedo venia a tutti e soprattutto a vari ed eventuali lettori napoletani che per caso o per diletto si troveranno sulla mia pagina.
Vivendo a Milano, da circa dieci anni, non mi è possibile conoscere da vicino gli usi e i costumi della vostra splendida città. Magari potreste invitarmi per la prossima partita di Campionato? Al mitico San Paolo di Napoli! Potrei assistere al big match tra il Napoli e la Juventus con la speranza che “questa volta” possa essere giocata sul campo e possibilmente a porte aperte con la splendida tifoseria napoletana a fare da splendida cornice: decisamente uno spettacolo nello spettacolo, come sempre del resto.  

Fino ad oggi ho conosciuto casertani, beneventani e avellinesi. Tutti individui di sesso maschile e femminile residenti nelle rispettive e ridenti provincie della Campania. Regione d’Italia in cui gli abitanti, suddivisi per provincia, presentano caratteristiche linguistiche e comportamentali anche molto diverse gli uni dagli altri. 

Ma ciò non basta per scrivere di Napoli con cognizione di causa, perché i partenopei sono un’entità spirituale a parte anche all’interno della stessa Regione Campania. Sembra incredibile, eh ciao, quanto appena scarabocchiato dall’umile scrivente; Ma è tutto vero o almeno lo è in parte a causa delle conoscenze limitate del povero sottoscritto. Sono certo che - perché ormai vi conosco da tempo - molti di voi si saranno soffermati con sospetto solo sulle prime righe in corsivo e magari chiedendosi animati in cuor da curiosità: “Cosa cappero c’entra questo con il Napoli e la città partenopea?”. Tolgo subito dall’imbarazzo in quanto lungi da me d’esser considerato un entità astratta mediamente simile a un finto intellettuale. Anche se in realtà non è necessario specificarlo perché si sarà capito attraverso la lettura dei miei pezzi.
Per questa ragione vorrei mettere subito le mani avanti, a gambe accavallate e animo aperto, confessandovi di non essere un lettore incallito. Ohh! Non è una virtù di cui andarne fiero e sia ben chiaro a tutti voi: tutt’altro, è una grande limitazione soprattutto per chi ambisce a scrivere in una forma almeno decente. Quindi? Nei miei pezzi non troverete mai, o quasi, spunti intellettuali di un certo valore o spessore. I motivi sono diversi e, sinceramente, faremmo notte ad elencarli tutti. Ehm e onestamente non ci tengo a tenervi incollati sulla sedia senza una giusta causa. Vi voglio troppo bene per perdervi in un sol boccone per un mio banale ed evitabile errore di superficialità.

L’inganno è presto detto e fatto; sono un buon ascoltatore di musica fin da quando ero un piccolo bozzolo all’interno dell’astronave madre. Ebbene arrivo subito al dunque, dopo aver circumnavigato il web alla ricerca di una porta USB sicura al quale collegare la mia tastiera. Le righe in corsivo all’inizio del pezzo sono uno stralcio di Nuotando Nell’Aria, una bellissima ballata rock dei Marlene Kuntz.
Detto questo avrei potuto parlare di Napoli in tantissimi altri modi immaginabili e non; e magari attraverso i versi ispirati di Pino Daniele, il grandissimo nonché scomparso (per la verità troppo presto) cantautore napoletano. Magari attraverso un super classico come lo è “Terra Mia” e perché no? Un capolavoro assoluto che racconta, senza mezzi termini, la condizione sociale, economia e talvolta politica di un “popolo” spesso maltrattato dallo Stato e l’Antistato. Un testo da leggere a scuola e magari durante le lezioni di Educazione Civica.

Per andare sul sicuro - magari accattivandomi le simpatie stesse dei lettori e tifosi napoletani - avrei potuto civettare con voi attraverso i versi di “Napule è”. Il pezzo è fantastico ed è un capolavoro assoluto di cantautorato italiano. Ehm e mi vengono i brividi solo a pensare al ritornello. Ragazzi e ragazze vi chiedo umilmente perdono perché non ci sto capendo più nulla. Mi sono emozionato tanto da sentir freddo fino a perdermi nei meandri oscuri della mia mente. Eh già! Ascoltavo Pino Daniele durante il periodo universitario nei miei viaggi notturni. Ma ritorniamo a noi, perché un grande scrittore non dovrebbe mai lasciarsi influenzare dai ricordi che talvolta possono avere persino un effetto deleterio sulla bontà del lavoro stesso.  Ho scelto i “Marlene Kunz” perché scrivere di Napoli è come sublimare in un amore impossibile e in un certo senso annusare quell’amore attraverso i ricordi della mente talvolta ahimè dolente, altre volte ardente e persino tremante….

Andiamo al dunque e per un momento lasciamoci la musica in un piccolo spazio di memoria all’interno del server di VxL.
Dall’ultimo esercizio consultabile, quello di Giugno 2019, apprendo che il Napoli targato Aurelio De Laurentiis si presenta come una società “virtuosa”. Una Società di calcio che produce utili di ben 29.1 milioni di euro. Ma stiamo scherzando? Da sottolineare, ai più, l’assenza di debiti finanziari. Ohhhh ma davvero? Si! Non siamo su Scherzi a Parte? Ti dico di no! E non mi stai prendendo in giro, giura? Giurin, giurello; Giuro sulla tomba d'Arturo, mezzo fuori e mezzo dentro, ecco fatto il giuramento....
Un obiettivo prestigioso raggiunto grazie a un fatturato totale di 299.8 milioni di euro di cui 94.1 milioni grazie alle plusvalenze.  Insomma rispetto al mal costume moderno, il Napoli sembrerebbe una mosca bianca in un mondo del calcio indebitato fino al collo. L’unica società italiana che predilige (come l’Atalanta di Percassi con un utile di 26 di euro), un controllo di gestione della propria azienda con l’obiettivo finale di un margine aziendale. Ma davvero? Eh già, signori e signore, non è fantascienza. È la realtà dei fatti anche se troppo dura da sopportare per la Juventus, l’Inter e il Milan. Sembra una provocazione tendente al polemico ma nel mondo del calcio non lo è affatto perché i bilanci delle società sono spesso un tabù tanto da richiedere un intervento chiarificatore della Magistratura o della Guardia di Finanza.  

Come ti sei permesso a paragonare i napoletani con i bergamaschi?
Giusta osservazione ragazzo perché a prima vista sembrerebbe un paragone azzardato soprattutto a causa degli stereotipi di natura storica ai danni del popolo partenopeo. Nell’immaginario collettivo i napoletani sono spesso identificati come dei fannulloni in quanto allergici cronici al mondo del lavoro. Per la serie vöia da laurá sáltum adóss. E’ una frase coniata dal popolo lombardo e spesso rivolta ingiustamente ai meridionali.   

Tutto il contrario dei bergamaschi; quest’ultimi sono identificati come degli infaticabili e impareggiabili lavoratori. Effettivamente lo sono! E per correttezza non faccio fatica a confermarlo. Dallo scrivente conosciuti per la grande fama dovuta alla loro competenza certificata nel settore Edile e delle Costruzioni; Parlà ladì l’è de fighèt. I muratori bergamaschi sono molto conosciuti in quel di Milano e provincia. Beh per farti capire caro lettore; se devi proprio ristrutturare casa, beh allora vai sul sicuro con un muratore bergamasco. Parlà còme te màier l’è de Bergamàsch. Per necessità tenersi alla larga da tutti gli altri mestieranti perché a Milano “gli altri” si troveranno lì solo per caso. Grandissimi e infaticabili nonché molto competenti sono i muratori della bergamasca.

E invece, sempre per l’immaginario collettivo, grandissimi, infaticabili e soprattutto “nullafacenti” sono i napoletani, nonché tutti gli ex cittadini facenti parte un tempo della gloriosa Magna Grecia. Ben 1 milioni di individui di sesso maschile e femminile che durante la giornata ozierebbero con poco e grattandosi a dito libero la schiena dalla mattina alla sera: magari con un comodo infradito ai piedi e una canottiera alla Fantozzi. Un abbigliamento da mare per godere la bellezza del Golfo di Napoli. E a colazione, pranzo, merenda e cena sempre in compagnia di una bella pizza Margherita sul tavolo. Con quali soldi? Non si sa, considerando che i napoletani non lavorano mai, sempre secondo l’immaginario collettivo.    
Mai uno stereotipo fu così poco veritiero e soprattutto infame ai danni di un popolo virtuoso come quello napoletano
; perché Napoli è una realtà a parte e di difficile interpretazione per chi non la vive in un modo dolente, altre volte ardente e persino tremante sulla propria e cruda pelle. Una città - lo voglio ricordare perché non è mai abbastanza - dove risiede la più antica Università del Mondo (la Federico II).
Ragazzi e ragazze potrei scrivere un sonetto sulle mille virtù nascoste e non di Napoli e le sue bellezze. Ma oggi vorrei parlare solo del Napoli Calcio e magari mettere un voto al suo calciomercato. Gradite? Vi prego fatemi sapere perché pendo dalle vostre labbra.  

#ATTACCO: 8
Da Lille è arrivato il ventunenne Victor Osimhen per una cifra monstre di 70 milioni di euro. Wow! È stato pagato da Aurelio quasi un milione di euro a chilogrammo. Che tradotto in peso fa esattamente 77 kg per un’altezza di 1,86. Il nigeriano è un attaccante fisico e di movimento. Fa dell’estrema velocità la sua dote migliore del repertorio. Una discreta tecnica di base e un buon tiro in porta. Un attaccante da minimo 10 goal a stagione. Utilissimo per un contesto di squadra perché apre le difese avversarie come se fossero fatte di burro.

Si racconta che il buon Aurelio lo abbia preso soprattutto per una certa affinità con il popolo campano. Anche Victor da piccolo faceva di professione il “nullafacente”. Ricordate?  Per la serie vöia da laurá sáltum adóss!  Difatti il piccolo nigeriano vendeva buste di acqua potabile ai semafori di Lagos in Nigeria. Ma dico io! Cioè io voglio dire? Ma per carità di DIODO, nella vita va bene di tutto, ma quello che è troppo è troppo. Poi questi tizi di colore si lamentano perché il ns Matteo gli dà dell’extracomunitario. Come si permettono? Ma mi chiedo: Questo sfaticato non poteva lavorare in Banca invece di andare a vendere acqua ai semafori in strada? E i comunisti, per favore, non mi venissero a raccontare che in Nigeria non ci sono né le Banche né le Poste Nigeriane. Perché onestamente io non accetterei un tale giustificazione ridicola. Capisco che in Nigeria non ci sia la nostra Intesa San Paolo. Perché appunto i nigeriani (giustamente) dovrebbero avere altri tipi riferimenti religiosi e non. Anche se, a pensarci su, ci potrebbe benissimo stare l’Intesa Tribù Igala o quella Tribù Igbo. Perché no? Ma le Poste Nigeriane in Nigeria ci saranno sicuramente. Ci metto la mano sul fuoco. Come fanno a spedire le buste d’acqua in tutto il mondo? Sentiamo! Dai su genio! Come fanno? Ormai questi personaggi dalla pelle scura come il carbone li conosco per bene. Milano ormai è invasa da queste persone oziose. Lo dico una volta per tutte e me ne frego altamente delle conseguenze. Quest’uomini con la pelle scura sono degli approfittatori sociali perché vogliono stare tutto il giorno all’aria aperta. I signorotti non gradiscono lavorare al chiuso e magari seduti su una fredda sedia tutta la giornata. E io, che sono più fesso di loro? Mi faccio il culo per 8 ore al giorno, seduto su una scomoda sedia di periferia. E invece no! Mi ribello dinnanzi a tale forma d’ingiustizia. Voi di colore dovete civilizzarvi una volta per tutte. Vi vogliamo tutto il giorno a lavorare sulle poltrone altro che all’aria aperta…. E non a respirare la nostra aria pulita nelle città. Questi qui, eh già, vogliono fare soltanto i furbi per respirare tutta la nostra aria. E io la mia aria non te la cedo più e me la tengo stretta, stretta. Se ti fa piacere ti posso cedere un po' di anidrite carbonica ma soltanto quella che si avanza dalla mascherina.

#CENTROCAMPO: 8
In uscita è stato venduto Allan all’Everton di Sir. Carlo Ancellotti per una cifra intorno ai 25 milioni di euro. Niente male per un calciatore ormai in modalità saudade da un anno a questa parte. Il centrocampista brasiliano è stato prontamente sostituito con un motivatissimo Tiemoué Bakayoko in prestito dal Chelsea per soltanto 2 milioni di euro. Avete letto bene, soltanto due miserie milioni di euro. Bruscolini per un calciatore di questo livello. Soprattutto se si ragiona in un’ottica di beneficio e costo dell’investimento fatto.  
Juventus, Inter e Milan avete capito come Aurelio fa il margine aziendale? Non è difficile e se vi impegnate ce la potete fare pure voi. Forse….

A parte la tecnica di vendita di De Laurentiis, quella più antica del mondo, da un punto di vista squisitamente tecnico l’operazione di mercato in ingresso merita un bel otto in pagella. Con un cagnaccio come Bakayoko a fare da argine, tra la difesa e il centrocampo, la compagine di Gattuso potrà finalmente sprigionare tutto l’immenso potenziale offensivo. Fabián Ruiz e Zelinski ne beneficeranno in quanto saranno più liberi dai compiti di marcatura richiesti da Gennaro Gattuso. I due forti centrocampisti potranno tranquillamente portare una decina di goal in dote. Tanta roba per ambire alla vittoria futura del tricolore. E tanta ricchezza nelle mani di Gattuso. Difatti il tecnico calabrese potrà permettersi di schierare in campo una formazione super offensiva. Una compagine partenopea votata prevalentemente al gioco offensivo. Al San Paolo di Napoli, e prossimamente nei migliori Stadi d’Italia, lo spettacolo è assicurato grazie a signor calciatori del calibro di Martens, Insigne e di un ritrovato Lozano. I tre tenori napoletani riusciranno ad accendere il motore turbo di un platinato Victor Osimhen?  

#DIFESA: 8
Non si segnalano movimenti significativi sia ingresso sia in uscita per i partenopei. Nello specifico non è stato acquistato un top player per il reparto difensivo.  
Potrebbe sembrare un aspetto estremamente negativo soprattutto per chi vede il calciomercato come la panacea per sconfiggere tutti i mali del calcio moderno. Ma non lo è affatto perché i napoletani sono riusciti in un’impresa che definibile impossibile è dir poco: quella di non cedere all’estero e ad una diretta concorrente, un campionissimo del livello di Kalidou Koulibaly. Perciò i tifosi azzurri dovrebbero ricordarsi di accendere, di tanto in tanto, un cero non solo per devozione a San Gennaro ma anche uno per riconoscenza al povero De Laurentiis (Si fa per dire povero). Quest’ultimo è un uomo spesso discutibile per alcune uscite decisamente fuori luogo. E talvolta lo vorresti prenderesti a schiaffi, a mano aperta, ma soltanto per il suo bene. Purtroppo in Aurelio è sviluppato il gene del masochista, tramandato geneticamente dagli eredi per causa delle numerose invasioni straniere in terra napoletana. Però Aurelio non è uno sprovveduto e cioè un banalissimo Massimo Moratti per utilizzare un metro di paragone adeguato. La sua tecnica di vendita è sempre la stessa: “Se tu pagare moneta vedere cammello, se tu non pagare moneta non vedere cammello”.  

Riepilogando, sommando tutti i voti dei vari reparti (attacco, difesa e centrocampo), il calciomercato del Napoli merita decisamente un bel otto in pagella. La squadra è competitiva sotto tutti i punti di vista sia tecnico sia fisico.  
Da Pugliese, tifoso della Roma e residente a Milano, quest’anno tiferò per il Napoli di Gennaro Gattuso, pur rendendomi conto che la scelta ai più possa risultare quantomeno bizzarra.   

Altresì vorrei scusarmi di cuore con tutti i tifosi partenopei se ho deciso di identificare la città di Napoli con una canzone dei Marlene Kuntz. Sono a conoscenza del vostro amore immenso per il grande Pino Daniele e per le sue bellissime canzoni. Ho sempre visto la città di Napoli da lontano. In un certo senso l’ho sempre paragonata a una donna impossibile da conquistare. Perché scrivere di Napoli è un po’ come sublimare in un amore impossibile e in un certo senso annusare quell’amore attraverso i ricordi della mente talvolta ahimè dolente, altre volte ardente e persino tremante…
Lode a Napoli e al suo popolo caloroso e dedicato a Gaetano Barbuto Ferraiuolo.

Arsenico17