Era una calda giornata di fine agosto in Turchia, in pieno clima di inizio campionato: il Bursaspor, formazione della città di Bursa, situata alle pendici del monte Uludag, ospitava il Galatasaray, uno dei fiori all'occhiello della Süper Lig.
Quest'ultima aveva in rosa calciatori del calibro dell'attaccante ivoriano Didier Drogba, celebre leader del Chelsea campione d'europa guidato da Di Matteo, e Wesley Sneijder, ex asso olandese dell'Inter del triplete, che con la maglia nerazzurra numero 10 sulle spalle aveva incantato gli spalti di San Siro e non.

Non è difficile intuire che ci troviamo dirottati in una fase temporale corrispondente a qualche anno fa, quando il club di Istanbul dominava il proprio campionato, conquistato per tre stagioni consecutive, dal 2013 (anno cui facciamo riferimento) al 2015.
Gli ospiti passano in vantaggio al 44 esimo, all'alba della prima frazione di gioco con Burak Yilmaz, firma d'autore per la squadra allenata da Fatih Terim, tecnico amatissimo dalla tifoseria dell' Ali Sami Yen, celebre impianto che ospita i match casalinghi della squadra di Galata.
Ma la squadra di casa, nonostante la situazione di svantaggio maturata, e la sfiducia del pronostico, decide di non mollare, rimanere in partita e provare fino all'ultimo a cercare il pareggio. Nella speranza di pescare un jolly, l'allenatore dei bianco verdi decide di mettere mano alla propria panchina, dove sta seduto un ragazzo di appena 16 anni, di ruolo centravanti, con grandi speranze per il futuro: Enes Unal.
Il ragazzino con la maglia 97, che sta ad indicare per altro anche la sua data di nascita, viene mandato a scaldarsi e al minuto 72 fa il proprio ingresso sul terreno di gioco. Bastano pochi istanti, con esattezza due giri d'orologio alla giovane promessa del calcio turco per far esplodere la gioia dei propri tifosi con la realizzazione del goal del pari, con l'estremo difensore degli ospiti, l'ex Lazio Fernando Muslera, che nulla può sulla conclusione del talento di Osmangazi.

Con quella stessa maglia, Unal solca il rettangolo verde per ben 54 volte in due stagioni, con ben 7 reti realizzate, bottino notevole considerata l'età del ragazzo, attirando anche l'attenzione del Manchester City, che nel 2015 decide di prelevarlo dalla squadra turca, per girarlo in prestito al Genk, formazione militante nella lega belga.
Lì però l'attaccante non trova molto spazio, gioca poco e come logica conseguenza trova la via della rete solo in un occasione: prendendo atto di tale rendimento, la società inglese decide di trasferirlo già a gennaio in Olanda, nel Nac Breda, dove alza l'asticella delle proprie prestazioni segnando 9 volte, in sole 14 apparizioni.
Ma l'anno del vero e proprio rilancio è quello successivo, dove passato al Twente in Eredivisie, scrive il proprio nome sul tabellino dei marcatori per ben 18 volte in 32 partite disputate, con una media goal che inizia a farsi piuttosto interessante, insufficiente però al fine di permettergli di staccare un biglietto per Manchester e tornare alla base. Da qui l'inserimento di un club della Liga spagnola, quello del Villareal, che opta di puntare sulla giovane stellina del calcio turco, strappando alla formazione degli sky blues una formula di acquisto, con eventuale opzione di ricompra per il club della Premier League.
Purtroppo però Unal fatica ad imporsi nella formazione del Submarino Amarillo, e perde nuovamente terreno verso una vera e propria esplosione nel calcio che conta: viene mandato in prestito al Levante all'inizio di questa stagione, ma già a metà percorso torna nuovamente alla base.

Allora molti iniziano a chiedersi se non si fossero sbagliati a puntare su di lui, se non si tratti della solita grande promessa non mantenuta, con il profilo di un calciatore che non riesce ad imporsi nel mondo dei grandi palcoscenici, magari per mancanza di personalità.
Ma è proprio qui che Enes, nella passata giornata di Liga ha deciso di stupire il pubblico dell' Estadio de la Cerámica, dal primo tifoso che aveva creduto in lui, fino al più scettico osservatore di talenti: come nell'ormai lontano 2013, il ragazzo con la maglia numero 15 ha fatto il proprio ingresso in campo dalla panchina, ed è stato nuovamente decisivo.
Stavolta però non si tratta di una singola rete segnata in Turchia, bensì di una doppietta, per altro realizzata contro i Colchoneros del Cholo Simeone, che fino a ieri conservava il dato di miglior difesa della liga spagnola. Unal ha messo piede sul rettangolo verde al 74 esimo del match, come in quella giornata magica di Agosto e gli sono bastati 8 minuti per rispondere allo svantaggio, maturato al 20 esimo del primo tempo, su calcio di rigore di Griezmann.

Tuttavia la giovane punta di Osmangazi, centro di appena 700 mila anime, sapeva che ciò non era sufficiente per entrare nella storia, e stavolta ha preferito determinare un epilogo differente: sul finire dell'incontro, all'alba del recupero concesso dal direttore di gara, si è trovato al posto giusto, nel momento giusto, depositando il pallone in rete sulla conclusione sporca dell'ex Milan Bonera, realizzando la prima doppietta personale con la maglia del Submarino Amarillo.
Un sogno per la propria tifoseria, con una vittoria che rilancia la propria squadra in zona europa; discorso inverso vale per i colchoneros che invece perdono ulteriore terreno sull'antagonista blaugrana del Barcellona, ormai in fuga verso il titolo.

Questi sono sicuramente momenti di enorme significato per il mondo del calcio, che a volte può davvero regalare sogni a chi ci crede fino in fondo, e io mi auguro da amante di questo sport, che adesso questo giovane ragazzo, che alla fin fine ha soli due anni in più di me, possa finalmente spiccare il volo nel panorama del calcio che conta.