Fine maggio del 2014, sembra una vita fa ma in fondo non sono neanche passati cinque anni, il Milan è alla ricerca di un allenatore che sostituisca Clarence Seedorf, che non verrà confermato al termine della stagione. Colpevole di aver mancato la qualificazione ad una coppa europea e di essersi inimicato la base italiana della squadra, Montolivo in testa.

Il candidato naturale sembra l'allora tecnico della Primavera rossonera Pippo Inzaghi. Storico nove milanista, amatissimo dalla tifoseria, oltre che da Berlusconi e Galliani, incarna perfettamente l'idea di un Milan giovane, autarchico, lontano dai fasti del passato ma in grado di esprimere un calcio propositivo e di far debuttare  in prima squadra i migliori prospetti del "vivaio".

Tuttavia un altro nome stuzzica la fantasia di Adriano Galliani, ed è quello di Unai Emery, fresco vincitore della sua prima Europa League sulla panchina del Siviglia.

Il tecnico basco, all'epoca 43enne, pratica un calcio abbastanza spregiudicato, votato all'attacco, anche a costo di soffrire un po' dietro, ed è dotato di un grande carisma che lo rende in grado tirare fuori il meglio dai giocatori che ha a disposizione. Uno che pretende dalle sue squadre garra ed intensità a mille. Personalità forte e , grande  mentalidad ganadora, che è anche il titolo  da lui scritto in cui spiega il suo credo calcistico, attenzione maniacale ai dettagli, ma anche spirito aziendalista, in quanto il Siviglia è costretto ogni anno a vendere uno o dei dei suoi migliori giocatori per esigenze di bilancio.

Ulteriore dettaglio, Emery non è un fanatico del modulo a tutti i costi, sebbene prediliga il 4231, è abbastanza disponibile ad adattarsi alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione, ma ha un unico dogma: la difesa a quattro. Dogma che condivide con Berlusconi.

Il profilo intriga parecchio ed i costi sono ancora ampiamente sostenibili visto che il basco non è ancora entrato nell'orbita dei top club internazionali.

Tuttavia Berlusconi, scettico nei confronti dei tecnici stranieri, non se la sente di rischiare e la scelta definitiva, anche in virtù della sua idea di un ital-Milan, cade su Inzaghi.

Mentre la stagione di Pippo si rivela assai deludente con un Milan che chiude mestamente  al settimo posto ed il tecnico piacentino che conclude l'anno senza subire l'onta dell'esonero solo per gratitudine nei confronti del calciatore che fu, Emery in quel di Siviglia vince la sua seconda Europa League consecutiva.

Inizio estate 2015. Il Milan è punto e a capo. Si torna alla ricerca di un allenatore. Quest'anno in più c'è una novità. Berlusconi ha aperto alla cessione della Società o quantomeno di una consistentissima quota di essa. E' stato firmato persino un contratto preliminare con un broker thailandese che dichiara di essere frontman di una cordata cino-emiratina, Bee Taechaubol, soprannominato dalla stampa italiana Mr. Bee.

Il potenziale socio gradirebbe un profilo internazionale in panchina ed in virtù del suo mai del tutto chiarito legame con il Fondo Doyen, che ha numerosi interessi nel calcio spagnolo ed esercita a vario titolo una sorta di "controllo" su alcuni giocatori del Siviglia, il nome di Emery torna prepotentemente in auge. Dopo due coppe di fila ormai è una realtà del calcio continentale.

Galliani da il suo assenso ma Berlusconi, pur apprezzando il basco, teme una eccessiva ingerenza della Doyen negli affari rossoneri, e si oppone, caldeggiando la candidatura di Christian Brocchi, che ha sostituito Inzaghi nella panchina della Primavera, magari affiancato da un grande vecchio tipo Lippi o Capello nelle vesti di direttore tecnico.

Dopo un sondaggio per l'allora emergente Maurizio Sarri, poco gradito al Cavaliere per il suo stile personale un po' sciatto e per il carattere piuttosto ruvido, viene trovato un nome di compromesso in Sinisa Mihajlovic.

Neanche questa scelta si rivela vincente. Il Milan pur con una campagna acquisti dispendiosa non decolla ed a differenza del suo predecessore Mihajlovic non riesce ad evitare l'esonero. Lo sostituisce il pupillo del Presidentissimo Brocchi ma i rossoneri per la terza volta consecutiva mancano la qualificazione all'Europa.

Emery invece si laurea Re di Coppe vincendo la terza Europa League di fila dopo un'epica rimonta contro il più quotato Liverpool di Klopp. E' un record. Alcuni giornali ormai hanno persino ribattezzato l'Europa League "EmeryLeague".

Inizio estate 2016. Il Milan è alle soglie di una nuova rivoluzione. Volatilizzatosi Mr Bee insieme con la sua misteriosa cordata Berlusconi non ha abbandonato la sua idea di cessione e tratta con Sal Galatioto e Nicholas Gancikoff, due statunitensi esperti in acquisizioni sportive che operano come intermediari di una cordata stavolta interamente cinese. Ora si tratta per il 100% del Milan e si concorda che ogni decisione riguardante la parte sportiva del Milan dovrà essere presa di comune accordo fra Adriano Galliani e Nicholas Gancikoff.

Gancikoff caldeggia l'esonero di Brocchi in favore di un allenatore di maggiore esperienza ed appeal.

Fra i candidati non può mancare il solito Emery, ma ormai è tardi. Lo spagnolo è ambito dai club europei ed i ricchissimi sceicchi del Psg gli fanno la classica proposta che non potrà rifiutatare. Il Milan così ripieghera' su Vincenzo Montella.

Il resto delle vicende del Milan è storia recente e nota.

L'esperienza di Emery al Psg sarà in chiaroscuro. I contrasti con Neymar, che rimprovera allo spagnolo di trattarlo come uno qualunque, e la Champions sfuggita ai quarti dopo l'incredibile remuntada del Barca dopo il 6-0 dell'andata a favore dei francesi che pareva mettere in cassaforte la qualificazione, porteranno all'addio a fine stagione.

Unai ricomincerà da una piazza forse più adatta al suo profilo come l'Arsenal.

Chissà se in futuro le strade del Milan e di questo hombre vertical, che pur lontanissimo dalla galassia berlusconiana, con il suo pressing alto ed il suo gioco offensivo e spregiudicato e con il suo Siviglia mai domo, paradossalmente era quanto di più vicino all'idea di calcio del Cavaliere, ma sul quale non ha voluto puntare perché lo sciovinismo ha prevalso sul coraggio, si incroceranno davvero anziché solo sfiorarsi?