Oggi mi sono detto: “Che ne dici di dare un voto al calciomercato dell’Inter di Antonio Conte e del suo fedele palafreniere, il sig. Peppe Marotta?”. Prima della votazione, eh già, seguirà una doverosa premessa per avere il quadro della situazione più chiaro di quello attuale.

LA PREMESSA
Il salentino e il varesotto hanno un curriculum vitae di tutto rispetto. È un dato di fatto oggettivo e incontestabile anche dal più agguerrito detrattore. Competenza ed esperienza professionale da vendere soprattutto in ambito calcistico. Contro corrente non si evidenziano significative esperienze lavorative all’Estero soprattutto per il dirigente lombardo. Al contrario del salentino che ha vinto in Inghilterra meritamente una Premier League con il Chelsea di Roman Abramovič.

E’ un dato di fatto ormai risaputo. Non stiamo dicendo nulla di compromettente. In passato entrambi gli uomini sono stati due dipendenti “fedeli” della Juventus di Andrea Agnelli. Ma per questo motivo non c’è da scandalizzarsi, almeno non più di tanto, perché il destino è spesso beffardo. Lo abbiamo detto e ridetto più di una volta proprio su queste pagine.
I due ex amici e juventini avranno fatto la scelta giusta?

AUTUNNO IN MILANO
Il covid-19 si sta riprendendo lentamente Milano e la Lombardia. Oggi piove a dirotto e fa freddo. I Condomini hanno accesso il riscaldamento.
Da lontano sporadicamente si sentono le sirene schiamazzanti dell’autombulanze.
È Autunno in Milano. Il periodo delle castagne e delle foglie secche; quest’ultime sono distese in terra come un calda coperta invernale. Il primo freddo stagionale mi ricorda che il lungo inverno è ormai prossimo, in dolce attesa sull’uscio della porta di casa.

In Corso Vercelli (una delle vie più belle ed eleganti di Milano) c’è un buonissimo odore di caldarroste. Crea l’atmosfera autunnale e mi mette di buon umore. Quella pietanza per ricchi è lì in attesa d’essere divorata solo per il capriccio del passante. Il Naviglio Martesana è in piena per via delle forti piogge di questi giorni; L’acqua leviga con costanza gli argini del fiume come se fossero degli enormi macigni. Nel Parco Sempione il vento gozzoviglia tra le foglie secche. E con una mite carezza, in meno che non si dica, esso spazzerà via l’estate dagli armadi assieme ai ricordi d’una vita spensierata al mare o in montagna con gli amici e i parenti. I gatti randagi assetati si abbeverano dalla pozzanghere in strada. Nu! Nu! Micio! Micio! Miaooo!
Signori e signore, amici, lettori appassionati, polemici e critici del web…in qualsiasi posto voi siate: “Sono qui per voi e per diletto”. Uno schiavo fedele in una giornata uggiosa d’autunno.
Ehm e se ancora non l’avete notato anche oggi il tempo pende sulla nostra testa; Tic! Toc! Tic! Toc! E non ci resterà altro che arrenderci alla forza della gravità. Un altro tatuaggio sul corpo a ricordarci chi siamo. Non preoccupatevi è soltanto il ciclo spietato della vita. La legge infame della natura. Tutto cambia secondo una logica perversa di cui è impossibile comprenderne il senso.

IL VOTO SUL MERCATO
Rispetto alla precedente stagione, l’Inter di Conte è una squadra più matura nonostante Il comune denominatore sia sempre lo stesso: quello di vincere il tricolore.
Per raggiungere l’obiettivo sono stati tesserati principalmente uomini con un’esperienza consolidata e certificata nel mondo del calcio.

ATTACCO: VOTO 6.5
Nel reparto offensivo per i nerazzurri non si segnalano movimenti di mercato degni di nota sia in ingresso sia in uscita. Sono rientrati alla base, rispettivamente dal Genoa e dal Bayer Monaco, la giovane punta centrale Pinamonti e l’esperta ala croata, Ivan Perisic. Quest’ultimo è fresco di gloria in quanto vincitore con i bavaresi della Champion League 2019-2020.  Attualmente entrambi i calciatori fanno parte, a tutti gli effetti, della rosa nerazzurra. Ma saranno utili per il progetto tecnico e tattico di Antonio Conte? Oggettivamente mi sembra un matrimonio impossibile. Un amore così innaturale da lasciare tutte le parti in gioco indifferenti. Johann Wolfgang von Goethe avrebbe commentato con mancanza di affinità tecnica. E comunque pare scontato che i due calciatori non saranno il cibo per gli dei del calcio.  

Solo pochi anni fa di Pinamonti si diceva un gran bene. Tutte le cose più belle e virtuose del mondo. Per la verità stiamo parlando di un ragazzo molto giovane. Sulla carta d’identità c’è scritto a lettere cubitali 1999 che fa, convertito in numero, soltanto 21 anni. Beata gioventù che si fugge tuttavia. Dal 2014 in poi, il ragazzo ha fatto parte di tutte le nazionali giovanili. Dall’Italia U15 fino all’U21. Discreto è il bottino della punta nativa della Val di non: ben 26 marcature in 73 presenze con la maglia azzurra. Proprio niente male per il giovane trentino. Nel curriculum vitae c’è sempre una nota dolente. Un’esperienza da dimenticare il più presto possibile. Fino a oggi, nelle squadre di club in cui ha militato, il ragazzo non ha dimostrato di valere le grandi aspettative riposte nei suoi confronti dagli acquirenti. Per tutti questi motivi Pinamonti difficilmente avrà un ruolo da protagonista nella nuova Inter targata Antonio Conte.
La giovane punta andava ceduta in prestito, magari alla serie cadetta per farsi le ossa, per dare continuità a quella crescita tecnico e tattica appena iniziata e tipica nella piena giovinezza. 

Ivan Perisic tecnicamente non si discute. È un buonissimo calciatore. Il profilo ideale per un 4-3-3 di Zemaniana memoria. L’avrei visto benissimo giocare in un tridente con Baiano (punta centrale) e Rambaudi (ala di destra).
Ivan è un’ala veloce e tecnica, con una media realizzativa molto bassa, certamente più propenso a offendere che a difendere. Il croato è un assist man eccezionale. Nel 3-5-2 di Antonio Conte, ahimè, farà molta fatica ad adattarsi perché il tecnico salentino richiede un grandissimo sacrificio fisico agli esterni. I terzini devono saper sia offendere che difendere per tutta la fascia di competenza. A differenza del suo compagno di squadra, il cileno Sanchez, Ivan non si adatta a giocare da seconda punta. Il croato andava ceduto subito magari per monetizzare il più possibile. E con il tesoretto accumulato si doveva completare la rosa con una punta d’esperienza per far rifiatare all’occorrenza il gigante belga, Romelu Lukaku.

Il bosniaco Dzeko sarebbe stato il profilo ideale per i nerazzurri. Da romanista me lo tengo stretto.

Alexis Sánchez è l’unica nota positiva per il mercato in attacco dei nerazzurri. La classica ciliegina su una torta gustosa da mantenere con cura in frigo. Ho sempre avuto un debole calcistico per questo fantastico calciatore. In un recente passato l’avrei visto bene nella mia Roma a completare il reparto avanzato con Vucinic e Totti.

Per gli standard molto bassi della serie A, il cileno può essere catalogato nella categoria tra i Top Player. Il trentunenne calciatore cileno è dotato di grande talento. L’ideale per una tattica di gioco con ripartenze veloci e fulminanti. Magari da utilizzare in trasferta contro avversari super offensivi. Fortissimo tecnicamente, un gradino (forse due) sotto il Dio Messi, tanto da essere soprannominarlo il Niño Maravilla.  Titolare inamovibile della fortissima nazionale cilena con la quale ha vinto 2 Copa América (Cile 2015, Usa 2016).  Calciatore completo con un presente luminoso da scrivere con l’Inter e un passato glorioso alle sue spalle; Difatti ha militato in squadre di blasone come il Barcellona, l’Arsenal e il Manchester Utd.

Niño Maravilla nello scacchiere di Conte può giocare ovunque e per necessità anche in porta. Detto questo il cileno sarà impiegato dal tecnico salentino prevalentemente in attacco, come una riserva di lusso a Lautaro Martinez.

CENTROCAMPO: VOTO 6.0
Per entrare in merito devo subito attingere alle mie profonde conoscenze di vita perché nella vita mi sono sentito sempre un difendente, di rado un attaccante e mai un abile palleggiatore. Per riavere alla sua mercé Arturo Vidal, il bel Antonio si sarebbe strappato a uno a uno tutti i capelli dallo scalpo. Il tecnico salentino, durante la giornata, si sentiva spesso triste e solo in quel di Milano e tutto l’amore gli arrivava di colpo quando pensava al suo amato cileno. Lo dico stretto e in mezzo ai denti: “Questa operazione di mercato non l’ho proprio capita per una serie di motivi”. Uno tra i più importanti è il dubbio sulla convivenza calcistica del forte cileno con il danese Eriksen. Almeno sulla carta l’uno dovrebbe esclude l’altro. Nei fatti, eh già, risulterebbe troppo sbilanciata una squadra con un undici inziale con il cileno e il danese in campo. Poi in rosa c’è sempre un certo Radja Nainggolan. Se mettesse la cresta a posto il belga potrebbe essere considerato, a tutti gli effetti, un nuovo acquisto per i nerazzurri. Il belga in forma in campo può essere devastante come un ciclone tropicale. Detto questo - avendo solo in parte sviscerato i dubbi che mi assillano in merito alla bontà dell’operazione di mercato di Marotta e soci - il “guerriero” Arturo Vidal è sempre meglio averlo nella propria squadra che contro.
Ad Antonio Conte spetterà il difficile compito di far coesistere tra di loro i tre pezzi pregiati del centrocampo nerazzurro. Del resto il tecnico salentino è il più ricco della Serie A. Infatti secondo il sito Calcio e Finanza, Antonio Conte guadagna la modesta cifra di 11/12 milioni di euro netti all’anno. Beato lui!

DIFESA: VOTO 7.5
Hakimi
dal Borussia Dortmund, Kolarov dalla Roma e Darmian dal Parma sono i tre fiori all’occhiello del mercato in difesa dei nerazzurri.  Marotta è una vecchia zebra spelacchiata. Per il forte terzino marocchino, Peppe si è mosso con largo anticipo con l’intendo di sbaragliare l’agguerrita concorrenza. È un colpo da novanta, da dieci in pagella per il dirigente lombardo.  

A proposito complimenti Diego per il nove in Greco. Chi è più forte tra Zaniolo e Diego? Sicuramente Diego perché egli è un Dio che possiede il dono dell'eterna giovinezza e suona il basso….

Anche perché di questi tempi, ahimè, avere un buon terzino in rosa è merce sempre più rara. Poi se addirittura lo prendi ottimo, tendente all’eccellenza, beh allora ti sei cucito addosso mezzo scudetto. Ad esempio, tanto per non andare troppo lontano con il tempo, la Roma di Capello vinse l’ultimo scudetto in trasferta contro il Parma grazie a una partita sontuosa del pendolino Cafu.  Quanto ci manca il brasiliano in Serie A? Cafu è stato il mio primo terzino e il primo terzino non si scorda mai. Per referenze chiedete a quel poveraccio di Nedved. Il ceco ogni tanto si affaccia triste e malinconico alla finestra della sua piccola villetta con la speranza di ritrovare nel cielo di Torino quella sfera luminosa che a Roma l’ha abbagliato rendendolo ceco tanti anni fa. Magari un giorno, forse, l’avvisterà nel cielo di Torino quella testa di cuoio. Per adesso quel dì è ancora tanto lontano.

Mettere un Kolarov in rosa ha un effetto soprattutto risanante per tutte le strutture portanti dello spogliatoio. Mi spiego meglio: Se un anno fa lo spogliatoio dell’Inter era costruito da 10 pilastri portanti, beh, adesso con il serbo ce ne sono 11. “Non c’è più bisogno del nuovo stadio perché San Siro è stato messo in sicurezza”.

Considerando ormai Cafu come l’unità di misura del terzino: il brasiliano passò dalla Roma al Milan all’età veneranda età di 33 anni. Soltanto uno in meno rispetto a Kolarov. Poi sappiamo tutti come è andata a finire quella scelta scellerata dei Sensi condita con un pizzico di superficialità dei tifosi. Ma io lo voglio ricordare (il pezzo è mio e ci faccio quello che mi pare) per infierire brutalmente su tutti quei tifosi della Roma che anni fa davano il forte terzino brasiliano per bollito: 2 Supercoppa Uefa, 1 Uefa Champions League, 1 Coppa del mondo per club e infine una bella mazza nel “di dietro” per tutti i tifosi giallorossi….

E alla fine arriva Darmian che suppongo sarà impiegato da Conte sulla fascia sinistra. In questo caso si tratta di un usato sicuro. Un terzino di sicuro affidamento ma di modeste caratteristiche tecnologiche. Insomma gli interisti hanno acquistato un bel Pandino per intenderci.  Mah con il sig. Conte Antonio nulla è dato per scontato. È un feroce condottiero con in testa un elmo artificiale fatto di crine di capello e dalla lingua biforcuta come quella di un serpente. E’ un abile affabulatore bianconero sotto mentire spoglie nerazzurre: Lui è capace di far credere a un asino di essere un Varenne.

Per ambire allo scudetto, però, il tecnico salentino deve recuperare, assolutamente, un cavallo di razza come lo è MILAN SKRINIAR. Anche perché in difesa, dopo la cessione di Godin al Cagliari, la coperta è un po' corta…
E in Lombardia l’Autunno è mite ma l’Inverno può essere freddo più di altre regioni d’Italia. Urge a San Siro una bella coperta di lana… magari fatta di SKRINIAR.

E intanto, per favore, lei mi può dare un pacchettino di castagne? Ok! Ecco a lei signore. Quanto le devo? 10 euro! Così tanto? Va' a laurà barbun! E' proprio vero, Milan l'è on gran Milan!

Arsenico17