Dopo la sconfitta con il Verona, il Napoli si interroga sulle capacità di Gattuso di raggiungere traguardi ambiziosi con la squadra che gli è stata affidata.
Rino Gattuso ha preso il Napoli nel corso dello scorso campionato sostituendo Carlo Ancelotti. La squadra era dilaniata da malcontenti e liti interne allo spogliatoio e con il presidente che l’avevano portata ad ottenere risultati non all’altezza delle aspettative. Rino si è rimboccato le maniche, si è caricato sulle spalle la squadra, l’ha compattata facendo breccia nelle menti e nei cuori dei suoi giocatori attraverso un atteggiamento chiaro, schietto, genuino, sincero, da uomo vero.

Ci troviamo dinanzi ad un campionato assolutamente anomalo, discontinuo, dove alcune squadre, come ad esempio la Roma, nonostante l’allenatore messo perennemente in discussione, si trovano addirittura a pochi punti dalla vetta. Un percorso simile, anche senza contestazioni al Mister, lo sta avendo l’Atalanta, che dopo una partenza assai negativa è tornata ad alta quota. Anche la Juve ancora non propone un gioco convincente e non dimostra di essere granitica come negli anni passati. Notiamo come giocando ogni tre giorni non si fa in tempo a contestare una squadra che la settimana dopo tocca ad un’altra finire sui carboni ardenti della critica dando modo invece alla precedente di riscattarsi. Le partite casalinghe non danno il vantaggio degli anni passati, conseguenza evidente di un campionato giocato senza spettatori, senza preparazione fisica estiva e con un calciomercato ridotto dalla crisi finanziaria.

Nonostante ciò, il presidente del Napoli, colui che si nasconde dietro un certificato della asl per non giocare la partita a Torino avendo 2 giocatori colpiti da covid, colui che, infetto, partecipa alle riunioni di lega, colui che scappa su uno scooter senza casco, un quaquaraqua insomma, si permette di criticare il suo allenatore.
Gattuso, l’anno passato, ha portato la sua squadra alla vittoria della Coppa Italia, attualmente occupa il 6° posto con 9 punti di ritardo dal Milan (ma deve recuperare una partita); con 41 gol fatti a fronte dei 39 della prima in classifica e ha subito 19 reti a fronte delle 22 subite dal Milan.
Le critiche mosse nei confronti di Rino sono veramente esagerate, un uomo che anche in un momento di sue difficoltà fisiche importanti, non ha fatto un passo indietro rimanendo al suo posto con orgoglio e fierezza.

Vai Ringhio, non ti curar di lui, hai tutto il mio rispetto, sei l’unico che ti sei complimentato con l’avversario nella finale di Supercoppa persa contro la Juventus (insieme all’ex Llorente), sei un uomo con gli attributi, proprio quelli che mancano al tuo datore di lavoro purtroppo.
Qualora quel “genio” dovesse accompagnarti alla porta, sono sicuro che sarai in grado di rialzarti trovando una piazza più prestigiosa e capace di riconoscere le tue peculiarità.