La Juventus potrebbe vincere la Champions? Sì, ma con quali certezze? Con quel centrocampo? Con l'incertezze delle prime di campionato? Per due vittorie di fila in Europa?
La Juventus Football Club, così chiamata nel resto d'Europa, quest'anno è tornata ad essere allenata da un tecnico...Ièèèè...è tornata a giocare....Ièèèè....potrebbe tornare tra le prime quattro della classifica....Ièèè....potrebbe vincere lo scudetto...Ièè....potrebbe vincere la Champions...Iè...mhà....bhò....bhà....

Apriamo e chiudiamo una volta per tutte questa storia, che ogni anno vede la squadra bianconera protagonista di turno, se non potesse vincere la Champions, allora vince lo scudetto, nessuno però considera che dal 2018 in poi questa società ha avuto un'involuzione, partendo dagli organi interni.

2018-2019: Presidente: Andrea Agnelli, Vicepresidente: Pavel Nedvěd, Amministratore delegato - CFO: Aldo Mazzia (fino al 25 ottobre 2018), Amministratore delegato - Direttore generale area sport: Giuseppe Marotta (fino al 25 ottobre 2018).

2019-2020: Presidente: Andrea Agnelli, Vicepresidente: Pavel Nedvěd, Direttore Sportivo: Fabio Paratici

2020-2021:  Andrea Agnelli, Vicepresidente: Pavel Nedvěd, Direttore Sportivo: Fabio Paratici

2021-2022:  Andrea Agnelli, Vicepresidente: Pavel Nedvěd, Amministratore Delegato: Maurizio Arrivabene, Direttore Sportivo: Federico Cherubini

Ecco, è da qui si deve ripartire, da una dirigenza che non ha fatto bene, se non che in Italia, e che in quasi quattro anni ha portato la Juventus da possibile vincitrice della Champions, a squadra che poteva puntare alla semifinale, poi scendendo ai quarti, per arrivare agli ottavi negli ultimi due anni.
L'organigramma della società è cambiato negli anni, ma invece di migliorare è peggiorato drasticamente, e soprattutto non trovando dirigenti di livello, si è 'accontentata' d'inserire gente già nella famiglia come Arrivabene, che con tutto il rispetto non sa nemmeno cosa significa stare nel calcio, dopo una vita in Formula 1 tra le fila della Ferrari dove era direttore della scuderia di Maranello.
Ora c'è da chiedersi se davvero questa dirigenza sia all'altezza dei migliori club d'Europa, e la risposta è no, purtroppo. La società ha rimesso dentro il tecnico Allegri, forse un passo in avanti dopo tanti passi indietro, ma un tecnico non può cambiare la storia, se la storia stessa non vuole cambiare o migliorare.
Partiamo dal Presidente, otto anni encomiabili, tra scudetti e trofei nazionali, una semifinale di Europa League e due finali di Champions, e quattro anni di distruzione dall'interno, mentre la squadra portava a casa ancora scudetti e coppe nazionali. La società è stata spesso al centro di discussione dei tifosi bianconeri, che spingevano a lasciare sia Andrea Agnelli che il suo fido braccio destro Pavel Nedved, mentre dopo l'addio di Giuseppe Marotta e Max Allegri tra il 2018 e il 2020 artefici di aver costruito le migliori Juventus nel periodo 2014-2018, che poi è stata letteralmente distrutta negli anni, che ha visto partire a raffica; Tevez, Pogba, Vidal, per dire tre punti cardine. Da quel 2018, addio di Marotta, l'unico a rimetterci le penne è stato Fabio Paratici, direttore sportivo portato su come fosse l'artefice nascosto degli acquisti più importanti degli otto anni di collaborazione con l'ex direttore generale bianconero, e poi scacciato via come l'ultimo degli ultimi dopo due stagioni di calciomercato che ricorda come unici due acquisti Cristriano Ronaldo, anche se questo dovrebbe essere a tutti gli effetti un capriccio del presidente stesso, e quello di Matthjis De Ligt, uno dei migliori difensori sotto i 25 anni, per una spesa complessiva, in due anni, di oltre 200 milioni.

Paratici è andato via, e la musica non è cambiata, anzi è peggiorata; dentro Maurizio Arrivabene a coprire l'amministrazione e Federico Cherubini come sostituto dell'ex ds, che ha riportato sulla panchina bianconera Allegri, ma con un 'progetto' che il nuovo ds ha spiegato in poche parole "Ringiovanire senza perdere competitività", ma che poco più di due mesi dopo, non ha trovato nessun 'ringiovanimento' visto che dei 'vecchietti' nessuno ha abbandonato la nave, altrimenti la difesa juventina avrebbe avuto De Ligt e Demiral come centrali di difesa, mentre ancora oggi ci sono Bonucci e Chiellini 71 anni in due, e la parola 'ringiovanire' non fa un bell'effetto, anzi invece di svecchiare e rafforzare, lascia la squadra a mezzo servizio. Cosa significa mezzo servizio? Che non solo non cambia nulla, cede alcuni giocatori importanti Demiral e Cristiano Ronaldo, ma non li sostituisce nemmeno con giocatori di livello inferiore, ma riporta in rosa giocatori che non è riuscita a sbolognare; Daniele Rugani.
Ora c'è da chiedersi quando e come questa Juventus potrebbe tornare protagonista, certamente non in questa stagione, dove potrebbe ritrovarsi a lottare una posizione tra la quarta e l'ottava, fuori dalla sfida scudetto o quasi fin da subito, e con dei dirigenti che, salvo sorprese, non faranno crescere la squadra, ma la continueranno a condurre sulla stessa retta via per i prossimi tre anni. Ricorda un po' l'Inter del dopo Moratti, quella che ha cominciato ad andare a strapiombo, ma se in quel caso il presidente si è fatto da parte, debiti a parte, in questo caso il John Elkann, designato come successore da nonno Giovanni Agnelli, per tutto l'ambaradam da mandare avanti della famiglia e a capo anche della società Juventus così come della Ferrari, non si è detto preoccupato né dell'una né dell'altra, continuando a mantenere al loro posto sia Mattia Binotto in scuderia, che il cugino Andrea Agnelli a capo della Juve, e questo non può che far accrescere lo sconcerto tra i tifosi ferrarristi e bianconeri, che si sono rassegnati a dover vedere sia una macchina medio-bassa che una squadra ai minimi storici.

Ora tornando all'inizio... davvero qualcuno nutre aspettative di questa Juventus per la Champions League? Davvero qualcuno pensa che possa puntare allo scudetto? Davvero si è certi che arrivi tra le prime quattro in campionato e che non faccia una stagione anonima forse spuntando all'ultimo per un posto in Europa secondaria?
Tra tutte queste domande a me viene da dire solo una cosa: che in casa abbiamo un autentico distruttore di sogni, chiamato Andrea Agnelli.