Un ottimo Napoli sfiora l'impresa contro un'evanescente Barcellona, concludendo la partita sull'uno a uno.
Per passare il turno ci vorrà un'impresa al Camp Nou, ma visto il Napoli di ieri sera e la prestazione del Barcellona, il raggiungimento dei quarti di finale non appare impossibile.

La partita tra Napoli e Barcellona (la prima della storia tra le due compagini) conteneva così tanti sottotesti tanto da renderla ancora più importante per le due squadre: l'esordio in Champions dei due allenatori (entrambi accomunati dallo stesso destino visto che sono subentrati quasi nello stesso periodo), la prima di Messi nella terra del divino Maradona, la voglia dei giocatori del Napoli di dimostrare la loro forza dopo un inizio di stagione alquanto deludente e l'intenzione del Barcellona di dimenticare le rimonte subite da Roma e Liverpool nelle edizione precedenti.

Confortato dalle ultime prestazioni esterne, per tornare alla vittoria casalinga Gattuso si è affidato alla migliore formazione possibile con la coppia Manolas-Maksimovic al centro della difesa (ancora out Koulibaly), Demme in cabina di regia ed il trio offensivo formato da Callejon-Mertens-Insigne che tante gioie ha dato ai tifosi napoletani durante il triennio Sarri.
Tante invece sono le defezioni per Setien, che oltre ai lungodegenti Dembelè e Suarez deve fare i conti con le assenze di Sergi Roberto e Jordi Alba, per questo spazio a Semedo e Firpo sugli esterni difensivi, mentre davanti ricade su Vidal la scelta per completare il pacchetto offensivo assieme a Griezmann e Messi.

I novanta minuti del San Paolo seguono un canovaccio abbastanza prevedibile con il Barcellona che tiene le redini del gioco, grazie al suo solito possesso palla, ed il Napoli racchiuso dietro la linea della palla con l'obiettivo di creare un fortino invalicabile per gli avversari.
La prima frazione, quindi, vede il Barca in pieno controllo della partita anche se il possesso palla spesso sterile finisce per rendere prevedile qualsiasi mossa agli avversari.
Ad appesantire la scarsità di idee degli spagnoli ci pensano poi i vari Griezmann, De Jong e Rakitic, che svolgono il ruolo di assenti ingiustificati per larga parte dell'incontro.
Il gioco dei blaugrana, dunque, passa solo per i piedi di Busquets (l'unico che prova a verticalizzare il gioco alla ricerca di spazi all'interno dell'area di rigore), Vidal (che corre su tutto il fronte offensivo alla ricerca di spazi) e Messi, che nonostante provi spesso ad accendere la partita deve fare i conti con le marcature multiple degli azzurri che non lo lasciano nemmeno respirare. Dal canto suo la squadra di Gattuso gioca un primo tempo ordinato, chiudendo tutti gli spazi agli avversari grazie anche al grosso sacrificio del trio offensivo spesso schiacciato in linea con il centrocampo.
Dal punto di vista del possesso del gioco, il Napoli gioca sempre la sfera, non affidandosi ai lanci lunghi (vista anche l'altezza degli attaccanti azzurri) per superare il centrocampo avversario, e mostra anche del coraggio facendo spesso ripartire l'azione dal basso con Ospina spesso chiamato in causa per far partire l'azione.
Se nei primi quarantacinque minuti l'unica occasione spagnola la crea Messi con un tiro alto che non spaventa certo Ospina, i partenopei sfruttano alla grande il contropiede portandosi in vantaggio alla mezz'ora grazie a Zielinski che sfruttando un rimpallo favorevole con Firpo (spesso in difficoltà sulla sua fascia) si invola verso la porta e serve l'assist giusto a Mertens che  completamente libero ha il tempo di stoppare il pallone e di insaccarlo alle spalle di Ter Stegen con un grandissimo destro a giro. Sul finire della frazione, poi, è Manolas a sfiorare il raddoppio su azione d'angolo con un tiro che esce di poco alla sinistra del portiere avversario.

Con l'inizio del secondo tempo lo scenario della partita non cambia dal punto di vista tecnico (con il Barcellona sempre senza idee ed il Napoli pronto a sfruttare l'arma del contropiede per arrotondare il risultato) ma cambia dal punto di vista tattico dopo appena quattro minuti: un brutto intervento di Busquets (ammonito sotto diffida salterà il ritorno) costa la partita a Mertens costretto a lasciare il campo a Milik. Passano soltanto tre minuti dal cambio e il Barcellona pareggia l'incontro: solito possesso al limite dell'area del trio Messi-Vidal-Busquets con quest'ultimo che trova l'imbucata giusta per lo spunto di Semedo che sfrutta l'unica disattenzione della retroguardia avversaria, palla dentro l'area di rigore e tap-in facile facile per Griezmann che segna il gol del pareggio.

Nonostante il pareggio il Barcellona non si sveglia dal proprio torpore, anzi, inizia a soffrire il Napoli che con il passare di minuti decide di aumentare il pressing e le azioni offensive: prima Insigne impegna Ter Stegen dopo una serpentina con la quale supera due avversari, poi Callejon spreca da ottima posizione un passaggio millimetrico di Milik sparando addosso al portiere, infine ancora sui piedi di Insigne arriva l'occasione del gol ma il suo tiro a giro finisce largo sul fondo. Ultimo sussulto sul finale di partita con l'espulsione di Vidal (ammonito per un fallo evitabile su Mario Rui ed espulso per le conseguenti proteste) che non cambia l'esito della partita ma rischia di complicare la strada del barca nel match di ritorno.

Il pareggio e la partita svolta contro il Barcellona lasciano in eredità due punti fondamentali per il futuro del Napoli: il primo è che il lavoro di Gattuso sta finalmente dando i suoi frutti (anche al Milan faticò da subentrato per poi fare un ottimo girone di ritorno),il secondo è Dries Mertens che continua a regalare perle ai tifosi partenopei. L'amore del belga per Napoli e dei napoletani per Mertens potrebbe avere la meglio sul rinnovo di contratto che al di là dell'avanzare dell'età l'attaccante meriterebbe per il suo apporto alla causa.

Non sarà facile la partita di Barcellona, ma visto il Napoli di ieri sera e la prestazione difficoltosa della squadra di Setien, il passaggio del turno non sarà proibitivo, viste anche le assenze di Vidal e Busquets (da verificare Piquè uscito malconcio nei minuti finali della partita) che si aggiungono agli altri assenti.