Ho sempre pensato che - a torto o a ragione, fate voi perché per me è lo stesso - un cantautore vale molto di più di un calciatore! Lo ribadisco con forza, oggi alle ore sedici in punto, in anteprima mondiale sulle pagine di VxL: aimè è tutto vero! A parere dello scrivente –  solo per gusti personali - la maggior parte dei tifosi di calcio sono un tantino "permalosi" e talvolta, persino, pericolosi come lupi affamati di montagna.

Il mio saggio nonnino - beato lui perché ha campato fino alla veneranda età di quasi cento anni - mi ha sempre consigliato di non parlare di Politica e Religione con amici, parenti e sconosciuti che dir si voglia, soprattutto a tavola con i commensali specie se quest’ultimi sono, palesemente, in malafede. Con l’umiltà che mi contraddistingue (posso avere mille difetti, compreso l’utilizzo improprio della grammatica ma non quello, più peccaminoso, della prostituzione intellettuale), se mi è concesso dirlo, alla lista di mio nonno (pace all’anima sua, lui sì che ha fatto una bella vita nonostante la guerra!) con la presente vorrei, umilmente, aggiungere alla vostra cortese attenzione, tra i tanti temi di discussione trattabili, un altro argomento di "difficile" narrazione da prendere assolutamente con le pinze: il gioco del calcioBadate bene! Perché? Non solo, purtroppo, i tifosi contribuiscono a rendere l’aria greve attorno a questo mondo “pallonaro” - altro che la povera Pianura Padana, da giorni sommersa dalla nebbia e dallo smog - ma spesso ci si mettono anche gli addetti ai lavori che, un po' come i nostri "cari" politici, sono ben consapevoli dei loro privilegi e, di conseguenza, molto determinati per difenderli a tutti i costi benché ci sia un minimo guadagno. 

Compreso gli amici degli amici giornalisti che spesso si comportano da fessi - in modo consapevole e non - per non fare la guerra o, soltanto, per portarsi a casa la pagnotta: beh del resto anche loro, comuni mortali, devono pur mangiare per poi, infine, addirittura defecare. Funziona allo stesso modo, per tutti, indipendentemente dal ruolo, cultura, settore e competenze. Beh! Già! Si e no! Boh! In un certo senso, mi verrebbe d’avere una certa riluttanza nel qualificare i giornalisti come dei semplici fessacchiotti. Tutt’altro, giustamente, potrebbe obiettare chi, povero fesso, mi sta leggendo. Anche io sono nato fesso ma, a differenza vostra, almeno, consapevole che esiste un'enorme differenza tra chi appare stolto agli occhi degli dei e chi lo appare agli occhi del mondo!. Per Oscar Wilde - un po' come la pensa lo scrivente con le dovute proporzioni - non ci vogliono conoscenze o competenze specifiche per essere tutto il contrario di quello che è uno stolto ma, bensì, l'importante è avere la consapevolezza, interiore, di quello che si è

Per questa ragione, solo di recente, mi hanno lasciato affamato le dichiarazioni del noto giornalista, Mario Sconcerti, rilasciate attraverso la sua, magnifica, rubrica: "Un cappuccino con Sconcerti". "Da fiorentino, sono rimasto particolarmente toccato dai gravi insulti proferiti per tutta la partita, da una porzione della Curva Fiesole, all'allenatore dell'Atalanta Gasperini!". Che animo sensibile Sir Mario, all’occorrenza, paladino di Bergamo bassa, addirittura rimasto colpito, negativamente, da cotanta ingiustizia perpetrata ai danni del povero e indifeso Gian Pier! Lasciamo perdere, perché ogni parola potrebbe essere fuori luogo dinnanzi a così tanta, cruda, ingenuità e purezza d’animo! Non mi resta altro che constatare che, per fortuna, nel mondo esistono, ancora, dei nobili paladini della giustizia divina.  

Detto questo…


Corrono gli anni novanta - per la precisione l’anno 1992 - e al festival di Sanremo si presenta, come concorrente, un cantautore romano con una ballata classica, dedicata a sua madre Annamaria, intitolata Portami a ballare. La canzone ha un discreto successo e, conseguentemente, proietta Luca Barbarossa nelle prime posizioni in classifica. Lo scrivente - allora tricologicamente sano - aveva appena quindici anni ed era innamorato pazzo di Benedetta, la sua dolcissima compagna di classe ai tempi delle scuole superiori. Un amore puro e, per la cronaca del tempo, mai corrisposto da parte della nobile fanciulla; nonostante quell'amore, come scrivevo, non sia stato mai corrisposto per me, oggi come ieri, è stato molto importante. Anche perché quell'anima pia, per cinque anni di seguito, mi ha passato una serie indefinita di pizzini con i risultati dei compiti in classe di matematica… Se non fosse stato per lei, "fossi" più ignorante di quello che sono. Almeno, oggi, posso vantarmi di non esserlo, almeno sulla carta grazie al diploma di maturità in tasca. W l'Italia!

Cara Betty

Nonostante il tempo sia passato inesorabile, oggi, ti ricordo come se fosse ieri! Sento, forte, il profumo di lavanda sui tuoi vestiti. Ahhhh! Le tue dita affusolate e le pellicine da strappare, durante la lezione di italiano; le unghie senza smalto, leggermente, mangiucchiate sulle punte. Il mio Swatch colorato sul tuo polso affusolato. Ahhhh! La camera da letto, per me il tempio della Dea, nella quale mi facevi ripetizioni di matematica al sabato pomeriggio. Ahhhh! Il poster del tuo cantante, preferito, poco sopra la testata del letto; Ahhhh!

Cara Betty, oggi malato di nostalgia, riascolto nella mente mia le tue profetiche parole: “Sei un testone, la definizione di derivata, o derivata prima di una funzione in un punto, prevede di definire la derivata come limite del rapporto incrementale della funzione nel punto al tendere dell'incremento a zero”. Poi, semplicemente, mi sorridevi come sempre hai fatto con il sottoscritto: “Dai su, per oggi basta con la matematica! Ti faccio ascoltare, il mio cantante preferito, Luca Carboni!”;

Click! Lo stereo è acceso, il rumore del nastro che riavvolge la cassetta, un leggero fruscio dalle casse....shhhhhrrrrrrrr.....pochi secondi di silenzio (come era solito fare, nei suoi brani, il cantautore bolognese) e, oggi come ieri, TU.....

Non sei andata via, non sei andata via

Non è colpa mia, è che non va via

Non si può cancellare niente

Tutto viene registrato

Dalla mente, dalla mente mia

Dai cuori no, non si va più via

Sono scatole perfette

In cui ritrovi sempre tutto

Così ora tu non sei più mia

E' finita sì e sei andata via

Amate la vita!

Da allora, ho sempre pensato che - a torto o a ragione, fate voi perché per me è lo stesso - un cantautore vale molto di più di un calciatore

Amate la vita!


Arsenico17