Nella ormai lontana estate 2011 si è consumato il famigerato addio al Milan di Andrea Pirlo. Il fortissimo centrocampista regista bresciano,infatti  non avendo raggiunto un accordo con il club rossonero per il rinnovo contrattuale e non sentendosi particolarmente apprezzato dal tecnico milanista dell'epoca Massimiliano Allegri, che preferiva giocatori più muscolari, decise di svincolarsi e di accasarsi a parametro zero alla Juventus.

Nell'estate successiva lasciarono il Milan anche Clarence Seedorf, Gennaro Gattuso e Mark Van Bommel, di militanza milanista molto più recente ma comunque assai apprezzato dalla piazza.

Nel 2013 lascio' il Diavolo l'ultimo grande vecchio ovvero Massimo Ambrosini.

Da allora arrivarono al Milan diversi centrocampisti ma nessuno all'altezza dei grandi ex.

Riccardo Montolivo nelle intenzioni della società rossonera avrebbe dovuto essere il regista del post Pirlo, ma i due gravi infortuni, le prestazioni non all'altezza, il confronto decisamente impari col passato, il suo essere un pupillo di un Berlusconi ormai in declino ed un amore mai sbocciato con buona parte della tifoseria ne fecero invece il simbolo della mediocrità degli ultimi anni berlusconiani.

Nigel de Jong seppur su standard ben lontani dalla leggenda Gattuso e dal connazionale Van Bommel si rivelò tutto sommato un buon giocatore, ma non certo quel tipo di giocatore in grado di far fare il salto di qualità al centrocampo del Milan.

Il ghanese Michael Essien arrivato ormai a fine carriera fu invece una delusione assoluta, dimostrando di essere ormai praticamente un ex calciatore.

Il connazionale Sulley Muntari alterno' buone prestazioni ad altre decisamente meno buone attestandosi come un giocatore non cattivo ma di certo in linea con la mediocrità del Milan di quegli anni.

Nel 2015 complice la possibilità della cessione di una sostanziosa quota societaria al tailandese Mr Bee  in Via Aldo Rossi si torno' a parlare di investimenti importanti che avrebbero interessato anche, finalmente, il centrocampo.

Così dopo lo scippo perpetrato dai cugini nerazzurri che sul filo di lana riuscirono a strappare ad un attonito Galliani il preferito Kondgobia Berlusconi decise che il colpo in mediana sarebbe stato italiano, rifiutando categoricamente altri nomi esteri proposti dal fondo di investimento Doyen, legato alla cordata di Mr Bee, e punto' decisamente su Andrea Bertolacci.  A fine mercato arriverà dal Genoa anche l'esperto Jurai Kucka.

Bertolacci si rivelerà uno dei più clamorosi flop della storia recente milanista mentre Kucka dimostrerà di essere un buon giocatore ma nel contesto di un Milan fortemente ridimensionato.

L'estate 2016, caratterizzata dalla lunghissima trattativa per la cessione ai cinesi, vedrà i rossoneri investire in modo assai limitato. Così arriveranno in prestito dal Chelsea il giovane croato Mario Pasalic e Mati Fernandez, pupillo di Montella alla Fiorentina.  Pasalic dopo un avvio difficile farà vedere buone cose mentre Mati Fernandez sarà protagonista di una stagione anonima con poche presenze e poca incisività.

Il 2017 a passaggio di proprietà ormai avvenuto e con una dirigenza del tutto rinnovata sarebbe dovuto essere l'anno della svolta. Ed infatti arriveranno Franck Kessie, esplosivo incontrista ivoriano dell'Atalanta, e Lucas Biglia regista della Lazio e della Nazionale Argentina.

L'ivoriano,al netto di un calo nella seconda parte della stagione  si rivelerà uno degli acquisti più azzeccati della gestione Fassone-Mirabelli mentre l'argentino deluderà le aspettative alternando buone partite a prestazioni molto sottotono dando l'impressione di apparire lento e prevedibile.

Quest'estate il nuovo cambio al vertice via il cinese Li dentro Elliot, via Fassone e Mirabelli e dentro Leonardo e Maldini.

Per la neonata gestione il centrocampo non sarà considerato una priorità preferendo concentrarsi su altri reparti tant'è che arriverà il solo Bakayoko in prestito dal Chelsea.

Insomma nel Milan negli ultimi anni è cambiato tutto giocatori, proprietà dirigenti, allenatori ma una cosa è rimasta sempre uguale: un centrocampo non all'altezza.

Perché il Milan, che pure persino negli anni più magri della decadenza berlusconiane spendeva per l'attacco, non ha mai investito seriamente sul centrocampo?

Negli ultimi anni berlusconiani il discorso può essere legato ad una eccessiva fiducia nei confronti di Riccardo Montolivo e nella speranza dell'esplosione di un centrocampista fatto in casa pescando dal vivaio, grandi speranze erano riposte nel canterano Manuel Locatelli, prospetto interessante ma mai del tutto esploso.

Fassone e Mirabelli hanno in effetti fatto qualcosa per migliorare il centrocampo rossonero ma a mio avviso non abbastanza. Le risorse impiegate per "lunatico" Bonucci e per il flop Kalinic secondo me si sarebbero potute impiegare meglio per individuare uno o due giocatori in grado di far svoltare la mediana.

Leonardo ha fatto un miracolo riuscendo sostituire uno scontento Bonucci con il promettente Caldara e portando a Milanello il Pipita Higuain però forse ha sottovalutato troppo il problema della mediana dimenticandosi che ad Higuain i palloni qualcuno li deve pur passare.

Questo a mio avviso è stato il grave e comune errore dei vari Milan che si sono succeduti negli ultimi anni perché  le grandi squadre si costruiscono partendo dal centrocampo.