Francamente sono ben poco contento di aver pronosticato nel mio ultimo intervento una Inter “dominante” e avevo deciso di non inserire alcun commento, ma dopo aver letto, francamente trasecolato, il commento di Pioli sulla Rosea, ho cambiato idea. Il nostro allenatore unico non epurato nella grande purga che ha spazzato via la dirigenza tecnica milanista, anzi pure promosso deve vivere in una sua sfera piuttosto virtuale. Non si scusa con i tifosi non tanto per la prestazione indegna della sua squadra ma quanto per il fatto che perdere cinque derby consecutivi a mio avviso rappresenta un'onta storica e difficilmente dimenticabile. Pur con cinque gol sul groppone costituendo dileggio e scherno per molti anni a venire, nei quali, per mia fortuna, non sarò presente.

Due fattori da considerare in funzione di un parametro che una volta veniva considerato come condizione necessaria e sufficiente per vincere una partita di calcio: il possesso palla. Così come la Juve rifila tre gol a una discreta Lazio di cui il Milan, date le medesime circostanze di uno scontro diretto, ne è stata una pallidissima copia, pur avendo il 60 per cento di possesso palla, ieri il Milan prende 2 gol nel primo tempo con un possesso palla del 70 per cento e chiude globalmente con un uguale più o meno 60 per cento. Non si scusa Pioli e francamente ammette che i gol subiti sono “solo” oggetto di ripartenze e che si è mancati nelle transizioni. Francamente kafkiano come commento, visto che il possesso palla le transizioni almeno dovrebbe evitarle. Quindi delle due l'una, in montenelliana memoria, o il possesso palla è stato davvero negativo, oppure la disposizione tattica di Pioli ha concretizzato un autentico suicidio tattico che lo stesso con un orgoglio un poco fuori luogo non ammette. Sono del parere che sia molto più preoccupante questo tipo di atteggiamento, piuttosto che perdere un derby, anche nel modo che ancor offende e solo alla quarta giornata di campionato. Il Napoli arranca e la Juve vista ieri, ritrovando le sue smarrite punte, si pone insieme all'Inter come una prospettica bella corsa a due almeno come stanno le situazioni di forza ora. Ora appunto ma che possono cambiare. Le romane sono in via di assestamento e la Dea è un outsider ancora da scoprire e una cosa forse si può dire con una certa certezza: non avremo un campionato in corsa solitaria di una sola squadra. Pioli presenta il suo 3223 di vaga ispirazione guardioliana, molto osannato dalla critica della Rosea che oggi disprezza eccessivamente le prestazioni dei giocatori rossoneri. Così, a mio parere, la critica è stata eccessivamente positiva ieri e rimane troppo negativa oggi. I voti negativi si sprecano su una squadra che il suo tecnico ha mandato allo sbaraglio con una sicumera di quasi sicuro vincitore. Quale difesa può essere lasciata a se stessa senza una adeguata copertura soprattutto dai due mediani del primi 2 dello schieramento pioliano? E poi contro un duo di attacco in stato di grazia e pure ispirato da un gigantesco MKHI che ben sostenuto da Calha ha fatto strame dei nostri centrocampisti davvero irriconoscibili. Pioli gioca a tre in costruzione, idea interessante senz'altro, rispolverando le antiche iniziali attitudini di Calabria ma forse dimentica che Kjaer fu scartato da Gasp proprio per la sua non attitudine al gioco a tre in difesa. Non solo ma si ritrova pure ad essere l'unico giocatore veramente libero a impostare il gioco, lasciato ovviamente libero di farlo perché proprio impostare non è il suo mestiere. Inzaghi affronta un Milan tonitruante di intenzioni vincenti, pure sostenuto da una critica professionale molto ben disposta sia verso la Società e sia verso l'allenatore. Inzaghi, all'opposto,  invece con timore e prudenza. aspetta il lento e inutile palleggio milanista come Allegri ha aspettato quello decisamente più consistente di Sarri, e colpisce con i suoi velocisti con velocità doppia del portar palla milanista. Lautaro giocatore decisamente sempre più maturo e formidabile si erige non solo condottiero di una squadra molto più sicura di sé ma pure, con una umiltà molto lontana dalle parole di Pioli, si fa pure spalla dell'ultimo arrivato che trova spazi inconsueti tra la nostra stralunata e non protetta difesa. Il francese fa 20 minuti da grandissimo centravanti rispondendo al suo collega juventino con un gol, come quello di Vlahovic, di rara bellezza e potenza e su cui il povero Maignan nulla può. Krunic non copre nulla non solo centralmente ma nemmeno sulle fasce soprattutto la sinistra interista lasciata scoperta da Calabria anche in ripiegamento sulla quale l'Inter vola come sa fare senza alcun ostacolo.

Quando si viene umiliati in questo modo senza se e senza ma può sempre sorgere la domanda di quanto sia stata forte l'Inter oppure di quanto sia stato debole il Milan. Direi che nel corso della partita che va vista sempre nel suo scorrere e nei suoi momenti salienti, e non per fotografie come un certo eccessivo tecnicismo tecnico ama fare oggigiorno, l'Inter si è spesso chiusa “sentendo” la pressione fisica del centrocampo milanista. Tutti spesso dietro la linea della palla il che significa che la pressione c'è stata e ad un certo punto dopo il gol di Leao in una delle rarissime conclusioni milaniste questa pressione abbia fatto scorrere qualche brivido sulla schiena dei giustamente entusiasti tifosi interisti. Il centrocampo milanista della tanta sbandierata fisicità si è infranto sulla accorta difesa interista molto coordinata con il suo centrocampo, quindi ben disposta da Inzaghi che ha pure limitato le incursioni di Bastoni. Si è permesso persino il lusso di far esordire Acerbi lasciando in panca un ottimo de Vrij che sicuramente non fa dimenticare il centralone uscito. Non solo ma la campagna interista, molto meno lodata di quella milanista, si è preoccupata di trovare alternative in ogni zona del campo costituendo un complesso di forza e omogeneità di alto livello. Non così da noi dove all'inizio anche questa volta sono rimasti in panca 40 milioni spesi e con sostituzioni, il peso delle quali è ancora tutto da verificare. Anche questo penso sia una domanda da fare al nostro allenatore che sembra sia molto incline a puntare sempre su un ristretto numero di giocatori. La Rosea, forse stizzita per i commenti troppo benevoli di inizio campionato, assegna votazioni terribili e francamente immeritate ai giocatori. Una volta si facevano sulla stessa conti molto accurati sul surplus inaspettato che una grandiosa Champions aveva portato nelle casse del Milan.
Qualcosa come almeno 40 milioni più o meno entrati tra incassi e premi non certi previsti nel più ottimista dei budget iniziali. Con quelli incassati vendendo l'unico centrocampista creativo rimasto, vista l'uscita di CDK e il non persistente utilizzo, nemmeno di striscio, di Adli, credo che la tanta sbandierata “spesa” di 110 milioni più o meno per comprare anche dei doppioni, sia sicuramente a livello di quanto incassato in un lasso di tempo di qualche mese. Una volta li chiamavamo in ambito manageriale “soldi cinesi”. Troppo facile comunque criticare ora, comunque e mi sento immune da questo perché i miei interventi molto dubitativi sia su società e sia sulla squadra sono molto antecedenti a questo sciagurato derby. Al di là del risultato di per sé inessenziale nella corsa per i primi posti, sul primo avrei francamente qualche dubbio serio, penso che al nostro allenatore convenga ritrovare il suo antico spirito anche autocritico e tra esterno e interno fare un salutare bagno di umiltà. E di sano realismo.

Troppo brutto il Milan del derby per essere vero. La Champions è alle porte. Pioli ha una serie di alternative e francamente mi sono fatto una sana risata quando il commentatore Dazn affermava con una battuta degna del miglior Zelig, che Pioli non le aveva come Inzaghi, visto che è entrata una caterva di nuovi giocatori. Il motto storico dei milanesi è “Tirèmm inànz”. E il Milan venuto prima dell'Inter più milanese, almeno storicamente, lo è. La Champions incalza e come spesso succede nel calcio è facile passare napoleonicamente dalle stelle alle stalle. Non vedo tutto questo pessimismo. C'è una squadra che deve lottare e tanto per i primi quattro posti sicuramente, Non è quella che abbiamo vista ieri. Lo speriamo “tutti”, anche quelli molto critici sulla situazione societaria attuale come il vecchiaccio che sono. Mi hanno definito “antico milanista” Wow mi sta benissimo! Per concludere sull'Inter limiterei i peana e alla maniera di Ulisse tapperei le orecchie sulle lodi molto spesso troppo ondivaghe che arrivano dall'esterno. Giusta la soddisfazione dei suoi tifosi ma ieri, cari cuginastri, è stato tutto troppo facile!