"Il genio abita semplicemente al piano di sopra della follia", così scriveva un grande filosofo e pensatore quale Arthur Schopenhauer

E questo lo sa' bene Antonio Cassano, il quale ha fatto di questa massima la strada guida della sua carriera calcistica. Il genio lo ha mostrato subito in quel lontano 18 dicembre 1999 allo stadio san Nicola di Bari; un'avanzata pazzesca e una serpentina magistrale in area di rigore hanno steso l'Inter, la sua squadra del cuore. Già dal suo esordio si capì che Cassano e il pallone erano nati per stare insieme

Ma, come spesso accade, nei momenti quasi perfetti della nostra carriera, la follia prende il sopravvento sul genio; e così è capitato esattamente ad Antonio, il quale a Roma con la maglia giallorossa, viene ricordato ancora oggi più che per le sue giocate d'autore, per i famosi screzi con allenatore e compagni, coniando per i suoi colpi di testa extra-calcistici il termine "Cassanate".

Ma nonostante ciò, Cassano ha l'opportunità di giocare nella squadra più forte del mondo, il Real Madrid. Sembra l'apice della sua carriera, il sogno di ogni bambino che vuole diventare calciatore per lui si realizza. Ma anche a Madrid si trascina via solo polemiche relative alla scarsa forma fisica e agli immancabili battibecchi con Fabio Capello.

Quando sembra ormai tutto finito, per Cassano si apre una nuova parentesi di vita, che poi risulterà la più bella professionalmente e privatamente. A Genova, sponda Sampdoria vivrà anni al top, iniziati inevitabilmente con polemiche e dissidi, soprattutto con gli arbitri, ma proseguiti al massimo della forma e del rendimento, formando con Pazzini la nuova coppia del gol che trascinerà la Doria ai playoff di Champions League nel 2010.

In seguito a tensioni inaspettate con il presidente Garrone, per Cassano arriva nuovamente il momento di cambiare aria, e lascerà bei ricordi nella Milano prima rossonera e poi nerazzurra, arrivando a coronare il suo sogno da bambino: giocare nell'Inter, sua squadra del cuore. Ma non lascerà un segno indelebile nella storia di due club così prestigiosi, anzi.

Ormai l'età avanza; i top club decidono di non puntare più su di lui. Una nuova chance in serie A gliela da' un Parma ambizioso. Grazie alle magie di Fantantonio, gli emiliani centreranno la qualificazione all'Europa League.

Antonio Cassano capisce che ormai il suo fisico non lo supporta più, e dopo aver tentato di tornare a giocare nell'Entella, si è arreso all'evidenza dicendo basta. Cassano si ritira.

Molti hanno accolto la notizia con diffidenza, visto che Cassano già altre volte aveva lasciato presagire questo esito. Molti quindi gli hanno dato del buffone, altri sono contenti di non rivederlo più in campo.

Ma, al di là di rancori personali, bisogna ammettere che grande calciatore è stato Antonio Cassano, e che poteva diventare ancora più grande se molte volte il suo genio avesse controllato la follia. 

Cassano mancherà al calcio, perchè i giocatori, quelli di talento come lui mancano sempre. 

Fantantonio risulta l'appellativo ideale per un genio del pallone come Cassano; e come diceva un grande scrittore inglese di nome Jonathan Swift: " Quando un vero genio appare in questo mondo, lo si può riconoscere dal fatto che gli idioti sono tutti coalizzati contro di lui."