Non so se vi è mai capitato che il peggior secchione di una classe che ti stava già sulle balle, risorga da una tomba decennale organizzando, giorno, data, ora una reunion, nel solco del peggior Filini: personalmente avendo esaurito le scuse per gli anniversari dei 10 e 20 anni, mi prendono giorni di nausea, e cerco di ripetere a me stesso quale può essere l’escamotage piu’ credibile per scansare la tortura ancora una volta.

Ora che forse anche l’ultimo dei mojcani ha realizzato che Elliott, con la longa manus di Gazidis, è tutto preso nella sua vera mission, cioè  costruire lo stadio, e che probabilmente non sa neanche quanto è finito il derby, visionare la partita di stasera è per me un obbligo istintuale che, tuttavia, mi provoca lo stesso entusiasmo della cena di commemorazione di classe: zero!

Francamente di rivedere il cavallone svizzero che gioca a “facciamo due passaggi” con Donnarumma tutta la partita, Suso che frena come in un cartoon con le chiappe sul prato, o Calhanoglu che non sa neanche come si chiama non ne ho voglia, ma farò il solito sforzo.

Ieri ho visto 20 minuti di Inter-Lazio e lacrimavo dall’invidia: che calcio, o meglio il calcio esiste ancora porca vacca!

Stasera invece la tortura obbligatoria della quale, tuttavia, non si può fare a meno.

Sto rimuginando sia per la reunion, sia per il supplizio di Torino e mi passa davanti di tutto: un febbrone, la trasferta di lavoro a tradimento, Quei bravi ragazzi che ho visto cento volte su una TV privata estone di cui ho captato miracolosamente il segnale... ma non posso! O meglio per la classe non potrò di sicuro, ma il Milan... è il Milan.

Quindi, Giampy, te lo chiedo in ginocchio: hai ancora un’oretta per ripensare la formazione, sei in tempo, mica l’hai stampata su una lapide! Una volta nella vita: facce sogna’!