Come ogni martedì sera, da vero appassionato della Champions, mi siedo sul divano, accendo la televisione e comincio a guardare Real Madrid-Ajax, la partita più interessante della serata. 
Casualmente, le telecamere inquadrano Toni Kroos mentre sta passeggiando in campo, con un viso privo di emozioni, nonostante il risultato sia fisso sul 2 a 0 per i Lancieri, che continuano imperterriti a spingere il Real nella sua area di rigore: il tedesco sembra assolutamente assente, avulso dalla manovra dei Blancos, fuori condizione, con troppi (o nessun?) pensieri per la mente, che offuscano un talento cristallino, ma molto fragile.

Kroos, in  verità, non mi ha mai entusiasmato come giocatore: lento, troppo tecnico e senza personalità. Ciò nonostante si è guadagnato un posto da titolare fisso sia nella Nazionale tedesca, dove, a dire il vero, si è mostrato essere il vero trascinatore (ne è un perfetto esempio il goal alla Svezia durante i Mondiali), sia nel Bayern Monaco prima e nel Real Madrid poi. Ha vinto tutto: 3 Campionati di Germania, 3 Coppe di Germania, 1 Coppa di Lega di Germania, 2 Supercoppe di Germania, 1 Campionato spagnolo, 1 Supercoppa Spagnola, 4 Champions League, 4 Supercoppa UEFA, 5 Mondiali per Club (record per un giocatore) e soprattutto un Mondiale con la Nazionale teutonica. Insomma, un palmarès da assoluto campione mondiale, degno di essere nominato fra i centrocampisti più forti al mondo, eppure Toni, quest'anno, è sembrato solo lo specchio di sé stesso, il fratello "scarso", il giocatore demotivato che ormai, avendo vinto tutto, gioca solo perché è giovane, non perché senta la passione ardergli nel cuore: qualche tempo fa Heynckes lo invitò, in maniera provocatoria, a ritirarsi, motivando il suo consiglio con la frase "ormai ha vinto tutto", ma Kroos rispose che sarebbe stato sciocco ritirarsi per questo motivo. Ciò dimostra il forte attaccamento del tedesco alla camiceta blanca, ma perché le sue prestazioni, allora, non corrispondono alle sue parole?

Innanzitutto, la condizione atletica del centrocampista, dall'inizio di quest'anno, si è rivelata sempre deficitaria: non a caso è stato spesso paragonato a Juan Roman Riquelme, talentuosissimo trequartista argentino, noto per la sua discontinuità. Inoltre, i problemi di Kroos sono condivisi da tutto l'anno anche dal compagno di reparto Casemiro: i due giocatori messi maggiormente in luce da Zidane, diventati maestri nei loro rispettivi ruoli grazie al tecnico francese, nelle gestioni Lopetegui e Solari si sono dimostrati assenti, in ogni uscita stagionale, e non a caso Alvaro Benito, uno dei tecnici delle giovanili del Real, dopo aver criticato aspramente entrambi i giocatori, è stato esonerato da Florentino Perez.

Ormai è ovvio che a Madrid è finito un ciclo e ne sta cominciando un altro, che potenzialmente non sarà meno luminoso di quello appena concluso: giocatori come Vinicus Junior, Militao (in arrivo dal Porto), Asensio e Reguilon sono solo alcuni dei talenti che militano attualmente nel Real Madrid, e attualmente sono relegati alla panchina dai veterani della camiceta, come Kroos, Casemiro, Marcelo e Bale, questi ultimi prossimi a cambiare squadra. Eppure, dopo l'addio di Ronaldo si diceva a Madrid che nulla sarebbe cambiato, lo spogliatoio era carichissimo, ma lo stesso Modric, Pallone d'Oro in carica, qualche giorno fa ha dichiarato che il portoghese è "quasi impossibile da sostituire": affermazione vera nel breve periodo, che verrà sicuramente smentita nel lungo, magari proprio da Vinicius, che sta dimostrando di meritare una maglia da titolare in ogni partita, nonostante la carta d'identità reciti appena 18 anni. Kroos, in questo rinnovamento, sembra ancora un giocatore fondamentale: ha solo 29 anni, è dotato di grande talento e non è sostituibile a centrocampo, almeno non subito. Per questo il Real, nei prossimi giorni, esonererà probabilmente Santiago Solari, scegliendo un tecnico che sappia dare risultati subito, con la fantomatica bacchetta magica, incatenando alla panchina giocatori giovani e di talento, che, in cerca di continuità, saranno costretti a cambiare squadra, facendo lentamente appassire i Galacticos.

Tra questi Galacticos vi è anche lo stesso Toni Kroos, che deve capire che al Real possono stare solo giocatori fortemente motivati, affamati di vittorie, come Cristiano Ronaldo, e soprattutto uomini che non si devono mai accontentare di nulla, perchè oggi, purtroppo, il calcio è diventato un business in cui dominano i soldi, una vera e propria industria grazie alla quale si sono arricchiti alcuni degli uomo più facoltosi del pianeta. E se non si ha anche una sola di queste qualità, il Dio denaro la fa pagare cara.
E proprio il centrocampista tedesco sembra difettare in personalità, cosa che gli sta causando una strana involuzione, proprio adesso che dovrebbe salire in cattedra e dettare i ritmi di gioco della sua squadra, trascinandola con le sue giocate. Ma Kroos non sembra in grado di svolgere questo compito, Modric è troppo in avanti con l’età, Asensio rimane ancora un giocatore discontinuo, e attualmente nessun altro al Real è in grado di svolgerlo.
Per questo tutti i tifosi delle merengues stanno aspettando l'ennesimo campione.