Napoli-Juventus è da alcuni giorni terminata, lasciandosi dietro di sé una marea di polemiche, arbitrali e non. Quello che però non è stato detto, nel marasma di discussioni che si sono create, è come questo “big match” sia stato sopravvalutato, non in termini di “gioco” in se, ma d’importanza. Lanciando uno sguardo alla classifica, sarebbe infatti comunque utopia immaginare una lotta allo scudetto riaperta da un risultato positivo per il Napoli, perchè salvo cataclismi eccezionali, il tricolore 2018-2019 è già bello che assegnato, ancora una volta mesi prima degli ultimi novanta minuti di gioco.

I big match di un tempo
Stagione 2007-2008. Siamo allo stadio Olimpico di Roma, dove va in scena il derby romano, tra due squadre che viaggiano in direzioni letteralmente opposte: i biancocelesti in lotta per non retrocedere (arriveranno poi 12°), mentre i giallorossi in piena corsa scudetto. All’andata infatti ad imporsi fu proprio la Roma, con un 2-3 importantissimo sia per l’umore che per la classifica, che per il tricolore ha tre contendenti: Inter, Juventus e Roma. I punti di differenza in campo sono 24, ed infatti ad aprire le danze è la squadra di Spalletti, che trova il vantaggio grazie a un fortunoso Taddei che impatta il pallone spazzato via da Berhami. La Lazio però trova subito il pareggio con Pandev e il vantaggio nel secondo tempo con un rigore trasformato da Rocchi. I giallorossi rimangono in 10, ma non si scoraggiano e tengono testa a una Lazio con più cuore che altro, trovando infatti il pareggio con Perrotta; un risultato che guardando la classifica potrebbe rappresentare un disastro: -6 dall’Inter. Ma le emozioni, in uno dei derby più belli che si siano mai visti non sono finite sicuramente qui, perchè al 93′ Pandev serve in area l’ultimo pallone della partita, Mauri fa da sponda, e un Berhami lanciato a velocità supersonica rimedia all’errore sfortunato del primo tempo e fa 3-2, condannando la Roma a restare a -7 dalla capolista, e che di fatto chiuderà il campionato al secondo posto, a soli 3 punti dal primo. Ma di match così, in grado di regalare spettacolo e allo stesso tempo di decidere le sorti della stagione, un tempo ce n’erano ben altri: basti pensare infatti a tutte le volte in cui lo scudetto è stato deciso negli ultimi 90 minuti: quello della Lazio nel 99′-00′ con la partita tra Perugia e Juventus, oppure l’anno prima, ovvero nella stagione 98′-99′, dove proprio i laziali persero lo scudetto al penultimo turno, pareggiando con la Fiorentina. Insomma, da alcuni anni (sette per la precisione) per la Juventus portare a casa il tricolore sembra sia diventato facilissimo, ma tempi addietro, non era proprio cosi facile.

Alzare l’asticella del livello
Come fare per tornare ai livelli di un tempo? La domanda è semplice, ma ardua è la soluzione, seppure sia molto chiara: investire, tanto, e sopratutto farlo nella maniera giusta. Mentre la Juventus in estate portava a Torino Cristiano Ronaldo, Napoli, Inter e Milan come si sono rinforzate? E soprattutto, se lo hanno fatto, nella maniera giusta? Higuain si è rivelato (a sorpresa di tutti) un flop, mentre il Napoli che di rivoluzioni in campo non ne ha fatte se non per la cessione di Hamsik a gennaio, ha dimostrato ancora una volta tutti i suoi limiti. Insomma, per riavere quei “big match di un tempo”, bisognerebbe tornare ad un livello più equilibrato di campionato (il che non vuol dire per forza migliore), cosa che oggi come oggi risulta impossibile, visto che in quel di Torino c’è una società che la sta facendo da padrone con una facilità fin troppo assurda.