Chiariamo subito una cosa: vincere una qualsiasi competizione è sempre meglio che non vincerla, e su questo, non credo ci siano dubbi.
Ma dal punto di vista mediatico, spacciare una coppa molto più simile ad un Intertoto per qualcosa di ‘’calcisticamente valido’’, è troppo anche per chi, giustamente, sta festeggiando, perché se c’e’ una cosa che questo campionato ha fatto emergere, è proprio la mediocrità della Roma e vi spiego il perché:
Mou è arrivato tra mille proclami come sono soliti fare i giornalai di parte da quattro soldi, fomentando, senza alcun apparente motivo (visti i 3 esoneri negli ultimi 4 anni di Mou), il popolo giallorosso. Ora, concentriamoci per un attimo sul contesto generale per avere una visione più ampio dell’attuale situazione.
Mourinho, quest’anno, con un ingaggio di 7,5 milioni, è l’allenatore più pagato in Italia e non è certo un dato da sottovalutare in quanto, il ‘’potenziale’’ ingaggio, è ben più alto visto che il Tottenham, pur di levarselo di mezzo, ha deciso di pagarne la metà per quest’anno.
Dopo una campagna acquisti da 127,15 miloni (la più onerosa della serie A), si respirava nell’aria (almeno quella di Trigoria), un sapore di vittorie esaltanti e, come quasi ogni ‘’Agosto romanista’’ che si rispetti, anche la parola Scudetto faceva la sua comparsa.
Pronti via, inizia il campionato e… un disastro. La Roma gioca male (cosa che la accompagnerà per tutta la stagione), ma soprattutto, prende tanti gol nonostante in più di un’occasione riesce a portare a casa il risultato all’ultimo secondo. La mano di Mou non si vede ma in realtà, dal punto di vista del gioco, non si è mai vista in nessuna sua ex squadra.

Il girone di ritorno ha un unico filo conduttore e cioè il pessimo gioco in quanto i risultati altalenanti rimarranno tali per tutta la stagione, ma Mou, c’e’ da dirlo, ha apportato delle modifiche determinanti alla squadra. Se prima il gioco era brutto ma quantomeno più spregiudicato, ora è molto più brutto ma almeno la Roma incassa meno gol.
Tornando alla difesa a 3, con due terzini alti e due centrocampisti di rottura, di fatto Mou schiera la Roma con un finto 3421 che somiglia molto di più ad un 541 stile Nereo Rocco. Con questo schieramento la Roma inizia a subire meno gol e molte partite finiscono in scialbi 1 a 0 a tal punto che più di qualcuno nell’ambiente inizia ad interrogarsi se fosse stato giusto pagare così tanto un allenatore per vedere sul campo un’involuzione così drastica.

Ma il buon Mou è un vecchio volpone. Un genio assoluto da questo punto di vista. Infatti, rendendosi conto che evidentemente in campionato avrebbe avuto poche soddisfazioni, ha pensato bene di ‘’buttarsi’’ su qualcosa di più abbordabile come per l’appunto, la Conference League.
Lo scorso anno la Roma di Fonseca si è classificata settimana, senza avere a disposizione Zaniolo, Abraham, Oliveira, Vina ecc. Non solo, Fonseca, con tutti gli infortunati che ha avuto, si è piazzato ad un solo punto in meno dallo Special One. Evidentemente quel punto deve valere tanto per i tifosi perché dopo un mercato così faraonico ci si sarebbe aspetto molto di più. Inoltre, fattore poco importante ma comunque da considerare visto che parliamo della città di Roma, i giallorossi si piazzano sotto la Lazio per il terzo anno consecutivo.

Qual e’ la morale di tutto questo? Semplice, che la vera dimensione della Roma, è proprio il 6/7 posto e cioè, la Conference League! Se fosse arrivata terza avremmo potuto dire una competizione come la Conference gli andava stretta, ma la realtà dice bene altro.
Ora mi chiedo:
considerando il mercato faraonico, l’ingaggio di Mou, la fortuna avuta nei sorteggi di Conference, la qualifica assurda senza contestazione da parte del Tottenham, com’e’ possibile che ci si stupisce così tanto per la vittoria di una Coppa così tecnicamente scarsa? Ricordo che, la settima del Campionato Italiano è un conto, ma la sesta o settima del campionato Norvegese sono ben altra cosa.

Se c’e’ una cosa che quest’anno Mourinho ha dimostrato, è che la Roma, con tutti i suoi titolari, è una squadra che al massimo può arrivare sesta in campionato e vincere una Coppa che fino all’anno prima non esisteva ma creata dall’Uefa, solo per ‘’racimolare’’ un po' di grana nel sistema calcio ormai quasi sepolto.
Quindi, visto che sto leggendo ovunque di ‘’impresa Roma’’ e di Special One in ogni pagina dei giornali, mi chiedo cosa abbia dato in più a questa squadra per giustificare 127 milioni e 7,5 di ingaggio. Sì è vero, è arrivata finalmente per i romanisti una vittoria che mancava da 14 anni, ma, come si dice, contenti loro, contenti tutti.