Quante volte nella vita capita di dire a noi stessi: "basta!". Sono le volte in cui, come si dice, tocchi il fondo, e più giù di così ti sembra impossibile poter andare. Sono quelli i momenti in cui capisci che è arrivato il momento di cambiare qualcosa.
A dire il vero, i propositi di fare qualcosa di concreto sono quasi sempre sinceri. Ma poi, quasi sempre, succede che ci sia qualcosa che ti fa star meglio. Tutto, quindi, si riduce in una bolla di sapone. E tu riprendi "beatamente" a fare esattamente la vita di prima, in attesa che capiti un nuovo periodo nero. Che sia solo un po' più nero. Perché, evidentemente, quello che stavi vivendo non era poi proprio nero nero nero!
Ci sono altre volte in cui, però, la situazione è talmente sconfortante, che c'è qualcosa che scatta, che fa sì che quelle che altre volte erano rimaste solo delle "minacce" di cambiare, stavolta si traducano in un impegno che davvero riesce a operare qualcosa in modo concreto e duraturo.
Non penso che dipenda da quello che ti capita di leggere o di ascoltare in quei momenti di sconforto. Probabilmente dipende più da come sei messo tu, da quanto è grave la situazione, e da quanto sia grande la tua consapevolezza della necessità di cambiare qualcosa. Se tu ritieni che più giù di così davvero non si possa andare, scatta qualcosa dentro, per cui le parole che leggi o che senti, assumono un significato e fungono da molla per cambiare, in modo concreto e tangibile. Si formano così degli "anticorpi" che ti impediscono di ritornare giù negli inferi, da dove stai tentando di uscire. Almeno da lì, in modo stabile e irreversibile, perché non è bello per nulla starci!
Devo dire che le volte, in cui mi è capitato di riuscire ad operare un cambiamento consistente nella mia vita, sono talmente rare che me le ricordo tutte molto bene. E mi ricordo anche le strategie che avevo adottato, per far sì che il cambiamento fosse davvero consistente, praticamente irreversibile, e non a scadenza. Mi vengono in mente trucchetti infantili, che mi ricordo di aver escogitato per farmi alzare prima la mattina, quelli in cui dopo pranzo mi obbligavo a non indugiare davanti alla TV, ecc.
Vi starete sicuramente chiedendo di quali tipi di cambiamenti stiamo parlando. Ecco alcuni esempi che mi va di citare, altri invece sarebbero troppo imbarazzanti, e li tengo per me.

C'è stato un periodo in cui mi ero reso conto che non era più possibile rimandare uno sforzo concreto per migliorare il mio inglese, a quei tempi davvero imbarazzante. Quindi, mi ero fatto un programma di studio molto articolato con tanti libri diversi e tanti tipi di esercizi. Un piano che prevedeva di alzarsi tutte le mattine alle 6:00 per fare qualcosa. E ci sono riuscito! L'ho fatto veramente! C'è stato poi anche il periodo in cui mi sono reso conto che con la mia malattia avevo bisogno di fare più esercizio fisico. Ebbene, mi sono costruito una piccola palestra con panca, bilancieri, pesi, manubri, barra per le trazioni e per fare esercizi a corpo libero, e ho raggiunto in pochi anni un fisico non male per la mia età. Non so bene quale molla sia scattata, forse il desiderio di essere ancora "attraente", non so. Quello che so è che c'è stato un periodo molto lungo della mia vita in cui dovevo per forza fare la mia sessione di pesi, altrimenti sarei stato male. Mi ricordo che c'è stato il periodo in cui dovevo andare ogni tanto in America per lavoro, e una delle caratteristiche che mi interessavano dell'hotel dove andavo erano che avesse una palestra, perché io anche un solo giorno senza fare i miei esercizi non ero più in grado di stare.
Potrei citare alcuni (non tanti) altri esempi, in cui non so cosa sia scattato dentro di me per far sì che quelle che sembravano essere niente più che i soliti propositi, quelle volte fossero diventati poi qualcosa che mi ha fatto veramente cambiare.
Mi ricordo che uno dei cambiamenti che mi sono imposto negli anni è stato quello di fare qualcosa per vedere e per vivere la vita in modo più positivo, più ottimista. Ho sentito di doverlo fare perché mi sono accorto che la mia indole, che invece propendeva più per gli ambienti cupi, e il pessimismo erano, per me, una sorta di freno a mano sempre tirato, ad impedirmi di vivere come avrei voluto e sperato.
Scartabellando tra i miei quaderni di appunti, dove tenevo traccia delle mie idee e successive elucubrazioni di circa 30 anni fa, ho trovato anche un bel po’ di note che mi ero scritto. Erano tanti i libri che avevo consultato, ma ciò che alla fine mi risultò più utile furono gli esempi pratici, alcuni "sporchi trucchi" capaci di farmi raggiungere risultati concreti e duraturi, molto più (ritengo) di quanto non avrei saputo e potuto ottenere adottando un approccio più canonico, e meno "sperimentale".
Non ricordo quali fossero state le fonti ispiratrici di queste idee, era un collage di situazioni e consigli per cambiare approccio alle difficoltà o banalmente di fronte ad una nuova giornata che ci si prepara ad "affrontare". Mi ricordo che tanti dei trucchetti che mi ero segnato funzionavano, almeno per me, a patto di trovarne una versione "personalizzata". Ve ne faccio volentieri dono, sperando che fra i tanti che leggeranno questa raccolta di “trucchetti”, qualcuno, messo sufficiente male, come lo ero io a quel tempo, decida di farli suoi e di operare il cambiamento che desidera per sé!
Come “diventare” Ottimisti.
Chiunque vorrebbe essere in grado di gestire al meglio la propria vita, nonché possedere la capacità di affrontare le situazioni più difficili senza disperarsi e senza soccombere, è, in più, avere la possibilità di allacciare rapporti stabili e gratificanti con il partner, con gli amici, con i colleghi e con i figli. Così come a chiunque piacerebbe conoscere la formula magica con cui sconfiggere la malinconia, la solitudine, la depressione e i devastanti effetti dello stress.
Troppo spesso, però, questa teorica e generica volontà di vivere in modo migliore non viene tradotta in pratica, vuoi per l'incapacità di rapportarsi nel modo giusto con la vita, vuoi per quella sorta di diffuso fatalismo che spinge a dire: "pazienza, vuol dire che il destino ha deciso che le cose mi vadano male".
In realtà, però, il destino, ammesso che ci sia, potrebbe essere piegato secondo i propri desideri se solo ci si impegnasse nell'arte dell'ottimismo, imparando a prendere qualsiasi circostanza per il suo verso positivo.
Quello che ho raccolto, potrebbe rivelarsi di grande aiuto per impadronirsi dei “segreti” che trasformano la vita in una buona vita.

Pensare in positivo
L'ottimismo è forse la più potente risorsa naturale, grazie a cui è possibile affrontare i momenti e le situazioni più difficili senza soccombere. Per contro, la cattiva abitudine di vedere sempre tutto nero ci costringe in un costante stato di disagio emotivo che rende scadente la qualità della vita. Detto questo, di fatto può sembrare impossibile vincere la propria inclinazione al pessimismo, per cui per molti viene molto più comodo pensare: “sono fatto così e non posso farci nulla”.
Niente di più sbagliato: così come è possibile allenare i muscoli a sopportare la fatica, tant'è che già dopo un breve periodo di palestra chiunque può misurarsi con sforzi fisici che prima potevano sembrare impensabili, con un po' di buona volontà si può imparare a pensare in positivo.
Vediamo quali sono i trucchi che permettono di rendere l'ottimismo parte integrante del proprio modo di essere, partendo da alcuni esempi di pensieri negativi che possono, senza troppo sforzo trasformarsi in riflessioni vantaggiose per il benessere mentale e fisico.

Regole pratiche
Per diventare sempre più abili nel girare qualsiasi situazione a proprio vantaggio, e tenere sempre a mente queste regole, che seguono e che costituiscono la base del pensiero positivo.
Cercare il lato piacevole.
È utile cercare costantemente il lato più piacevole di ogni circostanza, banale o importante che sia, imparando a ignorare quanto di negativo può presentare. Per fare un esempio, quando capita di rimanere bloccati nel traffico, situazione altamente stressante, anziché mettersi a sbuffare pensando al tempo che si sta perdendo, approfittarne per rilassarsi ascoltando la musica, oppure per fantasticare su qualcosa di molto piacevole o, ancora, per guardarsi intorno allo scopo di scoprire come sono buffe le espressioni di chi si arrabbia tanto, quando rimane imbottigliato tra le auto. Sarà straordinario accorgersi che, così facendo, il tempo passa molto più in fretta e che, tutto sommato, non è poi così terribile spendere qualche manciata di minuti, stando da soli con se stessi.
Evitare le frasi e le parole negative
Per esempio, non si deve dire: "non ho paura di quel colloquio", ma è meglio affermare: "affronterò il colloquio con calma e tranquillità". Vanno cioè bandite dal proprio vocabolario e le parole che evocano un disagio, per esempio le parole paura, morte, terrore, angoscia e così via.
Parlare al presente e non al futuro
per esempio, non bisogna dire quando affronterò quel colloquio e starò calmo, ma piuttosto è meglio affermare: 'quando mi capita di sostenere un colloquio, sono calmo'.
Iniziare la giornata facendo un bel sorriso davanti allo specchio
Sorridere fa sentire subito meglio, quindi vale la pena di rivolgere il primo sorriso della giornata a se stessi guardandosi allo specchio.
Sorrisi e risate, strumenti di benessere
Da varie ricerche, è emerso che le espressioni del volto possono influenzare lo stato d'animo e quindi ripercuotersi positivamente o negativamente sul benessere psicofisico di una persona.
Una prova scientifica
A tale proposito, può essere interessante conoscere i risultati dell'esperimento effettuato da alcuni scienziati americani in collaborazione con un gruppo di attori a cui è stato chiesto di mimare le espressioni corrispondenti a vari stati d'animo: felicità, sorpresa, disgusto, tristezza, depressione, malinconia, allegria. Nel momento in cui l'attore di turno interpretava le emozioni richieste venivano registrate le variazioni relative al battito del cuore, alla pressione del sangue e alla temperatura del corpo. E’ stato così possibile appurare che ogni particolare espressione assunta dal viso si riflette immediatamente sulle funzioni dell'organismo. Quando gli attori sorridevano, il battito del cuore diminuiva, la pressione calava e il corpo si rilassava.
Per contro, le espressioni di infelicità producevano effetti negativi sull'organismo, quali accelerazioni del battito del cuore o aumento della pressione sanguigna. Dunque, il sorriso in quanto tale porta benefici all'organismo, determinando nelle stesso tempo un miglioramento del tono dell'umore. Quindi è importante imparare a sorridere anche quando sembra di non averne alcuna voglia.
Ridere fa bene ancor più che sorridere.
E’ un'attività naturale che produce un effetto positivo su tutto l'organismo. Più di preciso, quando si ride i polmoni e, di conseguenza, tutte le cellule del corpo, ricevono una migliore ossigenazione, la circolazione sanguigna si riattiva, l'attenzione si allenta e l'apparato digestivo lavora più velocemente. Tra gli altri benefici, s'ipotizza inoltre che chi ride spesso sia meno esposto al rischio di andare incontro nel corso della sua vita a diversi disturbi come cefalea, ipertensione, ulcera e problemi al cuore.
Ma c'è di più: la risata ha il potere di mantenere alto il tono dell'umore per le tre quattro ore successive al suo verificarsi, per cui dopo qualche secondo di allegria ci si assicura una buona dose di serenità.
Regole pratiche per essere inclini alla risata: bisogna pensare in positivo, cioè essere aperti nei confronti dell'allegria.
Purtroppo, però, molte persone si sforzano di soffocare le risate o reprimono quelle battute che potrebbero suscitarne per la paura che un atteggiamento del genere produca un danno alla propria immagine, in realtà si tratta di un timore assurdo che trae origine dalla convinzione, diffusa quanto sbagliata, secondo cui una persona per essere credibile e affidabile debba anche essere costantemente seria. Bisogna prendere atto che proprio chi sa sorridere agli altri ed è capace di ridere di cuore riesce a guadagnarsi la fiducia e la simpatia e di quelli che lo circondano familiari, amici, colleghi e, di conseguenza, riesce a instaurare rapporti migliori, a tutto vantaggio della propria qualità della vita. Imporsi di sorridere a chiunque si incontri.
Bisogna evitare di rivolgere a colleghi conoscenti vicini di casa quei saluti freddi fatti di brevi cenni del capo o di buongiorno pronunciati a denti stretti. Oltre a provare una sensazione di benessere psicologico, sarà una sorpresa gradevole osservare la reazione stupita della gente.
Usare l'arma del sorriso
Abituarsi a spiazzare i maleducati con l'arma del sorriso è più efficace di qualsiasi rispostaccia. Per fare un esempio, è una buona idea girarsi e sorridere al conducente dell'auto che suona spazientito perché si è esitato troppo quando il semaforo è diventato verde. In questo modo si potrà vedere come anche i più scortesi, di fronte ad un sorriso si sciolgano come neve al sole!
Cercare costantemente le occasioni per ridere.
Si può scegliere di frequentare solo persone allegre, portate alla battuta e fornite di una delle migliori qualità esistenti: il senso dell'umorismo.

Vincere lo stress.
Ma lo stress che cosa è veramente? Contrariamente a quanto vogliono i luoghi comuni, non rappresenta necessariamente la diretta conseguenza dei ritmi troppo frenetici del super lavoro, degli impegni da sbrigare con urgenza, delle corse infinite contro il tempo. Lo stress è infatti la risposta dell'organismo a stimoli esterni che spaventano, deludono, angosciano e, in generale, vengono vissuti dalla mente come insoddisfazione, noia, mancanza di obiettivi, assenza di stimoli appaganti, impossibilità di dare sfogo alla propria rabbia e alla propria frustrazione stanno alla base del temibile accumulo di stress, responsabile di una lunga serie di disturbi. Tra questi disturbi i più frequenti e severi sono le crisi d'ansia, la stanchezza invincibile, le alterazioni del battito cardiaco, e la depressione.
Può comparire anche in vacanza
Per comprendere fino in fondo che lo stress è una diretta conseguenza dell'incapacità di avere una buona qualità di vita, Basta pensare che da varie ricerche è emerso che durante un periodo di vacanza trascorsa all'insegna della noia si può accumulare più tensione rispetto a quella determinata da una settimana di lavoro frenetico, dal quale però si hanno grandi soddisfazioni.
Il segreto per vincere lo stress è dunque ancora una volta quello di porsi nei confronti della vita in modo positivo, avendo cura di fare quanto è in proprio potere per ricavare vantaggio e gratificazione da qualsiasi circostanza.

Vediamo quali sono le regole che scongiurano il pericolo di rimanere impigliati nelle maglie dello stress, tenendo presente che esse sono parte integrante della benefica filosofia del vivere bene.
Regole pratiche:
Imparare a volersi bene
Occorre cercare costantemente di capire cosa veramente procura piacere e fare quanto è possibile per ottenerlo. Volersi bene significa proteggere se stessi, e la strategia migliore per mettere in atto questa irrinunciabile tutela è quella di non smettere un istante di pensare in positivo, nonché di vivere all'insegna dell'ottimismo.
Semplificarsi al massimo la vita
Stabilire alcune priorità ed eliminare senza rimpianti tutti gli impegni inutili, che magari vengono assolti solo in ossequio dell'abitudine. Inoltre, vale la pena di dedicare un po' di tempo all'elaborazione di strategie che consentano di ottenere, in tutte le circostanze, a fronte di qualsiasi obbligo, la massima resa con il minimo sforzo. Per fare un esempio, perché ostinarsi a lavare a mano le scarpe da tennis sottraendo tempo a qualcosa di più piacevole quando ormai si sa benissimo che è possibile ottenere uno identico se non migliore risultato mettendole in lavatrice?
Coltivare interessi che divertano veramente
Gli svaghi non devono in alcun caso trasformarsi in altre fonti di stress. E’ un'ottima idea prendere l'abitudine di ritrovarsi con gli amici per giocare come bambini. Così come è un modo di volersi bene fare sport, recarsi regolarmente a teatro, frequentare un circolo ricreativo.
Imparare a dire di no a chi chiede troppo.
Dire di no quando non si ha voglia di fare una determinata cosa. Dire di no, semplicemente, senza affannarsi a cercare scuse, e soprattutto senza dire, controvoglia, di sì. L'esito straordinario del dire di no, è che nulla di irreparabile accade. Un ritardo può fornire l'occasione per offrire una cena per farsi perdonare, e quindi può aiutare a raggiungere una maggiore intimità con l'interlocutore.
Dare importanza a ciò che si fa.
Cerca sempre di trovare almeno una piccola soddisfazione da quanto si sta facendo: bisogna convincersi che ogni azione, anche la più modesta, ha un suo significato e produce un risultato. E’ bene attribuire sempre e comunque grande importanza ai compiti che si stanno svolgendo. Non rinunciare mai a gratificarti, per esempio acquistando qualcosa di utile che si desiderava da tempo. Il denaro deve servire a rendere migliore la vita: non bisogna dimenticarlo mai.
Canta appena se ne presenta l'occasione.
Si deve cantare vincendo le inibizioni e prescindere dal fatto di essere o non essere intonati. Cantare è liberatorio.
Conviene inoltre scegliere sempre abiti comodi ed eleganti, in cui ci si senta a proprio agio, sotto tutti i profili. Può sembrare strano, eppure un abbigliamento inadeguato, scomodo, o poco in sintonia con la propria personalità, favorisce l'accumulo di stress e rende più difficile scaricare le tensioni.
Coltivare la fantasia.
L’immaginazione è una straordinaria fonte di piacere, sia perché non può essere imbrigliata da nessuno, sia in quanto permette di vivere senza situazioni appaganti le quali, anche se frutto della fantasia, possono risultare utili per allentare le tensioni o quantomeno allontanare i pensieri negativi.
Legarsi ad alcuni oggetti, non vergognarsi di conservare e collezionare oggetti che agli occhi di un estraneo possono risultare ridicoli o di cattivo gusto, come per esempio: bamboline, palle di vetro con la neve, modellini di automobili, monete vecchie, ecc.
Gli oggetti in qualche modo legati all'infanzia esercitano, infatti, su chi li possiede un forte potere evocativo, e per certi versi magico, in grado di regalare momenti di spensieratezza identici a quelli che si trovavano quando si era bambini. Ritornare, anche se per qualche attimo, all'infanzia rappresenta un'altra strategia per allontanare la tensione.
Parlare dei propri problemi apertamente
Cercare qualcuno con cui sfogarsi, urlare con ira, rabbia, disprezzo, sono tutti i comportamenti generalmente disapprovati dalla società, ma liberatori. Tenersi tutto dentro, ingoiare rospi, se da un lato può aiutare a essere giudicati persone estremamente ben educate, dall'altro può mettere a dura prova l’equilibrio psico-emotivo.

Non esitare a chiedere aiuto e appoggio alle persone care. Ogni volta che ci si trova in una situazione difficile: è sbagliato sobbarcarsi il peso psicologico della circostanze negative. Inoltre è importante attenersi alla regola di affidare il più possibile ad altri tutte le incombenze che non è necessario affrontare in prima persona.
Il sacrificio a oltranza non paga, e in più produce solo il catastrofico risultato di aumentare l'accumulo di stress e quindi di peggiorare la qualità della vita.

E una buona giornata dal vostro Piccio Di Sonno