Il primo "boxing day" della storia del campionato italiano, non poteva andare peggio. A partire dal post-partita di Atalanta-Juventus, in cui il tecnico bianconero Max Allegri, si presenta davanti le telecamere attaccando tutti, Dirigenti e  Presidenti, secondo lui rei di aver creato un forte clima di astio tra i tifosi, soprattutto riguardo le designazioni arbitrali delle varie partite, in primis quella di Mazzoleni in Inter Napoli. 

Ed è proprio dal big-match di San Siro, che sono arrivate notizie di eventi che non dovrebbero per niente al mondo, far parte del calcio. Perchè proprio prima dell' inizio della partita di Milano, in via Novara, a 2 chilometri dallo stadio Giuseppe Meazza, 100 ultras interisti, tra cui c'erano anche frange estreme delle tifoserie di Varese e Nizza, assaltano con mazze e spranghe dei pulmini carichi di tifosi napoletani, fino a quando un suv guidato da un ultras nerazzurro, investe e uccide un ragazzo tifoso dell'Inter di 35 anni di Varese. Una follia, una cosa che non sta nè in cielo e nè in Terra: vicende che non dovrebbero coinvolgere uno sport che dovrebbe unire, che dovrebbe essere semplice divertimento, che dovrebbe insegnare i valori della legalità e del rispetto, invece che a volte si trasforma in una specie di guerra etnica per colpa di delinquenti, che da troppo tempo comandano le curve di mezza Italia, approfittando dell' assenza ormai perenne dello Stato e delle Istituzioni. 

Ma come si suole dire spesso, "la mamma dei cretini è sempre incinta": sì perché Kalidou Koulibaly, è vittima sin dall'inizio della partita di ululati razzisti, sempre più frequenti, purtroppo, negli stadi italiani.
La cosa assurda è che quasi nel 2019, questi fenomeni in un Paese come il nostro ancora non siano stati sconfitti: non bastano i ripetuti avvisi da parte della panchina del Napoli alla Procura Federale nel far sospendere la partita e gli annunci dello specker del Meazza nel far smettere gli idioti di ululare buh razzisti. Il povero-grande Koulibaly, all' 80' minuto, comprensibilmente perde la testa e stende prima Politano, prendendosi un cartellino giallo, poi applaude ironicamente l'arbitro Mazzoleni, beccandosi un giusto cartellino rosso che penalizza il Napoli, fino a quel momento padrone della partita, costringendolo a capitolare a due minuti dal triplice fischio dell' arbitro bergamasco.

Ora non voglio parlare per una volta di calcio, anche se  la sconfitta del Napoli non compromette minimamente il prosieguo della stagione azzurra, ma voglio capire come sia possibile che cose del genere facciano ancora oggi parte del mondo pallonaro. Una cosa è sicura, almeno lo spero: da oggi in poi "Siamo tutti Koulibaly".

DL