Suarez non verrà alla Juventus, ma quanto successo a Perugia ha lasciato il segno.
La questione fin dall'inizio sembrava una barzelletta che però faceva poco ridere. Un giocatore che non conosceva l'italiano e che in tempo record avrebbe dovuto non solo riuscire ad accedere alla procedura d'esame, ma addirittura superarlo. Cosa che ai comuni mortali è negata. Il messaggio disastroso che è passato è che se hai i soldi ti puoi permettere tutto.
Non deve stupire quanto accaduto. Siamo un Paese che convive con le mafie da sempre, che ha la corruzione nel proprio DNA e non è un caso che questi due mali non si riescono a debellare. Il resto ne è una banale conseguenza. Calciopoli era da leggere in questa ottica qui. Effetto collaterale di un Paese corrotto. Non c'entra niente la questione calciopoli con il caso dell'esame di Suarez. Diciamolo subito. Che è stato scoperto casualmente, solo perché degli inquirenti stavano indagando per i fatti loro su Perugia. Senza quella casualità non l'avremmo mai saputo. E già questo dovrebbe dire tanto.
Anche se dei sospetti c'erano, sembrava tutto così strano, così veloce. Ci sarà la solita difesa del non sapeva, pagheranno i soliti, al solito. Il problema è il sistema Italia che sta continuando a mostrare il peggio di sè. Siamo peggio della Repubblica delle banane, questa è l'atroce verità. Ingiustizie a bizzeffe, chi è ricco può permettersi tutto quello che vuole e il sistema lo tutela, lo appoggia. Perchè i soldi, sono i soldi. Ci sarà chi vorrà cogliere la palla al balzo per processare la Juventus, chi per farla passare come una santa, come guardare il dito e non la Luna. Il calcio sta affrontando la battaglia più difficile della sua esistenza.
Non sarà il caso Suarez ad abbatterlo, e neanche una nuova calciopoli o chiamatela come volete, ma il non fare niente per invertire la tendenza. Si vive quasi alla giornata. La sensazione che si ha vedendola dall'esterno è che questo mondo sia nelle mani di una banda di ricchi, che si fanno la guerra tra di loro. Bande che rischiano di distruggere un patrimonio che senza il suo popolo non conterà niente. Non avere più etica e morale è devastante. Da tempo di parla di una questione morale nel calcio, ma si è sempre al punto di partenza, anzi, a dirla tutta, anche peggio, perchè si va avanti con il diabolico passo del gambero. Se non si porrà una questione morale, di casi alla Suarez ne avremo ancora, e probabilmente, anche se in contesti diversi, ve ne saranno stati altri, di calciopoli ne avremo ancora, di speculazioni ne avremo ancora, fino a quando il popolo del calcio si deciderà di dire basta e lasciare gli stadi vuoti, non per questioni sanitarie, ma semplicemente perchè non crederà più nella magia di questo sport,oggi tossico più che mai.