16-12-2021: il tampone rapito per l’ottenimento del Green Pass ha sfortunatamente un esito positivo. Papannn! Papannn!
All’infausta notizia - datami a tradimento dal farmacista permaloso: quello che si intasca 45 euro a settimana, per poi farmi pure la morale sulla rottura di palle del tampone - mi tremano le gambe e i polsi.
Devo sedermi perché rischio un collasso a cielo aperto. Eppure, non ho nessun sintomo influenzale. Come è possibile? Io? Positivo al Covid? Eppure, mi sento bene. Ma me l’aspettavo, dunque - era soltanto una questione di tempo: tic, toc, tic, toc… - perché tre tamponi alla settimana fanno una rondine a primavera. Eccome se la fanno. Il rischio di un possibile contagio è oggettivo. In fila per ore, sano e per ben tre volte alla settimana, con soggetti con sintomi da covid. Fate un po’ voi. Alla fine ci si ammala tra una chiacchera e l’altra, tra una boccata d’ossigeno, una di covid e l’altra di anidrite carbonica.

17-12-2021: il tampone molecolare ha un esito positivo. Dopo 72 ore dal tampone rapido, ho la certezza medica: la bestia è dentro di me. E con il passar delle ore sarà sempre più aggressiva con lo scrivente. Vivo da separato in casa. La mia compagna si colloca strategicamente nella stanza matrimoniale, io occuperò abusivamente la cameretta: quella degli ospiti. Non voglio che lei si prenda il Covid. No! Ci mancherebbe pure altro. Gli spazi comuni, purtroppo, resteranno tali durante tutta la durata della quarantena.  La notte 18-12-2021 la mia compagna manifestata i primi sintomi della malattia: vomito, dolori muscolari e mal di testa: “Adesso, sei nella merda fino al collo!”; Prego un Dio a casaccio perché non vorrei mai le succedesse qualcosa di brutto. Almeno tu nell’universo. Salvati amore mio. Sei ancora giovane e forte. Hai il mutuo da pagare. Una casa di classe energetica bassa da non rivendere o affittare più a nessuno. Puff! I sacrifici di una vita andati in fumo per volere di mamma Europa. Mi cade il mondo addosso. In un certo senso, mi sento pure il responsabile della caduta del muro di Berlino. Merito di essere punito con una pena esemplare. Pignoratemi tutti i cd dei Pink Floyd, ma lasciatemi quelli dei Queen.  Abbiamo difficoltà a fare tutto. Non riesco nemmeno a fare la cacca in pace. E’ finita pure la carta per il culo. Non siamo organizzati per l’evento drammatico. Siamo soli e impreparati. Noi due nel Nord e nell’anima dei mortacci vostri.  Me ne faccio subito una colpa: metto in discussione tutta la mia breve vita di merda. Chi ... me l’ha fatta fare? Giù sarebbe stato, tutto, più facile. Un chilo di arance vanno a soltanto un euro.

LA QUARANTENA: Il nostro medico di base ci segue pochissimo, anzi meno di nulla. Insomma a capocchia. Sia chiaro. Nessuna sorpresa. Ce l’aspettavamo, considerando il soggetto in questione e soprattutto i tempi difficili: “I NO-VAX non devono essere curati”. Questo è lo spirito virtuoso che aleggia nell’opinione pubblica italica. Uno spettro terribile di un lontano passato. W l’Italia, w la democrazia. W gli italiani all’estero. W la resistenza. W Moana Pozzi. W Malena la Pugliese. W l’Inghilterra.

LA VIGILE ATTESA: Il grande medico della tribù dei medici speranzosi della vigile attesa mi nega persino i farmaci in un momento di grande difficoltà (cortisone ed eparina). Secondo lui - senza visitarmi - sono ipocondriaco e mi sto facendo troppi problemi. Guarirò perché sono giovane. E’ cosi fu scritto nelle sacre scritture della Vigile Attesa.
Nessuna visita domiciliare. Nulla di nulla.
Il protocollo del mio medico di base dopo due anni? I pazienti non si visitano. Vanno fatti bollire a 100°C e poi spellati vivi. E alla fine conditi con un pizzico di sale e po’ di olio di oliva pugliese. Semplice, vero?

Breve nota di colore politico. Qual è il senso di tutta questa questione? E’ giusto sospendere i medici no-vax che visitano a domicilio i pazienti? Quelli che vanno a casa delle persone con le cure domiciliari a rischiare la propria vita? Tantomeno, sono da premiare tutti quelli che si imboscano per paura di prendersi il virus? I meccanici non aggiustano ancora le macchine per telefono. Giusto? W il porno amatoriale. Stai zitto testa di cazzo! Così si campa fino a cent’anni.  Ma io ne ho soltanto 44 di anni. E allora devi stare più zitto degli altri.  

Zero a zero. Palla al centro. Siamo nella merda più totale. Ho reso l’idea? Mai dilungarsi in una brodaglia letteraria senza via d’uscita.
Come fossero cartoline di saluti da un luogo di villeggiatura di nicchia mi arrivano cure domiciliari à gogo da amici, parenti e conoscenti. Mi sembra un terno al lotto con l’esito ormai scontato. Farò la fine della Roma di Zeman o di quella di Luis Enrique o di entrambe? Noooo! Entrambe no. Vi prego. La vita mi sta esonerando senza nemmeno un preavviso di 7 giorni. Sto sul cazzo anche alla vita. Pazienza! Me ne farò una ragione.
Non ce la posso fare da solo. Basta con i boh, i se e i ma. Molto meglio i cantucci della Mulino Bianco. Non ho la forza fisica, mentale e morale per affrontare nessun piano di riserva. E si fotta il piano B, C e D e la vigile attesa.    
Ormai è passato troppo tempo! Sei fottuto maiale di un no-vax! Hai visto? No! Buuuuu! Crepa!”.
Fortunatamente, la mia compagna reagisce molto bene alla bestia. Non ha febbre. La saturazione è sempre al 100%. La vedo intenta a fare le pulizie di casa e ogni tanto canticchia anche qualcosa. Ti prego, no, Biagio Antonacci. No! Mi si abbassa la saturazione. Boh! Anche lui ha perso tutti i capelli. Yuppy! Va beh. Va bene così…va bene così! No! Non va bene un cazzo! Sono tanto sfortunato. Perché…perchéèè? Addio, mondo crudele.  
Tiro un sospiro di sollievo! Ahhhh!  Lei sta bene.
Con il passar delle ore, sprofonderò fisicamente e mentalmente in uno stato di abbandono fisico, morale e spirituale. Mi chiuderò, sempre di più, in me stesso. La bestia prenderà sempre più forza. Sarò sopraffatto da essa. Un rapporto di forza impari.
Sono sconfitto in partenza. Ho accumulato troppo stress in questo periodo infausto per l’umanità intera. Forse non ho nemmeno più tanta voglia di vivere in questo mondo antiliberale. Che si fotta pure la vita. Muoio di Covid”.
Ora dopo ora: il mio quadro clinico peggiorerà irrimediabilmente; il 90% è il livello di ossigeno nel sangue. Sono fottuto. Stai calmo Zio! Respira. Parola grossa. Non è una novità. Ricordati chi sei! Quando si tratta di prenderlo in culo dalla vita, tu sei il numero uno. Top of the top. Mio Dio perché mi hai abbandonato? Lui non mi risponderà, avrà avuto il telefono staccato?  
Poi ci sono i colpi di tosse frequenti, insomma tutti quelli ispirando aria nei polmoni che mi lanciano un campanello di allarme: “C’è qualcosa di più grave in atto”.
Non mi resta più nulla da fare. Mi arrendo signore e signori della Corte Suprema del Covid-19. Mi sono giocato con onore tutte le mie carte. Di più non potevo fare. Ho perso con la stessa dignità di un giocatore di poker musico e fallito. Si! Certo. Fa un po’ male. Ma è la nuda e cruda verità. La situazione è piuttosto critica. Ops. Mi è sfuggita di mano.
Durante la sceneggiata napoletana, la mia compagna è disperata. Lei non vuole lasciarmi andare. Eppure, ci guadagnerebbe un mutuo e sicuramente un paio di cazzi più tosti di quello dello scrivente.  
Tutti i fatti che si sentono in giro la terrorizzano: “Dovete morire tutti quanti figli di una vax. Voi non dovete essere curati. Perché ve la siete cercata la malattia. Infetti, scarti della società, evasori vaccinali, ladri e criminali, portatori sani di virus e chi più ne ha più ne metta….”.
Controvoglia, mi prepara la valigia (Non vorrebbe lasciami andare). Ops! Alla fine si dimenticherà pure le ciabatte. “No!! Mio Dio! Le ciabatte no. Questo sì che è spaventoso! E adesso come farò ad andare avanti senza le fedeli ciabatte di una vita?”.
Ho fatto la mia scelta. Fortunatamente lei sta bene, io non posso fare nient’altro che abbandonarla alla quarantena domiciliare.
Devo andare. E’ finita!   

IL 118: In pochi minuti, avverto indistintamente la sirena dell’autombulanza. Ho un ottimo udito. Ma non sono un cane, non lecco i mobili di casa e non scodinzolo a chicchessia. Però invidio i diritti raggiunti degli amici a quattro zampe negli ultimi 10 anni.  
Il sangue mi si gela, nonostante la temperatura corporea misuri quasi 38 gradi. Mi sembra di scorgere il mezzo funambolico di colore bianco dietro l’angolo di casa. E’ sulla rotonda, appena all’uscita dalla tangenziale Nord. A pochi metri dalla mia dimora. “La vedi? No! Come fai a non vederla? Ti dico che è lei. Ma dove? Ops. Proprio dove solitamente batte la prostituta sudamericana. Quella con il sorriso stampato sul volto. Quella con il culone da terrapiattista e le tettone piene di silicone”. Almeno lei è in grado di rendere felice i suoi clienti. La virtù della carne. Io non ho virtù apprezzabili.

INZIA LA CORSA VERSO L’OSPEDALE A SIRENA SPENTA: Mi sento bene nonostante la bestia diventi, con il passare delle ore, sempre più aggressiva. Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio. Sull’autombulanza sono salito sulle mie gambe. Possibilmente a casa ci vorrei tornare sempre sulle mie gambe. Sono in numero di due, le mie gambe. Le conto per sicurezza. Confermo, sono due. Fammi stare tranquillo. Meglio segnarlo sul taccuino per non dimenticarlo. Due. Mi piacciono le mie gambe, sono lunghe e muscolose con una simpatica peluria di colore marrone. “Signor portantino, oggi, passo per la barella. Non vorrei dare nell’occhio dei vicini…”. Va bene! All’andata niente barella, ma al ritorno tutto è possibile. Mi gratto i coglioni, sempre in numero di due. Non li conto perché mi stanno sotto..., i miei coglioni.   
Niente ossigeno, per adesso. Faccio quattro chiacchere con l’operatore del 118. E’ una ragazza sana di colore bianco. Ci starebbe un bel auuuu per ricordare i vecchi tempi, passati a scrivere cazzate per un blog di calcio. Non mi sembra il caso, visto le tetre circostanze. Anche se sarebbe bello, molto bello, pubblicare un pezzo di calcio che non parla di calcio direttamente da un autombulanza in corsa verso un Ospedale. Sarebbe un pezzo necessario per tutta la community di VxL. Già mi vedo i titoloni.
La ragazza mi sembra piuttosto giovane e sveglia. Ha tutta la mia stima e ammirazione. Parliamo del più e del meno, a volte anche dell’infinito e oltre. Leopardi mi fa un baffo. Circumnavighiamo l’universo della conoscenza reciproca. Alla cazzo di cane, insomma. Fuori non si vede una beata mazza. Il buio è pesto, siamo spiriti nella notte?  

PRONTO SOCCORSO: Svolte le pratiche, ecco a voi il Purgatorio. Non sono solo, ci sono altri compagni di sventura. Età media piuttosto alta. Io sono il più giovane di tutti. Che fortuna! Almeno in una cosa sono il primo di tutti. Due sono stesi sul lettino, tramortiti dal Covid.  
Mi sembra una notte piuttosto movimentata per gli operatori del Pronto Soccorso. Ma non è come la notte prima degli esami. Questa è decisamente peggio. E’ una notte da dimenticare. Una notte da incubo.
Gli spazi dell’ambiente circostante sono tetri, angusti e talvolta spazi di fortuna. Nelle corsie intravedo, con la coda dell’occhio, barelle con gente coricata sopra. Cosa fanno? dormono? Sono morti? Meglio non pensarci. E’ necessario scollegare il cavetto del cervello almeno per una trentina di minuti. Il mio record personale è di appena 5 minuti. Ce la farà il nostro eroe a resettare i neuroni? Prego si accomodi pure! E’ il suo turno. Non c’è un posto libero nemmeno a pagarlo. I lettini sono tutti occupati. Manco fossimo in Liguria e in alta stagione.
Un’infermiera mi controlla la saturazione e la temperatura corporea. “Signorina, ho vinto qualche cosa?”. Sì! Certo, come no? Si metta subito l’ossigeno e aspetti il dottore. Per questa sera, signora infermiera, non ho preso appuntamenti, sono a vostra completa disposizione: devo salvare la pellaccia!   
Finalmente, ecco il dottore. Giovane, sano e bello. Brillante! Tricologicamente molto dotato. Mi farei un giro su quella folta chioma scura. Un taglio di capelli perfetto. Mi domando. Userà il balsamo al cocco per averli così lisci e setosi? Boh! Lui sì che è un vincente. Io sono Arsenico17, calvo e di recente malato pure di Covid. Il dottorino mi sembra molto ambizioso. Devo ammetterlo, spero non si offenda, anche un pizzico cinico; Quanto basta per farti cacare addosso nelle mutande. 
Perché lei non si è vaccinato signore con il Covid? “Dottore lei non ci crederà, ma quel giorno è morto mio nonno di vecchiaia. Ehh? Avevo un colloquio di lavoro per la Nasa. Ehh? La macchina si è rotta all’improvviso quando Henry si è presentato a Sally. Ehh?”. Lo dica a destra, sinistra e pure a manca. Si lasci andare per un volta nella sua miserabile vita mortale. Vedrà che poi si sentirà molto meglio. Meglissimo. Come cazzo parli, zio? “Ebbene, non l’ho fatto il vaccino! Non l’ho fatto. Mi perdoni sig. Dottore. Non l’ho fatto. Sono pentito. Merito di morire”.  Allora, ha visto che lei è una grandissima merdaccia?
Ahh! Come è umano lei mega dottore del Pronto Soccorso!”.  
E mentre mi accingo a recarmi nella sala dei raggi, accade un fatto del tutto straordinario…….
Non riesco ad infilarmi il cappotto da solo. Maledetto il giorno che ti ho comprato! Ci voleva quest’altro intoppo a complicarmi la giornata. Cosa ti avrò fatto di male per meritarmi tutto questo? Eppure, mi sembra di averti sempre trattato con il massimo rispetto. Sei stato lavato sempre nella migliore lavanderia di Milano. Ti sei offeso, forse, perché ti ho comprato ai saldi?
Papamm! Ecco l’episodio che non ti aspetti! Una compagna di sventura, compagna di niente e compagna di covid si alzerà per venirmi in soccorso (precedentemente nell’attesa avevamo fatto quattro chiacchere); Udite. Udite. La signora è vaccinata.
Il gesto di solidarietà che non ti aspetti. Gli italiani veri! La sofferenza che rende tutti più umani. Nessuna differenza tra vaccinati e noi. Uniti dalla malattia.  

DOPO LA LASTRA TORACICA: il Dottore decide di ricoverarmi perché è in atto una polmonite interstiziale. “Non è gravissima, ma adesso sono ... tuoi…..”;
Quelle parole. Parole. Sante e apostoliche parole. Mediche. Parole. Insomma quelle parole…non aggiungo altro….quelle parole sono come un coltello affilato nel burro….

IL RICOVERO: E adesso non si scherza più con il fuoco.
Camera numero 28. La cabala e la numerologia mi vengono nuovamente in soccorso.
Il 28 è il mio giorno di nascita. La situazione è più seria del previsto. In 6 giorni di malattia il mio sistema immunitario ha prodotto la bellezza di 0 anticorpi. Sono il prossimo candidato per la terapia intensiva?
Ce la farò a vincere il Covid-19?

I giorni a seguire saranno una corsa contro il tempo tra la vita e la morte nonché i più grandi misteri dell’universo….  
……… (continua…..forse….)

Arsenico17