La Roma, nonostante tutto, si è qualificata.
Si è qualificata pur perdendo in casa contro un Real Madrid che dello storico ed invincibile Real non ha neanche l'ombra. Una Roma priva di tanti titolari, che ha dato spazio ai giovani, ma che ha visto il compiersi di errori che hanno fatto infuriare Di Francesco. Ed ha fatto nome e cognome dei responsabili. Difendendo i giovani ed attaccando "i vecchi" dicendo che in sostanza a questi livelli con quell'esperienza non si possono fare errori come quelli accaduti, con una Roma che dopo aver subito il gol ha smesso, poi, praticamente di giocare a calcio. Tanto che del passaggio alle eliminatorie sembrava quasi non importare a Di Francesco, talmente arrabbiato per quanto accaduto. Roma che dovrà ora sfidare anche l'Inter di Spalletti. 

Spalletti, anche lui, un mister che quando deve mandarle a dire le manda a dire, non si trattiene. Come già successo recentemente criticando fortemente la propria squadra, tanto che si pensava che quelle parole avessero segnato la rottura con l'ambiente nerazzurro, invece, no. Hanno sortito l'effetto sperato. 

Ma quello che ci si deve chiedere è giusto comportarsi così?
Criticare i propri giocatori senza che questi possano eventualmente rispondere adeguatamente? Perché se dovessero osare a farlo rischierebbero di essere puniti. I panni sporchi una volta si lavavano in famiglia, si perdeva e si vinceva tutti insieme, almeno apparentemente, poi, dentro lo spogliatoio potevano volare anche le scarpe.