È ufficiale: Gigio Donnarumma ha cambiato l’account ufficiale di Istangram da portiere del @AC Milan e degli @Azzurri a, semplicemente, portiere degli @Azzurri. È bastato togliere il carattere speciale @ ed et voilà, un gioco da ragazzi: Donnarumma non è più il portiere titolare dei rossoneri.
I tifosi del Milan sono indiavolati più che mai.
E nel giro di poche ore, sono comparse sull’epidermide strane macchie di colore rossastro. Al contrario sul capo sono spuntate due corna abbastanza pronunciate. Per chi già ce l’aveva, quattro corna anziché due.

Ma andiamo subito a raccontare i fatti dell’altro ieri. Nel più totale riservo - lontano da occhi lontano dal cuore di tifosi, parenti, amici e conoscenti - l’operazione top secret si è svolta nella notte del 28 giugno. A Milano - quella maledetta notte - faceva un gran caldo boia a causa dell’estate appena iniziata. E io che scemo? Che ingenuo sono stato! Con il senno di poi avrei potuto cambiare il corso degli eventi, dei laghi e dei fiumi in Lombardia. Non me lo perdonerò mai.   Fu allora che compresi che, forse, era vera la storiella sul surriscaldamento globale. Mi sentii vuoto, stanco, fiacco e demoralizzato nell’animo e nel corpo. Tolsi subito dalla mia playlist i brani dei Pooh, Masini, Vallesi, Frankie62, Grignani e Riccardo Cocciante. Tutti eccetto uno, la bellissima Vaffanculo di Masini. Non me la sentivo di cancellarla per sempre.

E questa volta nel mio bellissimo organismo, non c’erano gli effetti di un farmaco sottobanco. Per riprendermi dallo shock, presi subito una bustina di magnesio mista con ¾ di  vodka ghiacciata. Mi sentii subito meglio e in un baleno mi ritornano tutte le forze. All’indomani, alle prime luci dell’alba quando il sole sorge copioso su Milano e Cassina de’ Pecchi, mi sarei riproposto di comprare un pinguino così non avrei più pensato al problema, astioso, dello scioglimento dei ghiacciai. Avevo pensato a tutto, anche, al nome di quella piccola bestiolina: Gigio. Poi non se ne fece più nulla e, fortunatamente, i ghiacciai ripresero a sciogliersi, senza tregua, anche senza il mio maledetto pinguino. Tirai un grande e grosso matrimonio? No, sospiro di sollievo: Ahhhh, questa volta l’avevo scampata proprio bella! Potevo essere incriminato dagli animalisti a causa di una povera bestiolina indifesa. Ahy! Quella maledetta notte la ricordo bene, tanto da farmi perdere, oggi, il buon umore. Sarà difficile da dimenticare. Quasi impossibile. Dormivo, beato e sereno, dopo aver abusato di tre bionde ghiacciate, questa volta di nazionalità belga. Dopo dieci anni di lavoro in Lombardia, mi resi conto di essere giunto a un bivio: la Peroni era soltanto un lontano ricordo del periodo pugliese? Può darsi, ma meglio non illudersi alla mia età con birre straniere. Decisamente meglio restare con i piedi, ben piantani, in terra. E fu allora che mi chiesi: Cosa potevo volere di meglio dalla vita? Nonostante tutto mi sembrava meravigliosa. Quelle bevande erano giunte a me senza il green pass, direttamente dall’Esselunga di Corsico. Ben presto la notizia fece il giro del web e si diffuse a macchia d’olio d’oliva pugliese in tutta la penisola italica. Postai subito lo scontrino incriminato su tutti i miei profili sociali. I bit impazzirono. Lo 0 e l’1 ballarono fino a notte inoltrata. Furono subito denunciati per  codice binario violato. Mi sentivo finalmente in pace con il mondo. Era la volta buona per svoltare dalla vita reale a quella virtuale per rendere la vita reale migliore di quella virtuale. Mi grattai la testa in cerca di un capello. Sul capo non ne trovai nemmeno uno. Mi venne il panico. Chiesi di toccare quelli morbidi e setosi della mia compagna. Lei mi disse di no senza pensarci su, nemmeno, per un minuto. Ma ciò non mi importava affatto perché quello scontrino poteva, finalmente, aprire le porte usb della visualizzazione. Avevo la bella di Cerignola in bocca pregustando un imminente, quanto probabile, successo. Quanti follower avrei potuto guadagnare con un post geniale? Un aspetto su tutti era evidente, più che mai nella mia vita virtuale: con un pizzico di fortuna potevo avere più followers di Eva Gini. Madre natura non mi aveva dotato delle sue bellissime faccine, ma con un pizzico di fortuna anche io potevo avere un profilo social di successo come il suo. E magari potevo essere l’Eva Gini al maschile per il sito  www.calciomercato.it.  E adesso che ci penso, lì c’è una gran e bella direttrice donna. Per un attimo il mondo mi sembrò più giusto. C’era finalmente l’agognata parità tra i sessi, tanto decantata da Mario Draghi.
Presa visione online dello scontrino -  tra i miei contatti LinkedIn c’è un onorevole (non si sa mai perché è sempre avere un politico come contatto, così come quello di un idraulico o di un elettricista) -   l’on. Antonio Tajani rimase di stucco perché si rese subito conto che c’erano altri modi per far ripartire l’economia italiana oltre al suo amato green pass. Onorevole? PRRRRRRRR!
La mattina seguente - suppongo come milioni di tifosi milanisti - mi svegliai ignaro di tutto e con un leggero mal di testa. Presi subito un Okitask 40, granulato al punto giusto, e... il dolore ritornò nelle parti basse in prossimità delle due chiappe. Finalmente a casa. La mia vita mi sembrava, nuovamente, meravigliosa. Ero appagato da quella sensazione dolorosa ed eccitante. Bruciava ma non faceva così male. I ricettori all’interno godevano come non mai. Avevano diritto anche loro a essere felici e non soltanto quelli di Malena la Pugliese. Le mie chiappe erano biancastre come mai lo erano state in vita loro. Splendevano di luce propria. Da anticonformista, un po' invidioso, mi facevano quasi tenerezza. Gli volevo dare un bacino. Ma non ho potuto perché non ci sono arrivato. Maledette furono le costole. Ma decisi di non pensarci, almeno non più di tanto, e le lasciai in pace nella mia mutanda. Quest’ultima sporgeva, una decina di centimetri e forse più, appena fuori dai pantaloni. Sembravano essere d’umore nero. Mi inginocchiai in senso di rispetto. Ma mi sbagliavo alla grande: la mutanda era di colore bianco e si offese dinnanzi al mio gesto perché definito quantomeno ipocrita. Pensai al peggio. Che per rappresaglia, non mi avrebbe più sorretto le palle e tenuto al caldo l’uccello. Per fortuna mi sbagliavo ed essa ritornò a fare il suo sporco lavoro.
Con un gesto felino, anni e anni di esperienza, la rimisi subito dentro i pantaloni. Fortunatamente essa non si accorse di nulla. Ma durò poco quella sottomissione brutale perché quella stramaledetta mutanda, da lì a poco, fuoriuscì nuovamente senza chiedermi il permesso. Lasciai perdere, la mutanda era troppo più veloce dello scrivente. Il sistema non si poteva battere a meno che non si avesse una bella cintura di pelle a portata di mano. Ma per qualche strano motivo, le cinture scompaiano sempre in un angolo remoto dell’universo di una camera da letto. Amò dov’è la cintura? Al solito posto! Ma quale? Non la trovo! Che rompipalle che sei…se ti dico che è al solito posto…è al solito posto! Ma dove? Dove l’hai lasciata…. Aiutooo.

E allora chi ha cambiato il profilo social dei Gigio Donnarumma?
Fortunatamente, quella maledetta sera, i fatti sono venuti a galla nel giro di poche ore. E per reticenza, abitudine, nessuno ha avuto il coraggio di tirare lo sciacquone. Da lì a poco, nel giro di pochi minuti, la puzza avrebbe invaso il mondo social e intasato tutte le porte usb dei tifosi milanisti.  
Fonti autorevoli, vicino al portierone milanista, ipotizzano che il profilo social di Gigio sia stato cambiato, a tradimento, da Alessia Elefante. Ma chi è la fidanzata del portierone titolare della Nazionale Italiana? È una donna di corporatura gracilina, dedita principalmente allo studio. Di cosa? Non è dato da sapere.

E soprattutto che ruolo ha avuto la donna nella modifica dell’account ufficiale di Donnarumma? Rumors di calciomercato, raccontano che la donna abbia avuto un ruolo determinante nella modifica del profilo social dell’ex portierone milanista. Si vocifera che quella maledetta sera sia entrata a tradimento e di soppiatto nel profilo Instagram del suo compagno. Ignaro di tutto, quindi innocente, Gigio dormiva sereno e tranquillo nel lettino di Lorenzo Insigne. Quella notte Gigio sognava, come tutti gli italiani, vagheggi difficilmente realizzabili: vivere in Francia da nababbo con 14 milioni netti di stipendio all’anno. Fino a quando, fu svegliato da un suo compagno di squadra.
“Gigio cetati dobbbiàm i' a fatica!”;
“Maronn ro’ Carmin!!! Cosà bbuo' lorènz a quest''òr ro' mattì?”
“Te bbuo' sceta' o no? amma i' a fatica'”
“Lorè…A lavorarè? Lasciàm sta' stavò a ffa' nu' bellissìm sognò”.
“Giggino si diventàt pazzò? Dopo la stagione estiva con la Nazionale, sarai disoccupato!! Ti ricordi o no che sei svincolato?!! Non hai più una squadra come Elseid Hysaj e   Nikola Maksimovic.”
Mammà mia comm è faticòs a' vità. Lorènz lieveme na' curiosìtà:
Ma perchè e' sognì nun si avveràn maì?

Giggino, ascolta un fesso, nun ci pensàr jamme a lavorarè.

Ma è possibile che un ragazzo di soli 22 anni debba soffrire così tanto? Maledetta fu la precarietà per milioni di giovani italiani.
E, soprattutto, maledetto fu chi ha dato la password di Gigio alla sua fidanzata. E ancora, le password non dovrebbero essere personali?
E se fosse tutta colpa di quel simpaticone di Mino o addirittura quel furbone di Raiola? Lo dubito per via delle competenze informatiche limitate. È un mistero e forse non c’è una risposta a tutto. Anche perché, alcune volte, è necessario avere soltanto una grande fede per la propria squadra del cuore.     
E per questo motivo io mi sento tanto fortunato. Ah, come sono fortunato! Come sono fortunato! Per fortuna io non ho di questi problemi……esistenziali.
E per questo che indosso, sempre, una mutanda pulita sia alla sera sia alla mattina. La mia fedele mutanda che mi sorregge le palle e mi tiene a caldo l’uccello.

Si certò, a volte è nu' pò'' permalòs ma nonostànt tuttò e' vogliò nu' gràn bbene dell’anìm….ah come sono felice…..come sono felice….. e soprattutto come farei senza di lei? La mia fedele mutanda!!!!!!!  

Arsenico17