Cari tifosi bianconeri
che ne dite di prenderci Paul Pogba, Zaniolo, Jorginho ed Enrico Chiesa per la prossima sessione di mercato: quella estiva? Magari la butto li, senza impegno, tanto per fare quattro chiacchere in un blog di calcio. Potremmo giocare con un 3-1-2-4 anziché con il 4-3-3. In porta ci metto Szczesny. Se non ci fosse stato il polacco avremmo sicuramente perso contro il Sassuolo. Ora saremmo solo a +5 dall’Inter di Marotta. In difesa c’è solo l’imbarazzo della scelta tra Matthijs de Ligt, Giorgio ChielliniDemiral, Rugani e Leo BonucciFosforo e geometria nella zona nevralgica del campo con i piedi fatati di Jorginho. Poco più avanti, a centrocampo, la classe di Paul Pogba e il senso della posizione di BentacurChiesa e Zaniolo, enfant prodige made in italy, a fare le ali con licenza di offendere. E in attacco? Ci vedrei bene la fantasia di Dybala e la fisicità di Cristiano RonaldoE chi ci prendiamo come allenatore? Ce ne sono tanti sulla carta. Mi piacerebbe scegliere uno tra Guardiola, Jürgen Klopp, Pochettino o anche l’ex Zinédine Zidane. Guarda, in generale, mi andrebbero bene tutti tranne Sarri Maurizio. Quello l’uomo non riesco proprio a digerirlo nemmeno con una scorta di Lucano in offerta all'Esselunga. E se, per caso o per sfortuna, noi non riuscissimo a prendere nessuno tra gli allenatori menzionati? Pur di togliermi dalla vista il tecnico toscano… Beh ti dirò, allora, preferirei riprendermi Antonio Conte. Lui sì che sarebbe perfetto per riproporre la mitica difesa a tre. Sarebbe l’ideale per il mio schema di gioco. Del resto non ci sarebbe nulla di male nel ritorno del tecnico leccese alla corte degli Agnelli. La parabola del figlio prodigo ti ricorda qualcosa? Anche perché Antonio Conte è juventino fino a spaccare il capello in due. Sognare non costa nulla anche per un tifoso juventino. Perché ciascuno di noi ha un sogno tenuto in un cassetto, ben custodito. C’è chi avrà la fortuna, la tenacia o il talento per poterlo aprire quel cassetto. Magari un giorno e chi può dirlo? E c’è chi, ahimè - nonostante tutto, tutti e il fato stesso - non lo farà mai nemmeno in cento vite. È tutto vero? Vi assicuro che non mi sto inventando nulla di nuovo. Lo sport, il calcio, la musica, il cinema, la danza e il teatro, e tutta l’arte così bella in generale, possono essere un terreno fertile al quale affidare i nostri sogni? Così su due bit, onestamente, io non saprei proprio cosa rispondervi. Perché di solito i sogni sono lanciati a folle velocità contro la barriera del tempo: tic, toc, tic, toc. Che i vostri sogni siano sempre cullati, rimboccati e, soprattutto, amati e consolati; Così come farebbe una madre, attenta e premurosa, dinnanzi al frutto acerbo della sua stessa carne: Uè, Uè, Uè… Mi sembra di ascoltare quella voce stridere al primo mattino, appena prima il sorgere del sole. Sì! Perché nella vita c’è chi sogna di diventare un calciatore e chi, al contrario, aspira a essere semplicemente un padre. C’è chi sogna fin dalla culla, chi lo fa per mestiere e chi per diletto. Non importa il metodo, il posto giusto o sbagliato che sia. Sinceramente, io non potrei mai vivere senza un sogno da realizzare. Almeno ci provo. Dopotutto sognare non costa nulla. Giusto? Al contrario, ahimè, spesso mi domando: quanto sarebbe angosciante sopravvivere alla vita senza nemmeno un sogno da realizzare? Ai più - e ci credo a occhi chiusi - la vita sembrerebbe, persino, indegna di essere vissuta. Mai sia vero! Non lo auguro a nessuno di voi e nemmeno al vostro peggior nemico. Allo stesso tempo non dobbiamo illuderci perché i sogni non sempre si avverano. Ahimè! Ma non importa o almeno, ragazzo, non ci deve importare più di tanto, perché per ogni sogno irrealizzato, spezzato o frantumato ce ne sarà, sempre, un altro più bello da realizzare.

E se nel calcio - a proposito di sogni da realizzare - per la prossima stagione mettessimo Mr. Sarri nelle condizioni “ideali” per poter imporre, una volta per tutte, la sua filosofia di gioco: il Sarrismo? In attesa di una risposta, tra le tante possibili, comprendo benissimo il punto di vista dei tifosi bianconeri: Ogni tifoso ama costruire, fare la squadra. È pacifico. Ma da che viene che il tifoso ami anche la distruzione e il caos? Talvolta nella vita, ahimè, siamo costretti a mettere i sogni in un angolo per valutare solo i fatti. E non c’è proprio nulla di male in ciò. La rosa bianconera, a mio parere, è stata costruita più secondo una logica di mercato che per una reale esigenza tecnico-tattica. Ronaldo docet. E per questo motivo il tecnico toscano può fare ben poco per migliorare l’attuale gioco talvolta inconsistente. A questo punto Sarri Maurizio merita un'altra possibilità? Secondo me, sì! Perché nonostante tutto Maurizio ha dimostrato di essere un uomo, umile e volenteroso. Poco affine al potere e ai suoi giochi perversi. E al mio paese - anche se ormai quel posto mi sembra così lontano da non esister più - la volontà o l’umiltà nel calcio, cosi come nella vita, sono dei valori importanti con i quali costruire una dignitosa carriera. Virtù che non si comprano all’etto come si fa in un supermercato con la mortadella o il prosciutto. Maurizio Sarri merita un'altra possibilità? Si! Lo ribadisco con più forza perché ne sono sempre più convinto. Maurizio ha fatto tutto il possibile e cioè il minimo indispensabile (che gli si richiedeva dalla Juventus) per portare a casa il nono scudetto di seguito. Sembra così poco a voi tecnici così arguti nel gioco della palla? Parlo da tifoso di calcio, da uomo e da filosofo: quel minimo indispensabile non mi sembra un elemento da sottovalutare a cuor leggero. Anche perché la storia del calcio spesso ci insegna: quello che è poco per la Juventus, ogni anno, sistematicamente diventa una montagna invalicabile per tutti gli altri club della Seria A. Non possiamo permetterci di negare l’evidenza anche se abbiamo riconosciuto l’importanza dei sogni. Questa Juventus è un Castello, così ben edificato e fortificato, che risulta difficile da conquistare anche con le armi più potenti. Eppure come il più diabolico artifizio della mente: quello che per i tifosi della Juventus è considerato il minimo indispensabile, per tutti gli altri tifosi diventerà un altro sogno infranto… l’ennesimo nella stagione della vita. 

Allora cosa fare? Beh, come ogni estate, non ci resta altro che andare al mare. Tutti a petto nudo e con il pelo villoso in bella vista proprio come mamma ci ha fatto. Tutti al mare per dimenticare gli scheletri del recente passato. Tutte quelle ossa rotte lasciate a marcire per mesi a casa, sottochiave in quegli armadi pieni di polvere.

E oggi la voglia di andare al mare è irrefrenabile. Vorrei strapparmi questa maglietta inutile di dosso. Mi separano dal mare solo poche settimane. E mi rivedo in Autostrada, oggi più di ieri, a inveire contro il traffico e a scomodare i santi, i vivi e i morti. Alla mia destra, come ogni estate, ci sarà la mia fedele compagna. Anche se lei, ahimè, ha un autonomia di pochi chilometri fino al Casello Autostradale di Melegnano. E in quei restanti 780 km di strada, da percorre tutti d’un fiato, mi ripasserà, come ogni estate, tutta la vita negli occhi. E allora per me inizia il vero viaggio. Sempre più giù a scavare tra i miei ricordi. A santificare i sogni realizzati e rimuginare su quelli spezzati. E in prossimità di Ancona, al 400° km percorso in solitaria, io scorgerò dal finestrino della mia automobile, appena sulla sinistra della strada, quella immensa distesa azzurra che, da sempre, quieta e sazia il mio animo ferito: facendomi sentire finalmente a casa. Sono vivo e avido di ossigeno, respiro! La vita è dentro di me e io sono in essa. Ed è in quell’istante preciso, con il mare in bella vista, che mi sembrerà di rivedere mio padre venirmi nuovamente incontro. La sua andatura è decisa, come sempre. Indossa un pinocchietto rosso. Una camicia Hawaiana da spiaggia. Le infradito sono a tono con tutto il resto. Ha sempre avuto un buon gusto per gli abbinamenti. Non li faceva! Ah, dimenticavo che sbadato: Egli indossa un marsupio, anch’esso colorato, intorno al girovita. Che esplosione di colori, sembra Carnevale e invece è ESTATE! Sotto il braccio la Gazzetta della Sport e nelle mani un chilo, forse due, di focaccia calda. L’odore d’olio d’oliva, pomodoro e basilico esalano, in pochi istanti, in tutto l’abitacolo della mia modesta utilitaria. La mia compagna dorme e lei non sa cosa si perde. Mi abbufferò da solo di quelle leccornie. 
“We waglio tutto ‘appost? Che se dec a M’len?”.

Ciascuno di noi ha un sogno tenuto in un cassetto.
Perché tutti nella vita hanno uno scopo, una missione o un compito da svolgere. Forse la mia è quella, in Estate, di sentirmi semplicemente un figlio...
Prendetevi cura dei vostri sogni, eh già, perché quello che oggi considerate il minimo indispensabile per tutti gli altri diventerà un altro sogno infranto… l’ennesimo nella stagione della vita.
Papà sì, tutto bene! E tu? Come stai?

Arsenico17