«La prima volta che vedi lo stadio Giuseppe Meazza [...] è impossibile non avere un sussulto. Quando è illuminato, sembra un'astronave atterrata nella periferia milanese.»

(The Times, 2009)

Così "The Times" descrive lo Stadio Giuseppe Meazza (San Siro) nel 2009 e credo che ogni singolo tifoso che ci è andato almeno una volta potrebbe descriverlo in un proprio modo del tutto personale.

Per me San Siro non è Inter o Milan, San Siro è il Calcio con la "C" maiuscola: tecnica, storia, fascino, dramma, gioia, tristezza, esaltazione, ansia, liberazione, rabbia e chi più ne ha più ne metta...

La prima partita che ho visto allo stadio è stata Inter-Sampdoria 1-1 (Guarin 18' ; Renan 89') in data 01/12/2013, una partita noiosa e finita con il pareggio all'ultimo di Renan (attualmente militante nella serie B brasiliana) e di cui si ricorda solamente la prima di Erik Thohir a Milano e la prima da titolare del capitano Javier Zanetti dopo l'infortunio (giocò tranquillamente 95 minuti); nonostante ciò non ero triste, anche se tutto il pullman dell'Inter Club era in silenzio al ritorno io ero felice, perché loro a San Siro erano abituati, io no, io ero ancora sbalordito dalla magnificenza di quella struttura; adesso ogni volta che vado allo stadio, 2 o 3 volte all'anno, faccio sempre una foto al mio "Tempio" ed ogni volta non è mai uguale, è un'altra partita, ma le vere emozioni iniziano quando entri, dopo le infinite scale a chiocciola per salire, quando varchi "L'Entrata in Paradiso", si stagliano di fronte a te tutti gli 80018 posti, che sembrano infiniti e sì, San Siro è bello anche perchè è enorme e nelle sue "Notti Magiche" regala spettacoli che vanno quasi a "toccar le stelle"; ogni volta che entro in quell'atmosfera non riesco a ragionare in modo razionale, è troppo per me, è una stregoneria: non esiste mondo all'esterno che possa minimamente interessarmi è "Un'ora e mezza senza fiato" citando "C'è solo l'Inter", ma in questo caso non c'è solo l'Inter, c'è l'amore per uno sport che da anni è maltrattato da chi non lo conosce veramente, da chi forse non riesce a ragionare senza i pregiudizi, da chi magari associa San Siro al cantante preferito del momento, da chi è cieco e non saprà mai cos'è "Il Calcio".