In un San Paolo muto nonché deserto a causa delle restrizioni messe in atto dal Governo Conte per contrastare il Covid-19 e in un’atmosfera cupa e tetra, ahimè, a seguito della recente scomparsa di Maradona nonché El Pibe de Oro, la Roma di Fonseca viene umiliata da un figlio…di Napoli per quattro reti a zero. Mamma mia che batosta per i capitolini. A.A.A. cercasi cerotti riscaldanti termoattivi al 100% naturale perché la Lupa ha bisogno di tante cure amorevoli. Un match di cartello senza storia per gli uomini di Fonseca che si sta leccando le ferite. Decisamente una prestazione scadente che ridimensiona, senza le attenuanti generiche degli infortuni nonché degli infetti al Covid, i sogni di gloria per i giallorossi. Sogna tifoso giallorosso, sogna ragazzo perché anche quest’anno ti attaccherai al carro dei perdenti. Del resto, ahimè nulla di nuovo, come negli ultimi vent’anni a questa parte. Ormai il tifoso romanista ci ha fatto il callo fino ai polpastrelli. Altro che il sig. Santana, almeno lui si diverte con la sua PRS Santana MD.
Difatti per risalire all’ultimo tricolore per i capitolini dobbiamo attingere al cassetto dei ricordi ed esattamente ritornare indietro con la memoria all’anno 2001; Quello era l’anno della Lupa nonché della super Roma di Capello, Totti, Batistuta, Emerson, Candela, Del Vecchio, Samuel e Cafu. E questa sera mi fermerei qui perché mi verrebbero gli occhi lucidi a ricordare, uno per uno, tutti i miei ex beniamini. Generazione di fenomeni! E invece oggi chi abbiamo in rosa? Preferirei per adesso non rispondere alla domanda perché in segno di protesta potrei staccare per sempre il cavetto usb della mia nuova tastiera di periferia. E voi non volete che io abbandoni per sempre questa piattaforma? Sono troppo fico. Please fatemi sapere tra i commenti.

Tutta colpa di Antonello Venditti? Io dico di sì e vi spiego subito il motivo. A questo punto, considerando i risultati indecenti degli ultimi vent’anni, sarebbe stato meglio avere a Roma un cantautore più concreto. Ad esempio? Magari uno con i piedi per terra: alla Vecchioni per intenderci. Un freddo e cinico uomo del nord almeno pettinato decentemente grazie alla riga di lato. Un cantautore che con il suo essere sempre contemporaneo avrebbe riportato tutti i tifosi, speaker della radio, operatori tv, baristi, ubriaconi e infine i giornalisti nonché i giornalai con i piedi per terra.
E dunque, signori e signore, è tutta colpa di Antonello Venditti per la débâcle sportiva di ieri sera? Decisamente sì! È risaputo che i cantautori degli anni ’80-90 facciano molta fatica a rinnovarsi con il passare degli anni; Sia chiaro soltanto artisticamente parlando perché il taglio di capelli di Antonello è sempre inguardabile. Signore. Sono di paglia quei capelli?
E il sig. Venditti è uno dei massimi esponenti tra i cantautori nostalgici di un recente passato. E allora, or dunque tifosi, possiamo affidare l’inno della nostra squadra del cuore a un tizio con un carattere così nostalgico e malinconico? No! No! Non di certo. Diciamoci la verità così facendo perdiamo prima di scendere in campo. E infatti l’altra sera eravamo sconfitti in partenza nell’Arena fredda del San Paolo anche a causa della formazione scellerata messa in campo da Mr. Fonseca. Durante i novanta minuti di gioco eravamo sempre in inferiorità numerica in tutti i reparti di gioco. Non puoi pensare di scendere in campo, in casa del Napoli, con un centrocampo a due costituito da Veretuot e Pellegrini che dovrebbero contrastare i tre del Napoli e cioè Demme, Fabian Ruiz e Zielinski. E’ una mossa da principiante, di colui che si intestardisce con un unico schema di gioco.  E poi la matematica in Italia non è un’opinione. Ma ritorniamo per un momento a Venditti. Vi vorrei fare un esempio pratico andando a spulciare tra la discografica del cantante romano. Ormai sono diventato un grande blogger di periferia.

Ai tempi dell’adolescenza, ebbene, il giovane Antonello andava a scuola con il sig. Paolo e la sig.ra Francesca. Ma udite e udite: che scoop eccezionale altro che l’Arena di Giletti! A questo punto meglio quella f... della D’Urso. Per lui non erano semplicemente dei compagni di scuola, bensì soltanto dei compagni di niente. No! Davvero? Eh già. Antonello in quegli anni era già proiettato per la didattica a distanza? Non credo proprio ma tutto è possibile. E’ tutta colpa degli illuminati? No! No! Troppo pessimista il ragazzo. Ve ne rendete conto cari tifosi giallorossi a chi abbiamo affidato l’inno della nostra squadra del cuore?
E voi ragazzi che vi lamentate per la didattica a distanza. Ma siete seri per davvero? Noi che quando facevamo sciopero non guardavamo in faccia a nessuno. Parlo con voi ragazzi che avete i banchi rotanti alla Jeeg robot d'acciaio. Vi prego ditemi che state scherzando? E invece dovreste ringraziare, uno per uno, tutti Ministri del Governo Conte. Anche voi potevate fare la fine di Paolo e Francesca. E invece chi sa che fine farete….uauauua!
E meno male che poi c’è stata la Legge Biagi e la nuova disciplina dei rapporti di lavoro. I nuovi politici hanno portato finalmente l’agognata flessibilità in Italia. Yuppy! Quella Made in Usa. Vi rendete conto che geni sono stati i nostri genitori? Secondo me, loro si sono visti troppi film di Silvester Stallone e Arnold Schwarzenegger. E invece dovevano vedere quelli di Moana Pozzi e Cicciolina. Loro sì che portavano il vero made….
Il diktat di quei anni era: Volli fortissimamente volli importare la flessibilità made USA in una società prevalentemente fondata sul lavoro statale. Venditti Antonello, dimmi un po' all’Arsenico tuo, dov’è che dovevano andare a lavorare il sig. Paolo e la sig.ra Francesca? Forse in banca? Ah! Ah! Ah! Ah! Che caccia palle eri, Antò, negli anni ottanta? Dando per scontato che ti faccia piacere saperlo, ebbene, Paolo oggi lavora in un call center e Francesca fa la cassiera in un Supermercato all’interno di uno dei tanti centri commerciali della Capitale. Entrambi hanno un contratto a tempo determinato e vivono felicemente in un bilocale di 60 MQ. Almeno Paolo lavora in un call center che offre dei servizi bancari ai suoi clienti. Che fortuna! Perché, sapete, se non ci fosse stata di mezzo una banca, beh, Venditti si sarebbe adirato per davvero. E sarebbero stati capperi amari per tutti i contemporanei. Nessuno escluso a parte me. Magari avrebbe subito scritto un altro testo di protesta, uno dei suoi, tipico degli anni 80: in questo mondo di precari che vivono in un bilocale di 60 metri quadri e con un affitto da pagare. Per fortuna si è fermato a un mondo di ladri…..li ha finalmente capito che quella società faceva più cacare di quella degli anni 80.   

Bei tempi gli anni ottanta! Vero Antonello? E ci credo, cappero, in quei anni tu avevi in rosa signor calciatori come Falcao, Graziani, Pruzzo, Ancellotti, Di Bartolomei e Bruno Conti. Al contrario io chi c’ho? Bruno Peres, Juan Jesus e Rick Karsdorp. Mamma mia che dolore! Ti rendi conto che sfiga?  
E poi negli anni '80 spopolava, come non mai nella storia della Repubblica, il lavoro in Banca; entravi con il grado di usciere (grazie alla raccomandazione doc di un senatore di periferia indipendentemente dal titolo di studio: allora la meritocrazia non era nemmeno nel vocabolario) e uscivi in pompa magna con i contributi di un bel direttore. Eh un gran bel direttore con la tredicesima, quattordicesima e anche la quindicesima…. Tanto per non farci mancare nulla in quei anni felici. Ahh! Come erano fortunati i nostri genitori? Adesso noi c’abbiamo la riforma Renzi con 14 mensilità raggiunte a fatica grazie alle 80 euro in busta paga (in verità da pochi mesi sono diventate 100 euro).

E allora ribadisco la domanda inziale: è tutta colpa di Antonello Venditti?
Perché a questo punto altro non si spiega sig. lettore per caso. È mai possibile che, da dieci anni a questa parte, nella Capitale cambia sempre tutto per non cambiare un cappero di niente?
Mutano i Governi (ma il PD è sempre lì), i Sindaci (Auu, Virginia), i Presidenti della Regione (Dai trans si passa ai Zingaretti), la proprietà dell’AS Roma (sono sempre gli americani per la serie a Roma sono de’ coccio), i calciatori (quelli forti li vendono al miglior offerente), gli allenatori (da Braccio di ferro si è passato a Zorro) e le buche…. ma alla fine la mentalità resta sempre la stessa: quella di una squadretta di periferia.  

Convenite come me, a questo punto della discussione, che è tutta colpa del sig. Venditti Antonello? Antò! Troppi grazie Roma, hai cantato in questi anni allo stadio e in ogni luogo possibile e immaginabile. Questi, i calciatori, ormai scendono in campo demotivati perché sono consapevoli di essere ringraziati a priori e a posteriori. E per ovvie ragioni non si impegnano più del dovuto. Anche io se fossi nei loro panni non mi impegnerei affatto. Chiudete gli occhietti belli e immaginate un bonifico sul vostro conto con uno stipendio dai 13.971,35 ai 14.634,89 euro al mese per fare il senatore o il deputato. Voi vi impegnereste? Io no! Non farei proprio niente dalla mattina alla sera. E per questo vi autorizzo a sputarmi in faccia e ritwittarvi con offese di ogni tipo. Oh! Sveglia! Anche io sono d’accordo con quell’infermiera che vuole applicare l’eutanasia a Babbo Natale. E allora cosa ci sarebbe di male? Ha vissuto fin troppo per miei gusti quel Babbo di Natale: è ora che anche lui passi a miglior vita! Oh! Occhio! Mettete a letto i vostri figli perché Arsenico17 è impazzito.  

Grazie Roma un bel paio di ciuffoli Antonello! Basta con le cerimonie. E’ un ordine! Da oggi in poi dobbiamo acquisire una mentalità vincente, quella cinica e concreta del grande Nord. E se è possibile, tanto per esagerare, la tipica mentalità operaia di Torino. Da quanto in qua in Italia i padroni o i Subsonica ringraziano i loro dipendenti? Non esiste proprio nemmeno nei sogni. Alcuni di loro si fanno chiamare persino i padroncini per mettere il punto sulle "i". Pensa un po' come siamo messi male e tu cosa fai? Grazie Roma. Ma grazie de’ che Antò? Ti vuoi riprendere o no?    

Venditti a questo punto che ne pensi di scrivere una canzone per la Roma con un cappero di testo più attuale? È ora di conformarti a questi anni così difficili per tutti i tifosi della Magica. E allora ti consiglio vivamente ti prendere ispirazione dal tuo collega lombardo. Lui sì che è sempre verde. E qui il buon Matteo non c’entra nulla perché quando si parla di cultura lui è sempre assente giustificato. Antò ascolta a me, almeno per una volta. I testi di Vecchioni sono sempre moderni a differenza dei tuoi. Non è per cattiveria ma i tuoi sono troppo spostati a sinistra. E’ palese! Ormai la sinistra non esiste più da tempo. Onestamente non sono nemmeno tanto sicuro che essa sia mai esistita.Poi, eh già, i settentrionali sono anche più freddi rispetto ai meridionali. Questa potrebbe essere una buona chiave di lettura per riportare tutti i romanisti con i piedi per terra. Basta ringraziare chicchessia! Adesso hai rotto i c…..i! Ma che bella parola…mi ci voleva proprio!   

E magari con una nuova canzone di Venditti la Roma potrebbe finalmente tornare a vincere come negli anni ottanta: “E i giornalisti romani ti diranno che la Roma vincerà lo scudetto di colore verde, rosso e bianco. Ma non è vero tifoso giallorosso. Perché con gli americani non vincerai mai nulla perché a Roma per vincere c’è bisogno anche di un pizzico di romanità. Lo diceva anche Alberto Soldi: Maccarone, m'hai provocato e io ti distruggo! Io conosco giornalisti e le radio romane che spostano i fiumi con il pensiero. E tu giallorosso credi solo a quel che vedi dentro. Stringi i pugni, ragazzo giallorosso perché anche quest’anno ti attaccherai a sto carro….!”  

I capitolini nel giro di pochi anni sono passati da un americano all’altro e cioè dal sig. Pallotta al sig. Friedkin. Ma i risultati sono migliorati? Ni? Si! Boh? Forse! Purtroppo no, sono sempre gli stessi: mediocri per non dire pessimi. Del resto entrambi hanno il braccino corto. I giallorossi alternano grandi prestazioni sportive a figure pessime così indegne persino per una squadretta militante in una categoria minore. E anche colpa del Covid-19? Può darsi ma se così fosse anche tutte le altre squadre non vincerebbero mai un cappero. E lo scudetto quest’anno resterebbe non assegnato.  E allora è meglio non giocare affatto almeno si risparmierebbe sul gas e la corrente elettrica.

Ebbene, cari lettori giallorossi, tanti sono i fattori da prendere in considerazione per poter dare una risposta di senso compiuto alla crisi recente di risultati della Roma da vent’anni a questa parte. Per adesso, però, almeno un aspetto è abbastanza chiaro per tutti i tifosi della Magica: “Decisamente meglio un bel piatto di bucatini all'amatriciana che un Gran McChicken

A pensare che poche ore prima, qualcuno ardiva cinguettare felice che la Roma fosse persino da scudetto. Come no? Se la Roma vincerà il prossimo scudetto allora a me ricresceranno tutti i capelli. Purtroppo la realtà è tutt'altra per entrambi. Si possono fare tutti i ragionamenti del mondo, ma arriveremmo sempre a un'unica conclusione: il livello del calcio italiano è davvero basso. Ci sono poche idee e soprattutto pochi calciatori del livello di Spagna, Inghilterra e Germania. Prevedo una caporetto in Champions League per formazioni italiane.  
Per non parlare degli allenatori che sono tra i più scarsi del pianeta. Fonseca allena la Roma, Inzaghi la Lazio, Pioli il Milan e Pirlo la Juventus. Vi rende conto del livello? Questi in quattro, con il resto di diciassette, non hanno vinto nulla o quasi a parte Inzaghi… ma comunque niente di eccezionale: La Coppa Lotirchio.  
L’anno dello scudetto 2001, Capello allenava i giallorossi, Alberto Zaccheroni il Milan, Sven-Göran Eriksson la Lazio, Lippi l’Inter e Ancellotti la Juventus. Tanta roba per i miei occhietti castani con la palpebra all’insù. Tralasciamo l’anno dello scudetto perché è troppo facile vincere semplice.
Vogliamo parlare della seguente formazione della Roma: De Sanctis, Maicon, Benatia, Leandro Castán, Balzaretti, Pjanić, Strootman, Nainggolan, Totti, e Gervinho. Se non vinci nulla con questa formazione, nemmeno un misera coppetta Italia, non lo farai mai e poi mai in tutta la tua misera vita mortale.    

Ritorniamo a ieri sera, rimettiamo la chiesa al centro del villaggio.
Non c’è stata partita e per questo ci sono poche recriminazioni per i giallorossi.  Gli uomini di Gattuso sono scesi in campo in formato Champions, undici leoni affamati della Lupa, e certamente con una motivazione in più rispetto ai giallorossi: quella di dedicare la vittoria a un certo Diego Armando Maradona. I napoletani ci sono riusciti e questo, indipendentemente dalla fede calcistica, è un bellissimo segnale per il calcio. Perché spesso gli addetti ai lavori dimenticano che il calcio vero è sempre quello giocato. Quello dei novanta minuti. E non il calcio a novanta, quello che piace tanto ai moralisti della sfera ovale.  
Poi il primo sigillo per i partenopei è stato segnato da Insigne e indovinate? Con la specialità della casa! Un delizioso babà al rum? Meglio una punizione alla Maradona all’incrocio dei pali. Perché il destino nun esiste, no... e quando mai...come sostiene il grandissimo Antonio Lucignano.

Al contrario i giallorossi sembravano aver preparato il match in un covid hotel della capitale. Fonseca, caro, almeno hai tolto la mascherina quando spiegavi in portoghese la tattica di gioco a i tuoi calciatori? Tutti inguardabili i calciatori della Lupa, non si è salvato nessuno a parte Politano… che però purtroppo non giocava nella magica. Spettacolare il goal di Politano e indovinate questa volta? Un altro goal alla Maradona, dribblando tutti con l’eleganza di un tanghero argentino. Per poi infine a condurre in rete la sua compagna. Quest’ultima vestita a festa con un abito bianco con le cuciture in bella mostra.  
Perché anche in questo caso il destino nun esiste, no... e quando mai...

E infine poteva mancare all’appello, per l’ultimo saluto “El Diez”, colui che entrato prepotentemente nei cuori dei tifosi napoletani per riempire quel vuoto grandissimo lasciato appunto dal campione argentino? Eh no! Non poteva sottrarsi nemmeno il piccolo ma grande Ciro Mertens. Chi? Colui che nel giugno 2020 è stato incoronato nientedimeno che dal grande Maradona in persona come il miglior marcatore della storia del Napoli con il record di 122 marcature con la maglia azzurra. Che strana coincidenza la vita, vero? Perché anche in questo caso il destino nun esiste, no... e quando mai...

Oh mama mama
mama,
Oh mama mama mama,
Sai perchè mi batte il Corazon,
Ho visto Maradona,
Ho visto Maradona,
Oh mama inamorato son...

Arsenico17