TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE - A tre punti dal quarto posto, dopo essere stato mediamente a molti più punti di distanza durante l'anno, Di Francesco ha ricevuto l'esonero a seguito dell'ottavo di finale ad Oporto e l'uscita dall'Europa che conta, la classica goccia che fa traboccare il vaso. Ma quell'esonero era più un condono per alcuni calciatori: più che limiti tecnici e tattici, più che una non riuscita campagna acquisti da parte di Monchi della quale di Francesco aveva poche colpe, più che i tanti e troppi infortuni, i problemi della Roma erano ben altri e si sono palesati a Ferrara: la Roma non era squadra nell'anima, non era un gruppo affiatato e qualcuno giocava per sé. Di Francesco non ha saputo arginare e risolvere conflitti interni allo spogliatoio, questa forse l'unica vera colpa. Per Ranieri sarà compito assai arduo riuscirci, a dieci giornate dalla fine.

CAPRICCI E SUFFICIENZA - Sono stati non pochi i calciatori giallorossi che hanno dato l'impressione durante la stagione di avere un rendimento altalenante, al limite del sospetto che qualcuno remasse contro l'allenatore e cercasse zizzania con il compagno. Ne sono un esempio i manifesti rimproveri di qualche attaccante al suo vicino per un passaggio fatto male, o la palla tenuta troppo nei piedi per non passarla a chi si trovava in posizione favorevole. Partite chiave affrontate con la sufficienza nemica di chi vuole raggiungere traguardi importanti e di chi ha a cuore le sorti di un gruppo, di un allenatore, dei colori che si indossano e degli spettatori paganti. 

PROBLEMA DZEKO - Tra tutti i calciatori, uno è sembrato aver maggiori problemi con l'ambiente. I numeri di Dzeko in campionato, se confrontati con quelli degli altri anni, non lasciano spazio ad interpretazioni, quantomeno dal punto di vista dell'efficacia, mostrata sicuramente molto di più in Champions. Unitamente ad una stagione no dal punto di vista tecnico e di realizzazioni, lo è stata anche dal punto di vista comportamentale, fino a sfociare nello spogliatoio a Ferrara in una lite pesante con El Sharawii, dopo essere uscito fumante dal campo nel primo tempo e dopo aver discusso in maniera molto accesa con un dirigente della Spal nel tunnel. Ranieri è stato costretto a lanciare il messaggio che senza Champions qualcuno potrebbe esser costretto a cambiare aria e che se non finiranno alcune cose all'interno della squadra entreranno i tifosi a Trigoria, che equivale a dire prendetevi le vostre responsabilità.

LOTTA PER LA CHAMPIONS E DISTRAZIONI - È con questi eventi sullo sfondo che se si immagina una lotta tirata per la Champions in cui la Roma vorrà dire la sua, nella capitale si dovrà iniziare a mettere da parte ogni acredine passata e guardare tutti verso la stessa direzione, come forse mai fatto quest'anno. Ma qualcuno però potrebbe non averne la volontà: c'è chi forse sa già che farà le valigie. Di questi ultimi mesi la notizia di un interesse per Dzeko da parte dell'Inter, a seguito dell'affaire Icardi dalle tinte e dal futuro sempre più incerti. Nonostante i neroazzurri abbiano trovato in Lautaro Martinez una certezza in termini di impegno, spessore agonistico e qualità delle giocate, la nuova dirigenza con in testa Marotta guarda al futuro e ad una nuova prima punta da affiancare al toro in un eventuale attacco a due. Dzeko, al quale sembra che la Roma abbia fatto sapere che non rinnoverà il contratto, potrebbe corrispondere al profilo richiesto per la sostituzione di Icardi, attualmente ancora distante dalla volontà di una riappacificazione duratura con il club, insperata da entrambe le parti forse.

CASO DE VRIJ - La Roma non dovrà fare l'errore della Lazio. Tutti avranno ancora negli occhi l'entrata tardiva e scomposta di De Vrij su Icardi, nella sfida decisiva tra Lazio e Inter che avrebbe sancito la qualificazione in Champions di una o dell'altra. Fiumi di inchiostro pro e contro De Vrij, da un lato accusato di aver favorito quella che già allora si sapeva sarebbe stata la futura squadra. D'altro canto, c'era chi in lui aveva visto il facile capro espiatorio. Qualcuno aveva tirato fuori questa notizia dell'Inter nel suo futuro. E le voci erano diventate così incessanti e univoche da mettere in discussione la sua presenza da titolare in quella partita fino a poco prima dell'inizio. Troppo facile immaginare il susseguirsi in crescendo di accuse più o meno velate sulla sua professionalità, che ci sarebbe stato in caso di prestazione non all'altezza, per usare un eufemismo. Sospetti o no, l'errore ci fu, importante.

​​​​​​Il rischio che la Roma possa ritrovarsi nella spiacevole situazione di dover dipendere dai gol di un attaccante con la testa altrove non è remoto. Serviranno molta chiarezza, forse scelte nette apparentemente impopolari e tutta l'esperienza del romano Ranieri, chiamato a compiere un'impresa.

 

Paolo Costantino