Da tempo si parla della possibile acquisizione del Milan da parte del plurimiliardario francese Bernard Arnault, il terzo uomo più ricco al mondo avente un impressionante patrimonio di 113 miliardi di USD. Parliamo di un imprenditore di eccezionale successo e di uno degli uomini d'affari più dotati su questo pianeta: leader del gruppo del lusso LVMH, controlla marchi simbolo di molteplici settori, come, tra i principali, Louis Vuitton, Bulgari, Fendi, Givenchy, Sephora, TAG Heuer e da poco tempo anche Tiffany; ci sono tutti i requisiti perché anche il Milan possa entrare a far parte di questa grande società. In sostanza, qualora un uomo tanto facoltoso acquistasse il Milan, starebbe a significare una possibilità si spesa senza eguali nel mondo del calcio, grande dieci volte quelle di Juventus e Inter, e superiore persino a PSG e Manchester City.

Se davvero questo epocale passaggio di proprietà divenisse realtà, prima di tutto sarebbe necessario formare una dirigenza adeguata agli alti obiettivi che certamente verrebbero posti. Scontato che il ruolo di CEO sarebbe riservato allo stesso Bernard ARNAULT, o al massimo ad un suo uomo di stretta fiducia, inizierei subito a parlare dell’Amministratore Delegato: Ivan GAZIDIS potrebbe anche subito fare le valigie, definire fallimentare la sua direzione degli affari del Milan è poco; arrivato un anno fa al Milan, dipinto come il Messia del management sportivo, all'obiettivo di riportare il nostro bilancio, all'ora spaventosamente in rosso di 98 milioni, a pareggio, con le sue direttive ha ben di più che peggiorato i conti, arrivando ad un inquietante passivo di 146 milioni. Al suo posto convincerei Franco BALDINI della Roma a venire a svolgere il ruolo di AD, o in alternativa Umberto GANDINI.

Per quanto invece riguarda l’area sportiva, è chiaro che BOBAN, MALDINI e MASSARA verrebbero sostituiti: non sono dei DS, ma due ex calciatori, ed un fantoccio preso solo a fini di prestanome, con un grande passato in campo alle spalle, senza alcuna esperienza e competenza dimostrata nel ruolo cruciale del Direttore Sportivo, tanto che nemmeno possiedono la licenza; al nuovo Milan di Arnault servirà gente di esperienza e che già abbia dimostrato di avere grandi competenze sportivo-manageriali. In tal senso mi rifarei al modello che è stato proprio della Juventus fino ad un anno fa e con il quale oggi è tornato in alto l’Inter, con un ADsport di grande esperienza affiancato da un DS giovane e competente: per il primo ruolo opterei per il graditissimo ritorno di un grande del mestiere quale Ariedo BRAIDA, mentre per il ruolo di DS assumerei Daniele FAGGIANO il quale oggi ricopre il medesimo ruolo al Parma, 41 anni, con il club emiliano ha ottenuto due promozioni di fila, una salvezza tranquilla al primo anno in Serie A e in questa stagione viaggia costantemente a metà classifica, direi un ottimo curriculum.

Inserirei anche il Team Manager, ruolo di mediazione tra squadra e società, a mio avviso molto utile, che in questo caso è sì adeguato affidare ad un ex calciatore che in campo si distinse per grande carisma e carattere. Offrirei tale posto a quello che personalmente considero il capitano più simbolico in tutta la storia del Milan: Franco BARESI.

Pertanto la dirigenza del nuovo Milan targato LVMH, sarebbe composta nel seguente modo:

  • Presidente: Bernard Arnault
  • Amministratore Delegato: Franco Baldini
  • Amministratore Delegato Sport: Ariedo Braida
  • Direttore Sportivo: Daniele Faggiano
  • Team Manager: Franco Baresi

Da questo punto iniziamo a trattare della parte tecnica, da qui in poi l’articolo, considerando che non è nelle mie facoltà entrare nelle menti di Braida e Faggiano, è scritto seguendo la mia visione calcistica come se fossi io il capo dell’area sportiva rossonera.

Partiamo dall’allenatore: PIOLI è un buon mestierante, ma ovviamente punterei a qualcosa di più, opterei per Marcelo GALLARDO. 43 anni, da cinque alla guida del River Plate, ha raggiunto per ben tre volte la finale della Copa Libertadores vincendola in due occasioni, è un uomo di carattere che applica uno stile di gioco molto offensivo e che io definirei rivoluzionario, infatti il suo River gioca con un modulo assai insolito, un aggressivo 4-1-3-2 (non pensate sia uno schieramento eccessivamente imprudente, in fase di non possesso diventa un 4-4-2); se non lo conoscete, guardatevi una delle tre finali di Libertadores giocate dalla sua squadra, capirete perché ho una tale considerazione di lui. Con la giusta offerta non credo sarebbe difficile convincerlo a volare oltreoceano e sposare il progetto Milan, sono dell’idea che costui abbia veramente tutte le carte in regola per cambiare il calcio e scrivere un'altra gloriosa pagina di storia al Milan.

Ora passiamo alla rosa, appurato che è necessaria una pulizia della scarsezza generale dellattuale squadra, iniziamo dalle cessioni. Venderei tutti quei giocatori che palesemente non possono far parte di un progetto di squadra vincente, e, come penso potete prevedere, sono molteplici:

  • SUSO per 25 milioni: i motivi sono chiari, è un giocatore che va in contrasto con quella che è l'idea di "calcio produttivo", raramente fa una giocata propositiva, perde una miriade di tempi di gioco e rallenta dannatamente l'azione, può giocare in un unico ruolo e costringe per caratteristiche i suoi compagni a giocare al suo servizio. Potrei andare avanti, ma credo di aver detto abbastanza.
  • Franck KESSIÉ per 25 milioni: giocatore fortemente limitato e del tutto privo di qualità tecniche, potrebbe essere un ottimo stopper ma raramente l'ho visto recuperare palloni senza commettere fallo, le squadre interessate ci sono e per cui non vedo motivi per trattenerlo.
  • André SILVA per 20 milioni: ormai è chiaro che non diventerà mai un top-player, e forse nemmeno un buon centravanti, annullerei lo scambio di prestiti con Rebic con l’Eintracht, e penso proprio che loro sarebbero d’accordo, e vedrei di monetizzare dalla cessione del portoghese.
  • Hakan CALHANOGLU per 15 milioni: giocatore limitato e dalla bassa personalità, gli sono state concesse fin troppe occasioni e lui ha sempre dimostrato solo di essere un mediocre, cederlo è la logica conseguenza.
  • Davide CALABRIA per 10 milioni: sinceramente fatico a considerarlo un calciatore, sa fare veramente nulla, non ha una sola qualità e ogni volta che gioca fa più danni della bomba atomica. Come per Kessié è noto che ci sono degli interessati.
  • Ricardo RODRIGUEZ per 8 milioni: Ricardo? Ho scritto Ricardo? Scusate, intendevo Retropassaggio Rodriguez. No comment, uno dei giocatori più inutili che io abbia mai visto.
  • Mateo MUSACCHIO per 5 milioni: lui a differenza di Calabria si può considerare un calciatore, ma il fatto è che comunque è proprio scarso!
  • Samu CASTILLEJO per 5 milioni: ma veramente 'sto qua gioca nel Milan?
  • Diego LAXALT per 5 milioni: monetizzerei su un giocatore che difficilmente potrebbe essere utile alla causa.
  • Pepe REINA a 0: il suo ingaggio è pari a 7 milioni lordi l’anno ed è una follia per un secondo portiere di 38 anni che gioca solo le amichevoli estive e qualche gara di Coppa Italia.

Sommando le cifre incassate da tutte le cessioni elencate, si otterrebbe una grande somma da reinvestire sul mercato: 118 milioni, ai quali aggiungerei una liquidità di almeno altri 80 milioni fornita dalla ricchissima proprietà, e ciò sarebbe adeguato perché altrimenti comprare il Milan per non investirci non avrebbe avuto senso. Pertanto il budget per il calciomercato sarebbe pari a 200 milioni di euro.

Passiamo agli acquisti. I giocatori buoni sono pochi, ma non sarebbe ugualmente necessario seguire la folle linea dell’estate 2017 firmata Fassone e Mirabelli la quale ci ha portati sull'orlo del fallimento e nel baratro dove ci troviamo oggi. Prenderei pochi giocatori, ma solo di comprovata valenza tecnica.

  • Thiago SILVA a 0: partiamo col botto andando a formare una coppia di centrali di altissimo livello. Serve un uomo di esperienza e l’indimenticato fuoriclasse brasiliano si libererà per fine contratto a giugno dal PSG e ha già annunciato che non rinnoverà, il suo ritorno al Milan sarebbe una grandissima operazione.
  • Denzel DUMFRIES a 20 milioni: terzino destro del PSV, è uno dei più promettenti d'Europa. In difesa è un muro, tanto che all'occorrenza può agire da difensore centrale, e quando parte palla al piede è infermabile dato che abbina alla perfezione velocità ed una fisicità dominante, inoltre arriva non di rado al goal, qualità non banale per un terzino.
  • Sandro TONALI a 50 milioni spalmati su tre rate da 25+15+10: la cifra è alta, ma servirebbe per strapparlo alle tante concorrenti. Regista ventenne, ora in forza alla neopromossa Brescia, è annoverato tra i migliori giovani talenti del calcio italiano ed europeo, e a mio avviso è il mediano U21 più forte su tutto il panorama calcistico mondiale. Vedendolo giocare è impossibile non scorgere in lui movenze molto simili ad Andrea Pirlo, è molto somigliante nello stile di gioco al grande Maestro, con la differenza che lui recupera anche una valanga di palloni. Con lui il Milan si assicurerebbe un uomo che saprebbe dare geometrie a tutta la squadra e allo stesso tempo un grande gregario, uno che potenzialmente può rappresentare un crac per tutto il calcio italiano ed europeo.
  • Donny VAN DE BEEK a 60 milioni + 15 di bonus al raggiungimento delle 30 presenze: grande trequartista dell’Ajax, penso lo conosciate, parliamo di un giocatore che abbina perfettamente ogni dote che deve avere un grande centrocampista; dalla tecnica eccelsa, alla visione di gioco, un’ottima fisicità, tiro potente e preciso e tempi d’inserimento perfetti. Ha tutte le potenzialità per diventare uno dei centrocampisti più forti al mondo.
  • Ousmane DEMBELE in prestito oneroso annuale a 10 milioni con diritto di riscatto a 80 milioni: uno dei giocatori più promettenti sull’intero panorama mondiale, possiede una velocità abbinata ad una capacità di dribbling impressionanti, duttile, è perfettamente ambidestro e possiede ottimali capacità tecniche e balistiche. Arrivato nel 2017 per una cifra choc al Barcellona dopo un’annata strepitosa al Borussia Dortumund, con i blaugrana mai è riuscito ad imporsi facendo vedere solo a sprazzi le sue eccezionali doti, da questa stagione poi l’esplosione del giovanissimo Ansu Fati gli ha tolto ancora più minuti relegandolo a riserva della riserva. A mio avviso, con la formula sopra indicata, ci sarebbero tutte le possibilità di fargli vestire la maglia del Milan.
  • Federico CHIESA a 60 milioni + 20 di bonus alla segnatura di 15 goal: giocatore che non credo abbia bisogno di presentazioni, ha caratteristiche simili a Dembele anche se differiscono dal punto di vista fisico, è secondo me il miglior giovane talento di tutto il calcio italiano.
  • Memphis DEPAY a 25 milioni: ne varrebbe il doppio, ma va in scadenza a giugno 2021 e, come fatto la scorsa estate con Nabil Fekir (trasferitosi per 21 milioni al Betis), qualora il giocatore non volesse rinnovare, il Lione lo cederebbe ad una cifra ribassata. Completo come pochi, abbina alla perfezione velocità e forza fisica, capacità di dribbling e possiede senso del gol unito ad una potenza tiro molto elevata, inoltre è un ottimo assistman. Sarebbe il compagno di reparto perfetto per Ibrahimovic.

E l’olandese sarebbe l’ultimo colpo di una campagna acquisti storica e di altissimo livello (altro che Fassone e Mirabelli, altro che Elliot e Gazidis), per la quale si andrebbe a spendere esattamente il budget inizialmente prefissato pari a 200 milioni. Direi perfettamente sostenibile.

In conclusione, seguendo il progetto di calciomercato appena esposto, la formazione sulla quale Marcelo Gallardo potrebbe fare affidamento all’obiettivo minimo di raggiungere la qualificazione in Champions League sarebbe composta da un 4-1-3-2 con:

  • POR Gigio Donnarumma (A. Plizzari)
  • TD Denzel Dumfries (A. Conti)
  • DCD Thiago Silva (M. Caldara)
  • DCS Alessio Romagnoli (M. Gabbia)
  • TS Theo Hernandez
  • MED Sandro Tonali (I. Bennacer)
  • AD Federico Chiesa (G. Bonaventura)
  • TRQ Donny Van De Beek (L. Paquetà)
  • AS Ousmane Dembele (G. Bonaventura)
  • PD Zlatan Ibrahimovic (K. Piatek)
  • PS Memphis Depay (R. Leao)
  • All. Marcelo Gallardo

Uno schieramento titolare di tutto rispetto, composto esclusivamente da giocatori di alto e altissimo livello, la maggior parte dei quali potenzialmente top-player, e due giocatori di grande esperienza e comunque ancora di elevata valenza tecnica, guidati da quello che è probabilmente l’allenatore più promettente e rivoluzionario su tutto il panorama calcistico mondiale e con a capo la proprietà calcistica più facoltosa al mondo. L’obiettivo minimo sarebbe il quarto posto e la qualificazione in Champions, quello minimo.

Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate e, in caso, cosa cambiereste.