La stagione è appena iniziata e la preoccupazione è alle stelle. Il coronavirus non è mai andato via. Ora, come era prevedibile, con l'avvicinarsi della stagione fredda, iniziano i dolori. Stanno crescendo i casi in modo vertiginoso, si iniziano a introdurre misure di contenimento che avevano preceduto il lockdown che ripetono come un mantra che non ci sarà più anche perchè siamo stati l'unico Paese al mondo a chiudere una nazione intera in quel modo e significherebbe distruggere totalmente l'Italia. Vedremo. In tutto ciò vien partorita la regola del 13. Non schieri 13 giocatori perchè c'è questo maledetto virus. Sei vittima del virus? Ne paghrai le conseguenze. Amen. Perdi la partita a tavolino. Non si possono rinviare le partite ad oltranza. Si andrà avanti come si andrà. Il virus ha i suoi tempi, i tempi del contagio non sono standard e nel calcio il disastro è alle porte. I tifosi allo stadio entrano ora alla spicciolata, si fantasticava anche sul 40% di ingressi, ma è un miracolo se si riuscirà a mantenere la quota garibaldina dei 1000, perchè qui sarà difficile la situazione. La sensazione è che questo campionato ne uscirà falsato. Regole difficili da digerire, e con il virus che non aspetta i tempi della lega calcio. Va avanti per la sua strada. Quindi mettiamoci l'anima pace e scordiamoci un campionato regolare.
Non lo sarà. E questo significa che se tutti sono uguali davanti al virus si dovrà capire quanto le regole potranno essere poi applicate per tutti in modo uguale.
Un conto è una squadra di provincia che viene penalizzata, un conto è se questo capiterà a chi è quotato in borsa, deve competere nelle competizioni europee, se in ballo ci sono milionate di euro, le regole non saranno uguali per tutti.