La partita di mezzogiorno di domenica ha riacceso il tema legato alla gestione arbitrale, con strascichi polemici che avranno il loro verdetto nella giornata di oggi con le decisioni che verranno prese dal giudice sportivo, le quali, a loro volta, ne sono certo, scatenerà ulteriori malumori, in un modo o in un altro.

Partiamo con una premessa: gli episodi clamorosi della sfida di "San Siro" sono stati sfavorevoli ad entrambe le contendenti, ma è altrettanto vero che la gestione della gara è apparsa poco uniforme nei casi meno vistosi (pochissimi falli fischiati in favore dell’Inter e, di contro, gli stessi interventi puniti con punizioni e ammonizioni).

Ora, volendo proporre una odiatissima moviola, ad avviso di chi scrive, due sono gli errori lampanti della direzione di gara: la mancata espulsione di Lukaku per un intervento assolutamente da sanzionare col cartellino rosso e il rigore non concesso ai padroni di casa per fallo netto subito da Young.

Per quanto riguarda Lautaro Martinez, da regolamento, tutto corretto: la rete è limpida, in quanto tocca a malapena il difensore sardo (Maran esageratissimo nelle proteste); espulsione ancor più sacrosanta in quanto non solo l’argentino non subisce interventi irregolari, ma ringhia e si infervorisce in modo assolutamente fuori luogo nei confronti dell’arbitro, il quale, se è vero che avrebbe potuto comprendere il momento di chiaro nervosismo, è inappuntabile dal punto di vista regolamentare.

Un altro elemento che ha lasciato molte perplessità è l’incredibile gestione del recupero nella ripresa: su quattro minuti concessi se ne sarà giocato a malapena uno e, scaduto il 94’ (probabilmente per il direttore di gara saranno stati quattro minuti eterni), non ha protratto il tempo con un corner in favore degli ospiti, interrompendo la contesa.

Detto ciò, l’Inter è chiaramente in una situazione di difficoltà, che solo il mercato e la tranquillità da ritrovare potranno consentirle di superare e proseguire nell’ottimo lavoro fin qui svolto.

Dall’altra parte, anche il Cagliari veniva da un periodo nero e il pareggio del "Meazza" potrebbe dare la spinta giusta per inseguire il sogno europeo.

Chiarito ciò, preme fare una considerazione: non esiste alcuno sport in cui si discuta così tanto degli arbitraggi ed in cui l’impatto della direzione di gara sia così forte.
Ovvio, il fatto che sia il più popolare e mediatico al mondo amplifica qualsiasi situazione, ma, davvero, si fa fatica a trovare i medesimi dibattiti in altri sport di squadra.

Il VAR è uno strumento fondamentale perché riduce tantissimo gli errori (fuorigioco in primis) e consente di avere maggior regolarità ma, ancora, non basta. La figura degli addetti al VAR ha dei poteri “limitati” e che, invece, andrebbero potenziati, per fare in modo che il lunedì si parli di calciatori e allenatori, di tecnica e di tattica, di coreografie e di giocate.

Chi scrive, e come credo buona parte degli appassionati, vorrebbe confrontarsi su temi di altra natura invece di stare a parlare di rigori, espulsioni e compagnia cantante.
Qualcuno diceva che “il miglior arbitro è quello di cui non ti ricorderai mai il nome”: mai frase fu così vera. L’arbitro deve issarsi a vessillo della regolarità del gioco, mantenendo un ruolo di secondo piano.

I protagonisti, nel gioco del calcio, devono essere sempre e solo i calciatori.

Con ciò, non si vuole criticare l’operato di nessuno (in apertura ho sottolineato che gli errori sono da entrambe le parti) ma bisogna porsi una riflessione e la devono fare tutti, dagli organi federali alla stampa, dai tecnici finendo ai tifosi: possiamo fare qualcosa per evitare di parlare ogni settimana di casi simili?