Ronaldo alla Juve tiene ancora banco nonostante siano passati alcuni giorni dall'ufficializzazione dell'Affare del Secolo. Non è un iperbole, si tratta proprio di questo. Meno di un mese fa - quando la notizia era ancora in fase embrionale - quanti tifosi avrebbero avuto il coraggio anche solo di pensare alla buona riuscita di un trasferimento del genere? Nessuno. In pochi avrebbero colto quei segnali premonitori che ora, a posteriori - quando ormai abbiamo l'ufficialità - rendono la faccenda molto più chiara. 

1) UN AMORE ALLA ROVESCIA(TA) - Il 3 aprile scorso il mondo si fermò al 64' della sfida dei quarti di Champion's League tra Juventus e Real Madrid quando Ronaldo batté Buffon con una sensazionale rovesciata, il gesto tecnico per antonomasia nel calcio. Lo Stadium ammutolì; poi esplose in un fragoroso applauso per celebrare un goal storico come quello. Cristiano, sorpreso da quella inaspettata reazione collettiva, contraccambiò con un gesto di commosso e sincero ringraziamento. In quel preciso istante scoccò la scintilla amorosa che convinse Ronaldo: la Juve sarebbe dovuta essere a tutti i costi la sua prossima squadra.  

​​​​​2) PORTOGHESE CHIACCHIERONE - Dopo la finale di Champion's vinta a Kiev contro il Liverpool, Ronaldo si era lasciato scappare (nemmeno tanto forzatamente) una dichiarazione shock: "È stato molto bello giocare a Madrid. Un addio? Nei prossimi giorni darò una risposta ai tifosi, che sono sempre stati al mio fianco. Abbiamo fatto la storia e ora dobbiamo divertirci. Ci godiamo questo momento, il futuro dei giocatori non è la cosa importante adesso. Vedremo cosa succederà dopo”. Parole che fecero tremare i polsi dei tifosi delle Merengues e che, decifrate a posteriori, rappresentano una dichiarazione d'intenti bella e buona: Cristiano Ronaldo aveva già da tempo le idee chiarissime sul suo futuro. Mancava solamente da decidere la destinazione. 

3) VISSERO TUTTI "ALLEGRI" E CONTENTI - Ritengo che una buona fetta del successo bianconero sia da spartire col tanto bistrattato (almeno nei primi tempi) Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese ha affermato di aver gentilmente declinato un'offerta molto importante proveniente da Fiorentino Pérez per sostituire il dimissionario Zinedine Zidane al Real Madrid. E se Max avesse maliziosamente scelto di restare alla Juve allettato dalla promessa di un grandissimo acquisto? Sono consapevole di entrare in un campo minato - quello delle mere intenzioni e delle ipotesi più suggestive - ma nessuno mi toglie dalla testa che Allegri sia stato convinto a rimanere dalla prospettiva di avere CR7 in rosa; oppure che, viceversa, abbia rifiutato il Real avvertendo i sentori di un possibile (all'epoca) addio del portoghese.

4) CANCELO SENZA CHIAVI - Oggi abbiamo finalmente capito il motivo che ha portato la Juve a spendere 40 milioni per un ottimo terzino, ma pur sempre un terzino. Era il 26 giugno quando nel capoluogo torinese atterrava Joao Cancelo insieme al suo procuratore Jorge Mendes, per sottoporsi alle visite e apporre la firma sul contratto. Un tifoso alla alla vista del procuratore gridò: "Portaci Ronaldo!", Mendes rispose con un eloquente sorriso. Un'operazione di mercato finalizzata al disgelo con Mendes e imbastita come preambolo a quella ben più importante di Ronaldo. 

5) DO UT DES - " Io do affinché tu mi dia". I​​​​o, Andrea Agnelli, ti compro il più forte giocatore del pianeta. Tu, tifoso, accetti senza fiatare l'aumento del prezzo dell'abbonamento: questo, a grandi linee, il compromesso tra la società e i suoi supporters. ​​​​​​​​Il prezzo medio degli abbonamenti nella prossima stagione sarà di 1027 euro per il rinnovo, il 30% in più rispetto al 2017/18 e l’88,6% rispetto al 2012/13. Questi aumenti scatenarono le proteste dei tifosi bianconeri, che manifestarono il loro disappunto tappezzando Torino con degli striscioni e i social con messaggi di protesta. L'acquisto di Ronaldo fungerà da placebo per alleviare la rabbia dei tifosi, che ora accetteranno con un sorriso grande così di pagare un prezzo maggiorato.

6) IL MISTERO DEGLI STORE - Altro indizio della riuscita dell'affaire-Ronaldo è comparso all'interno degli store ufficiali dei due club. Mentre a Madrid venivano eliminate in fretta e furia tutte le copie della camiseta blanca con il numero 7, a Torino accadeva un fatto tanto misterioso, quanto probatorio: fino a poche ore prima dell'ufficialità di CR7, le magliette bianconere della Juventus erano tutte prive del nome dei giocatori. Una precisa scelta di marketing legata all'arrivo del portoghese, il cui nome sarebbe stato - appena certi dell'ufficialità - apposto su quelle divise intonse che da ora in avanti verranno vendute "a secchiate".

7) GALEOTTO FU IL WEB - La Juventus avrebbe fornito pochi giorni fa la prova regina. Lo avrebbe fatto - secondo quanto giurato da alcuni tifosi bianconeri - attraverso il proprio profilo ufficiale su Weibo, il social network più famoso dell'Asia, postando un curioso video nel quale sono elencati tutti i giocatori della Juve che hanno indossato dal 1995 - anno dal quale venne introdotto il numero di maglia personalizzato - la maglia numero 7. Con un piccolo dettaglio: arrivando fino a Cuadrado, i giocatori sono sei: più chiaro di così si muore...

Sette segni premonitori dell'Affare del Secolo che a posteriori (lo so...troppo facile così) risultano perfettamente accorpabili tra loro come le tessere di un mosaico ben riuscito. Nel frattempo voci su di un altro trasferimento si stanno diffondono a macchia d'olio: Marco Motta ha da poco rescisso il contratto che lo legava agli spagnoli dell'Almeria, club della Segunda Liga. Che sia questo il segnale premonitore di un clamoroso ritorno alla Juventus?