Ci fu un tempo che mi allontanai completamente dalla chiesa e da tutte le pratiche ed i sacramenti connessi ed annessi ad essa. Avevo bisogno di risposte, razzolavo nell’infanzia spirituale. Quell’infanzia dove molti si fermano… La sensazione che avvertivo era quella  del rifiuto nel prodigarmi a fare luce su quello che volevo sapere. Avevo fatto una scorta di dubbi negativi…

- Perché la Chiesa cerca sempre denaro? Le offerte durante la santa messa. Le offerte per i missionari - Le offerte per i bambini poveri.  Lasciare l’obolo dopo un battesimo,  dopo una Comunione, per la Cresima,  quando si ci sposa,  quando si festeggiano le nozze d’argento, d’oro e platino. Ancora denaro quando Caronte deve trasportarti sull’altra sponda del fiume… Nessuno te li chiede, ma se gli porgi la bustarella, una mano svelta sarà pronta a metterla in saccoccia. Questo rito antico l’ho sempre visto come chi decide di donare il proprio sangue in cambio di denaro!

Un'azione assurda, inammissibile! E poi… perché mai devo raccontare le mie cose intimead un prete che in fondo è peccatore come me? 
Ed ancora… Perché Dio non muove un solo dito per evitare le carneficine ai danni di uomini, donne, bambini e appena nati, innocenti, già privati da ogni cosa? In fondo ha permesso che gli americani radessero al suolo una buona fetta del Giappone con la bomba atomica…
Ha permesso ad un pazzo criminale nazista di sterminare 6,5 milioni di uomini, donne, bambini, in ogni parte del mondo.
La mia ribellione interna, durò tanti anni.
Una sera d’inverno del 1990, per caso, ero davanti alla TV, in compagnia dei miei genitori. Nel momento in cui diedero spazio alla pubblicità, vidi uno slogan pubblicitario lanciato da una  fondazione americana, la Arthur S. De  Moss, pubblicizzava un libro che veniva distribuito gratuitamente al domicilio di chi l’avesse richiesto. L’indirizzo utile per effettuare la richiesta  compariva in fondo a piè di pagina nella schermata.
Il suo titolo era tutto un programma: “Forza per Vivere”.  Scritto da un noto scrittore americano,
Jamie Buckingham. La curiosità fu tanta che già nella primavera del 1991, avevo provveduto a riporlo nella mia libreria. Lo iniziai a leggere dopo qualche settimana, all’inizio ero restio a farlo. Temevo, ma era solo colpa della mia innata suscettibilità, della mia accentuata emotività. Ma quando finalmente lo inizia a leggere, abbattendo tutte le mie stupide paure, fu come se si aprì con forza uno spiraglio di Luce intensa.
Evidentemente, Dio scelse di venire in mio aiuto in quel modo! Iniziai a comprendere il vero amore quello con la “A” maiuscola, ad amare ogni creatura, persino gli insetti,  che prima detestavo con tutto me stesso. Inizia a non avere preferenze per le stagioni, amavo l’estate, come la primavera, tanto quanto l’autunno e l’inverno. Inizia a vedere le dipartite di parenti ed amici, come qualcosa che non deve recare dolore, ma bensì andrebbe festeggiato come fanno in Cina, con tavolate imbandite e parata di amici, parenti e conoscenti travestiti da dragoni.

In effetti, il ritorno alla Casa del Padre dovrebbe essere una grande gioia, mai un dolore! Mi scrollai di dosso una miriade di superstizioni Che mi avevano fatto vivere male… Capì che sono la creazioni della “legge  degli ignoranti!”.
Dirò di più, mi divertivo a sfidarli uno ad uno, ed assistevo ridendo di gusto, quando qualche amico mi chiedeva di passare per primo perché poco prima era passato un gatto nero…

Fu l’inizio di un sano e convinto cambiamento. "Forza per vivere", incitava a non rimanere nell’infanzia spirituale, dove solitamente staziona, o meglio, si barcamena una buona fetta di umanità. Quelle parole soavi, mi spingeva “oltre”, Dio mi chiedeva di approfondire quanto imparato. Così staccai la cartolina che trovai alla fine del libro e la invia. Ricevetti a casa il “Vangelo secondo Giovanni”, un piccolo libriccino, facile da comprendere, semplice da mettere in pratica, per poter capire determinati passaggi.

Da premettere ch’io sino ad allora non avevo mai preso in mano la Sacra Bibbia. 
Avevo iniziato a vivere una nuova vita! Trovavo il tempo da dedicare alla mia forma fisica, stranamente non mi feci vincere più dall’apatia, dall’astenia! Portavo parole d’amore nel luogo dove lavoravo. Stavo bene con la mia ragazza, a cui impartivo delle lezioni e degli esempi quando lei attraversava un periodo più cupo, un mare in burrasca. 

Nel pomeriggio dedicavo del tempo alle mie letture, ritornando a leggere “Forza per Vivere” e dei versetti dei capitoli del “Vangelo secondo Giovanni”. Ero solito appuntare sui fogli di un diario tutto quello che chiedevo al buon  Dio per l’intercessione di Gesù Cristo.
Passava il tempo e man mano che andavo a spulciare il mio diario
 notavo con enorme stupore nonché piacere e gioia, che i miei desideri, numerati in ordine cronologico, con tanto di data tra parentesi, venivano assecondati e col tempo si realizzavano sul serio.
Desidero raccontarne solo uno: Campionato di calcio 1990-1991. Da quando avevo 8 anni ho sempre fatto il tifo per il Cagliari, non chiedetemi perché il Cagliari, quando si ama non c’è mai un motivo assoluto, ma tanti frammenti messi insieme che vanno  ad incastrarsi perfettamente come in un puzzle!

Il povero Cagliari, partì male e continuava a non decollare, girò la boa del girone di andata a soli 9 punti! Anche un ragazzino che ama il calcio sa bene che se una squadra gira a 9 punti, al 99,9% si va in serie B! Chiesi l’impossibile, con una preghiera scritta col cuore sul mio diario, dove chiedevo espressamente che il “mio Cagliari” si potesse salvare dalla serie B, e di salvare l’anima dei calciatori che dovevano scendere in campo ogni domenica,  perché potessero dare sempre il massimo  per raggiungere l’impossibile!
Dopo la quarta partita del girone di ritorno, si ebbe come una involuzione, il Cagliari prese a fare punti, alcuni anche con squadre alquanto  blasonate. All’ultima giornata totalizzò ben 29 punti , ben 20 nel girone di ritorno, lasciando alle sue spalle quattro squadre:  Lecce, Pisa, Cesena e Bologna,  che ritorcessero in serie B. Quello fu davvero un miracolo!  Nessun Bookmaker avrebbe puntato  1000 lire sulla salvezza del Cagliari!

Nel 1991 capì che essendo figli di Dio, siamo suoi Templi Benedetti, templi di gioia, pace e amore. 
Avevo capito d’aver messo Dio in soffitta per tanto tempo, per troppo tempo! E che se volevo le risposte che cercavo, dovevo prima umiliarmi, farmi perdonare, e poi andare dritto alla sua Fonte. Presto imparai che quando il Signore bussa alla tua porta devi essere felice, aprire il proprio cuore, farlo entrare di corsa, senza nessuna resistenza né remore, ed invitarlo umilmente a sedere sul trono della tua vita. Servirlo come un Re, Lui sopra tutto e tutti, poiché facendoci dono della sua vita, il Padre l’ha incoronato Re dei Re.

Inizia a vedere le cose con una luce diversa, capì ben presto, che un prete svolge il suo santo ministero perché l’ha voluto Dio, perdonando i suoi carnefici che avevano fatto di tutto per crocifiggerlo, un ladrone libero al posto del Re dei Re… Considerai che Lui ha tantissime cose da fare, da seguire, tanti figli da recuperare… Doveva per forza delegare altri a farlo per Suo conto.
Qualcuno deve pur dire e servire la Santa Messa, no? Ho imparato che non esiste vendetta migliore del perdono, chi non è in grado di farlo è sempre infelice, sempre insoddisfatto, anche se non l’ammetterà mai. Il perdono ha una forza enorme, molto possente, se credi con Vero Amore, mettendo Dio al primo posto  sul trono della tua vita e conosci l’arte del perdono, non avrai nessuna difficoltà a fare muovere anche i monti! In quello stesso anno decisi di prendere i sacramenti che fanno parte della religione cattolica.
Inizia con la Prima Comunione e dopo un mese, nel mese di Luglio del 1991, presso il santuario di Tindari ricevetti la cresima, diventando un soldato delle milizie del buon Dio. Capì inoltre, che ogni parrocchia deve auto gestirsi per pagare le bollette, quando occorre sostituire  qualche banco o per poter farlo restaurare. Per fare qualunque intervento necessita avere del denaro, tranne se non trovi un benefattore.

Dopo qualche tempo, a casa di amici, innamorati anche loro dell’infinito amore del buon Dio, tirai fuori un enigma che tiene parecchie persone, lontano dalla Chiesa e dal Credo, parliamo di milioni di persone… Perché se il nostro Dio è Padre Onnipotente della pace della gioia e dell’amore, permette guerre, come quella che in quel tempo aveva imperversato parte del Medio Oriente, iniziata il  2 agosto 1990 e terminata il 28 febbraio 1991,  appellata col nome di " Guerra del Golfo". Guerra voluta a tutti i costi dall’allora presidente degli USA, dal presidente, George H. W. Bush, che dopo qualche anno avrebbe innescato una guerriglia senza tregua che dura ininterrottamente dal 7 ottobre 2001 contro la Repubblica sovrana Islamica dell'Afghanistan, dopo la caduta dell’impero islamico del medesimo Sato.

Non prendete mai la storia sotto gamba, con leggerezza, come qualcosa di vecchio, che annoia, non fatelo mai! Ricordare sempre che noi stessi siamo storia! Se desiderate capire meglio, documentatevi tramite tutti i passaggi della storia. Non è affatto vero che le guerre sono indolori, fulminee. Sono solo le stronzate che emettono i Quartier Generali  col fine di addomesticare, narcotizzando l’opinione pubblica. Le guerre hanno il potere di liberare la parte animale che si nasconde nel cuore umano. La parte più atroce che cova ed esplode in tutti noi, come un enorme frastuono quando il rancore, l’odio e l’ira, prendono il posto dell’amore e del perdono.

Vi siete mai chiesti il perché in ogni guerra si è solito, quasi come una abitudine, sbagliare gli obiettivi, i bersagli militari, avendo a disposizione radar e nuove tecnologie sofisticate? E’ un’alchimia in uso nei raid aerei, quando con le bombe vengono lanciate armi chimiche come l’antrace, il napam, o fatti esplodere missili a lunga gittata  sfruttando la reazione di fissione di uranio o plutonio. Perché si finisce col colpire ospedali e scuole, facendo con un solo raid ad hoc piazza pulita di poveri innocenti?

La risposta di Simona non tardò ad arrivare, mentre io la guardavo fisso negli occhi.  Mi rispose con una luce negli occhi  irradiata da un dolcissimo sorriso: “Devi sapere che Dio ama i suoi figli tutti allo stesso modo, tutti, proprio tutti. Muoiono da sempre innocenti per poter riscattare i peccati  dei propri carnefici ed aguzzini. Se così non fosse, non potrebbero mai godere del Regno di Dio! Avete capito bene, il peccato viene eliminato, perché degli innocenti si sono “immolati” con la loro morte,  col fine di perdonare i peccati dei loro carnefici.
Cristo è morto sulla croce per riscattare i nostri peccati. La sua vita è stata un continuo insegnamento, sino alla sua morte, che ha riscattato tutti i nostri peccati. Si immola un innocente, non un ladro o comunque uno  che ha commesso omicidi in serie! Dio stesso chiese ad Abramo di sacrificargli l’unico suo figliolo. Ma non era sua intenzione. Mise alla prova l’amore di Abramo. L’uomo ottiene benedizioni da Dio per mezzo della sua sincerità ed obbedienza. L’esempio che mi piace ricordare sta nella parabola del “Figliol Prodigo”.

Lui è quel padre amorevole che aspetta tutte le notti che da lontano possa scorgere finalmente la figura di quel figlio scellerato, che pensa ormai di aver perso per sempre. Quel figlio che non ha mai fatto nulla di buono,  anzi, ha sperperato tutti gli averi che aveva preteso con ostinazione e rabbia dal padre, causando la rottura anche con il fratello maggiore, che si rompeva la schiena per aiutare il padre nel duro lavoro dei campi, col bestiame e ovunque ci fosse bisogno della sua forza lavorativa.
L’amore infinito di un buon padre, sa cancellare il passato, sa andare oltre col perdono, quel perdono che non conosce compromessi  ma solo commiserazione gioiosa. Quando il padre venne a sapere che il figlio più piccolo si era ridotto alla miseria più assoluta, divenendo uno straccione mendicante, che per sfamarsi era costretto a rubare il cibo destinato ai maiali o ad altri animali da cortile. In cuor suo era tale l’avvilimento che provava  per quanto aveva causato alla sua famiglia che temeva di ritornare a casa,  dove avrebbe avuto tutto, un bagno, del buon cibo e un letto dove ristorarsi dalle fatiche.
Una notte fece finalmente ritorno a casa…
Il padre lo vide da lontano e lo riconobbe e gli corse incontro, non sbarrò la propria abitazione… E quando il figlio si getta ai suoi piedi implorando il suo perdono, il padre piange a dirotto dicendogli: “Avevo un figlio, ma l’ho perso, ma adesso per grazia del Signore ho ritrovato! Presto, ordinò alla servitù, gli si prepari un bagno caldo, gli si diano dei vestiti nuovi, e si faccia festa con un grande banchetto e del buon vino per tutta la notte. Perché ho ritrovato quel figlio che avevo smarrito!”.
Dio Padre Onnipotente è così, un Padre, vigile ed attento, colmo di Vero Amore per ogni suo figlio, nessuno escluso!

 

Josh Gullotta