Arrivò a casa distrutto e appiccicoso, l'umidità era devastante. Buttò le chiavi sul tavolo, posò la spesa sulla sedia, e si soffermò ad osservare la busta che aveva trovato qualche istante prima nella buca delle lettere. Ancor prima di aprirla, riconobbe la carta di riso striata e la calligrafia impeccabile. L'indirizzo era scritto con precisione dalla solita stilografica blu che, anno dopo anno, aveva condiviso con lei gioie, segreti, riflessioni.
Si dimenticò dei sacchetti da svuotare, della macchina da parcheggiare e della porta di casa aperta. Seduto sul divano aprì la lettera con delicatezza, come se tra le mani avesse la più preziosa e fragile delle creature, ed iniziò a leggere:

 28 Agosto 2018 -  ore 00:01
Ci siamo, mezzanotte e un minuto. Non è più il mio compleanno. Come sempre accade, fino al giorno prima il mio compleanno è una data sul calendario, poi il 27 Agosto arriva, ed inevitabilmente tutto si trasforma in una giornata diversa. Questa mattina mi hanno lasciato dormire, che meraviglia! Quando ho aperto un occhio, ho buttato uno sguardo appannato al cellulare, per capire che ora fosse. Ho visto il numero di messaggi WhatsApp ed ho realizzato che era il mio compleanno....
Mi piace ricevere gli auguri, mi piace da morire!  E non importa se sto crescendo troppo per considerare questa giornata alla stregua di una festa nazionale. Adoro vivere ed oggi per me è la celebrazione di tutto quello che ho, che ho avuto e che avrò: tutte le persone che ho incontrato ed avuto il privilegio di ospitare nella mia strampalata vita. Facebook, WhatsApp, tutta la tecnologia possibile, oggi è riusciti a ridurre le distanze, anche gli amici più lontani mi hanno raggiunto.
Sai, avrei voluto ringraziare tutti, uno per uno, raccontare ad ogni persona che immagine mi è apparsa, che ricordo mi è tornato alla mente nel ricevere tutti quegli auguri. Perché ogni persona ti posso assicurare, Amico mio, è uno splendido momento di vita. Mi piacerebbe poter rincontrare tutti insieme, come accadeva da ragazzi, ti ricordi le nostre feste?  In riva al mare, magari con un fuoco vicino, una birra fresca e una chitarra.
Passare la nottata a filosofeggiare dei grandi misteri della vita, perché, con gran parte delle persone che oggi mi hanno fatto gli auguri, le parole, hanno accompagnato notti interminabili ed albe inaspettate. Pensieri, progetti, danni, risate, lacrime che hanno lasciato il segno, anche ora che la vita è cresciuta, è avanzata, si è incasina, talvolta si è attorciglia su stessa.

Anche quest'anno, ancora e sempre, confermo con forza la mia passione per questo meraviglioso mistero che è l'esistenza. Il merito è tutto di chi fa parte di questa complessa e coloratissima trama, da sola non sarei così felice, ma un paziente di un psichiatra. Ah, ah, ah! So che stai ridendo con me e che stai pensando: "Hai proprio ragione, siamo sempre due pazzi mattacchioni!"
"Era vero, stava ridendo. Due folli, innamorati della vita, che si erano trovati e salvati più volte. Poi, riprese a leggere: " Tempo fa mi ha detto: "Tu sei forte, lo sei sempre stato." Non è vero Amico mio, io non sono forte, io so di non essere solo, è questa la mia grande forza. Ho la certezza che se in piena notte chiedessi aiuto, molte persone non esisterebbero a correre. Ovviamente tu per primo. La mia forza è nella fiducia che ho in quelle persone.
Volti nuovi sono entrati nella mia "famiglia" nell'ultimo anno, persone speciali che hanno reso momenti complessi meno difficili. Voci di chi non ho mai conosciuto personalmente mi hanno reso parte di un sogno condiviso colmo di speranza, dato nuova forza per impegnarmi in "ciò che è giusto".
Nuove conoscenze hanno risvegliato il senso di responsabilità e passione civile. Colleghi, hanno reso le giornate di lavoro meno impegnative. Calici di buon vino rosso, hanno accompagnato parole dette, scritte e condivise con chi ha la pazienza di leggere le mie ingenue e semplici "storie" o riflessioni.  Pensieri e parole, cosa ci serve di più? Tu che dici?
"Quindi il bilancio dei 41 è assolutamente positivo, ora tuffiamoci in questo 42 e vediamo quali sorprese sono nascoste dietro l'angolo. Mi manchi moltissimo caro amico, voglio tu sappia che sono sempre fortemente me stesso, come promesso. Ricordati di essere felice ogni giorno, buona vita!"
Rimasi per un attimo a fissare il foglio e poi scoppiai a ridere, con le lacrime agli occhi. Eravamo distanti migliaia di chilometri, divisi da un fuso orario di sei ore e vite costruite agli antipodi, eppure nessuno mi  era più vicino.
Mi voltai di scatto, per un attimo ebbi la sensazione di averlo accanto, con la sua risata rumorosa e contagiosa.

Richiusi la lettera. Mi diressi nello studio, aprì il primo cassetto della scrivania e da una scatola turchese tirai fuori carta da lettere e penna stilografica. Mi sedetti ed iniziai a scrivere: "Buona vita anche a te Amico mio...".