José Mourinho è ufficialmente sul mercato.

Lo " Special One" chiusa anzitempo e con qualche strascico non proprio piacevole l'esperienza al Manchester United è alla ricerca di una nuova avventura.

Solo che gli anni delle vacche grasse appaiono vicini alla fine e stavolta il "guru di Setubal" non è più la prima scelta per le big d'Europa.

Il Real dopo un timido sondaggio ha subito abbandonato la pista, pare che alcuni senatori delle Merengues, Sergio Ramos in testa, abbiano posto il veto, memori della difficile situazione creatasi nello spogliatoio blanco sul finire dell'anno secondo dell'era Mourinho, ed ha optato per il ritorno di Zidane.

Anche al Chelsea, nonostante la traballante situazione di Sarri, non ci sarebbero decisamente le condizioni per un Mourinho-ter, anche in considerazione del mercato bloccato e del ruolo predominante assunto dall'amministratrice delegata Marina Granovskaia,assai poco José-friendly.

Il City è saldamente nelle mani del suo grande nemico Pep Guardiola ed il Liverpool ha avviato un progetto di lungo periodo con Jurgen Klopp che proprio quest'anno potrebbe iniziare a dare i suoi sospirati frutti, visto che i Reds contendono la vittoria del titolo nazionale al City e sono ancora in corsa in Champions League.

Probabilmente è destinato a cambiare allenatore il Tottenham, con Mauricio Pochettino desideroso di una nuova esperienza, ma il club della comunità ebraica londinese non riscuote molto le simpatie del portoghese.

Il Psg ed Bayern, nonostante la precoce eliminazione dalla Champions League paiono intenzionati a dare fiducia rispettivamente a Thomas Tuchel e Robert Kovac.

Insomma i tempi potrebbero essere maturi per un ritorno di Mourinho in Serie A?

Le probabilità sono abbastanza alte e le squadre nostrane potenzialmente interessate a Mourinho diverse.

Innanzitutto l'INTER. Mourinho rappresenta per la piazza nerazzurra il simbolo di un'età aurea guardata con nostalgia e rimpianto.  Inoltre la lunga e non ancora del tutto sopita "querelle- Icardi" ha reso più che mai palese la necessità di un uomo forte in panchina, un allenatore che sia prima di tutto il leader del gruppo. Sebbene non al livello del City e del Psg la proprietà cinese è ricca e solida e a giugno terminerà definitivamente il Settlement Agreement stabilito dalla Uefa, inoltre  lo stesso Mou potrebbe fare un sacrificio economico per tornare in una squadra che gli è cara e dove sarebbe accolto da eroe. Tuttavia a sfavore di questa soluzione giocano il rischio di un "effetto minestra riscaldata" dal sapore malinconico con grandi aspettative non mantenute che sporcherebbero il ricordo del " leggendario Triplete" e la preferenza di Marotta per tecnici italiani. Uno su tutti Antonio Conte.

In seconda fila c'è la ROMA. Fino a non molto tempo fa parlare di Mourinho alla Roma sarebbe stato puro fantacalcio se non altro a livello economico. Tuttavia la mancanza di grandi alternative potrebbe rendere lo Special decisamente più Normal dal punto di vista delle pretese monetarie. E Pallotta per riconquistare la piazza in subbuglio potrebbe tentare l'all in con la doppietta Mourinho-Campos, dirigente portoghese grande amico di Mou. Possibili controindicazioni: innanzitutto l'arrivo di Campos è ancora tutt'altro che certo, ed in tal senso non è da sottovalutare la richiesta di Totti di un maggiore margine di manovra in società, cosa che entrerebbe in rotta di collisione con una tale scelta, ed infine non è scontato che Mourinho stesso al di là del rapporto personale con Campos sia disposto a fare quello che da molti sarebbe visto come un passo indietro nella sua carriera.

Da non sottovalutare neanche la JUVE. La "Vecchia Signora" siede ormai in pianta stabile al tavolo delle big continentali ed il rapporto con Massimiliano Allegri pare ormai giunto al capolinea, Champions o non Champions. A livello economico la Juve è sicuramente la squadra che potrebbe soddisfare maggiormente le pretese economiche dell'ex tecnico dello United, inoltre la dirigenza bianconera ha dimostrato di avere un progetto decisamente più affaristico che romantico e di fronte alla possibilità di ingaggiare uno degli autentici big della panchina potrebbe passare tranquillamente sopra alle dichiarazioni al vetriolo nei suoi confronti del periodo nerazzurro. Chissà però fino a che punto per Mourinho può valere la massima del "pecunia non olet".  Un ruolo decisivo in tal caso potrebbe giocarlo in senso negativo il rapporto di amore- odio con il connazionale Cristiano Ronaldo. I due non si sono mai del tutto chiariti dopo i contrasti dei tempi di Madrid e sebbene condividano lo stesso procuratore, il potentissimo Jorge Mendes, le frecciate reciproche nel corso di questi ultimi anni sono state numerose.

Last but not least c'è il MILAN. Ai tempi di Berlusconi sarebbe stato più facile vedere un asino volare che Mourinho al Milan ma ora i tempi paiono cambiati. La proprietà Usa ed il suo plenipotenziario Ivan Gazidis vorrebbero dare una svolta a 360° eaal club rossonero ed a livello mediatico ingaggiare l'allenatore- feticcio dei cugini-arcirivali sarebbe una prova di forza incredibile. Un sito insider chiamato "l'Oracolo Rossonero" ha lanciato proprio in queste ore la bomba di un possibile approdo dell' "Uomo di Setubal al Milan.

Chi scrive gradirebbe molto tale approdo ma lo vede di difficilissima realizzazione per svariati motivi. 

Innanzitutto la qualificazione alla Champions League è tutto fuorché certa, anzi la sconfitta dello Stadium l'ha resa decisamente complicata e senza Champions verrebbe meno una delle principali leve per convincere un tecnico di quel calibro a sposare il progetto Elliott. In secondo luogo il Milan è pesantemente attenzionato dall'Uefa ed anche un accordo stragiudiziale piuttosto vantaggioso con l'Organo di Controllo continentale renderebbe piuttosto difficile arrivare ad un tecnico che costa e fa costare come pochi altri.

La piazza rossonera poi è fra le più scioviniste e romantiche al mondo per cui una scelta del genere rischierebbe di suscitare critiche feroci. Conte nonostante il passato bianconero e lo scudetto "rubato" del 2012 può ancora essere tollerato in quanto italiano ed ex ct della nazionale ma Mourinho sarebbe decisamente troppo. Senza contare una scelta del genere potrebbe incontrare forti resistenze da parte di esponenti della Società quali Scaroni, uomo dichiaratamente vicino a Berlusconi, e lo stesso Maldini. Poi per Mourinho stesso varrebbe lo stesso discorso fatto per la Juve... Ok i soldi... Ok tornare al più presto in pista... ma a che prezzo?

Quo vadis Mou?

Dove andrà dunque Mourinho? Quale sarà la sua prossima squadra? 

A giugno, forse, la risposta.