Non scatta! Non c'è niente da fare, la scintilla tra Sarri e il mondo Juve sembra proprio non volerne sapere di scattare. Il rapporto tra Sarri e gli juventini risulta essere difficile.
Il Sarri uomo sembra non avere nulla a che fare con il mondo Juve, sia dal punto di vista estetico e comportamentale, sia per il suo passato e la sua orticaria ogni qual volta si parlava di Juventus.
La sua antipatia al mondo Juve non mai stata un segreto, e questo agli occhi del tifoso è un aggravante, e lo è sopratutto il fatto che il tecnico sembra non volerlo mai nemmeno nascondere o tentare di fare qualche passo verso i suoi nuovi tifosi, anzi fa l'esatto contrario, e così sembra che la storia d'amore tra lo spigoloso omaccione burbero e la sempre elegante Vecchia Signora, abbia un finale già scritto.
Anche Allegri arrivò tra lo scetticismo generale e insulti, anche in questo caso colpa del passato, ma la sua personalità, la sua autoironia la sua leggerezza, accompagnata ai risultati, hanno fatto ben presto ricredere i tifosi della Juventus e si è instaurato un rapporto, se non proprio di amore folle, sicuramente di grande rispetto.
Il saluto dello Stadium alla festa per l'ultimo scudetto vinto parla chiaro. Alla Juve poi i tifosi sono anche un tantino strani e pesanti, nel senso che vivono in un mondo dove, oggi, la Juve dovrebbe vincere e convincere ogni partita contro ogni avversario, altrimenti è fallimento. Non si considera più una giornata storta, una partita nata male, o più semplicemente la bravura e i meriti di un avversario che per quell'occasione è riuscito a metterti in difficoltà. Su questi parametri diventa chiaramente difficile poter essere sereni, obiettivi e cercare di analizzare davvero il momento della Juventus, il percorso della Juventus e ciò che probabilmente ci aspetterà. Se le basi sono queste, è ovvio che per Sarri non ci sarà mai un momento buono.
Molti si dimenticano la cosa più importante, e cioè che Sarri non si è presentato una mattina alla Continassa con una pistola e ha obbligato la Juve a metterlo sotto contratto. C'è stato un presidente che ha avallato una precisa scelta fatta da Paratici e Nedved, che conoscendo Sarri, sia come allenatore che come uomo, hanno pensato e deciso che fosse l'uomo e l'allenatore giusto.
Ma giusto per cosa? Per far giocare bene la Juve? Assolutamente NO, nessuno mai in società ha detto una cosa del genere, è stata detta solo ed esclusivamente da giornalisti e opinionisti, ma alla Juve questo non interessa, e i tifosi devono capirlo in fretta. È stato scelto per vincere la Champions? Nemmeno, a Torino sanno che una competizione come la Champions è difficile e difficilmente programmabile, nelle fasi dentro o fuori basta un dettaglio un episodio per tornare a casa (per informazioni chiedere a Guardiola) e quindi nella mentalità sabauda pratica di casa Juventus si bada al sodo e a ciò che si può ottenere con il lavoro, cioè lo scudetto, l'ossessione è solo dei tifosi.
La Juve non è né il Real Madrid né il Barcellona, che vengono costruite esclusivamente per la Champions, e usano la Liga come allenamento, tanto il loro valore e gap con le altre fanno si che ad anni alterni lo vincono lo stesso, tranne qualche invasione di Simeone.
La Juve vuole lo scudetto sempre e comunque, non importa se sono otto, nove o dieci, l'importante è che ci sia e che non sia lasciato ad altri, quest'anno men che meno all'Inter di Conte e Marotta.

Quindi perché è stato preso Sarri?
Semplicemente perché dopo cinque anni di Allegri le strade da percorrere per tenere alto il livello di stimoli e di fame della squadra erano due. La prima, la rivoluzione tecnica chiesta da Allegri che precedeva cessioni importanti e altrettanti acquisti per ridisegnare la squadra, o la seconda, cambiare allenatore e sperare che la nuova guida tecnica portasse nuova linfa. E la Juventus ha scelto la seconda. Non c'è stata la volontà di cambiamento radicale, altrimenti non si sarebbe riportato a casa Buffon a fare da chioccia, non si sarebbe inserito Barzagli nello staff di Sarri. Solamente un cambio di guida, che dovrebbe continuare ad ottenere risultati senza stravolgere niente.
Questo è stato il motivo. Che Sarri sia stato la prima la seconda o la terza scelta poco importa, la Juve ha fatto una squadra e a Sarri l'ha consegnata, punto.
A Sarri gli si possono imputare molte cose, soprattutto comportamentali, ma dal suo integralismo tattico si è spostato e si sta spostando parecchio per adeguarsi alla rosa a disposizione, se poi non sarà in grado di gestire la squadra e di instaurare un rapporto di fiducia e rispetto coi giocatori, allora la società ne prenderà atto.
Ma non è tutta sua la responsabilità.
La domanda che mi faccio è... perché la Juve ha preso Sarri come allenatore se non era sua intenzione di cambiare realmente? La Juve è un'orchestra sinfonica e non può essere guidata da un musicista rock. Non è nelle sue corde, non è nella sua storia. Ho la sensazione che questa storia, quella tra Sarri e la Juventus, finisca come quella quella tra Ancelotti e la Juventus. Un'altra storia d'amore mai sbocciata e tutt'ora non ancora ben digerita da entrambe le parti. Personalmente mi auguro che il mister, trovi le chiavi adatte per entrare nei nostri cuori (ne dubito) o che almeno abbia qualla fortuna di ottenere ciò che gli altri, prima di lui non sono riusciti. Per il resto, sono realista e consapevole che tifare Juve vuol dire che vincere molto, in Italia, essere tra le migliori in Europa, ma non saremo mai gestiti, tecnicamente parlando, come il Milan di Berlusconi. Dove si programmava e gestiva una squadra con l'idea di dominare l'Europa attraverso il bel calcio.
Non sto dicendo che sono deluso o altro, ma più semplicemente sono realista, la storia parla per noi.