Ci sono momenti nella storia del calcio, che rimangono impressi nella storia e nella memoria delle persone che li vivono. Una Coppa dei Campioni alzata al cielo per esempio, una Coppa del Mondo, o anche più semplicemente un piccolo trofeo nazionale. Poi però di momenti ce ne sono anche altri, quelli che non portano in bacheca trofei e soldi, ma solamente una serata da ricordare e sopratutto raccontare, e chissà, forse prestigio, onore.
Uno di quei momenti, per me che sono laziale, riguarda la stagione più bella che la mia squadra abbia disputato negli ultimi anni: la 2017-2018, di preciso però, la partita all’Allianz Stadium contro una Juventus ancora fiera di un record casalingo di imbattibilità. Record che la “banda Inzaghi”, da lì a qualche ora avrebbe distrutto per sempre, entrando nella storia.

Davide contro Golia

Esattamente due anni fa, una Lazio partita nel migliore dei modi, affrontava una Juventus fermata solamente da un due a due contro l’Atalanta a Bergamo. Loro avrebbero sicuramente voluto vendicare il goal al 93° di Murgia, che appena tre mesi prima aveva assegnato alla Lazio, un’altra Coppa Italia, a discapito dei bianconeri; mentre i biancocelesti, sconfitti solamente dal Napoli per 1-4 (risultato estremamente bugiardo), volevano mantenere il buon avvio di stagione.
Davide contro Golia insomma.
Confrontando le formazioni, sulla carta non doveva esserci storia: Strakosha da una parte, Buffon dall’altra: Radu, Bastos e De Vrij contro Chiellini e Barzagli; Khedira e Matuidi contro Leiva, Milinkovic e Parolo; Douglas Costa, Higuain e Mandzukic contro Immobile e Luis Alberto. Valori non proprio uguali, una rosa di campioni contro una rosa composta da qualche campione. La squadra di Simone Inzaghi era inoltre arrivata a quella sfida con addosso parecchie attenzioni: aver rifilato quattro goal al Milan del “un acquisto al giorno” e altri sei al Sassuolo, aveva incuriosito tutti gli addetti ai lavori, che comunque, si aspettavano adesso una vera e propria carneficina. Quella squadra così offensiva e spregiudicata, mai sarebbe riuscita a contenere i pretendenti al titolo.
E invece, così non è stato.
Nel primo tempo tutto sembra andare “come dovrebbe andare”: Douglas Costa porta in vantaggio i padroni di casa su una respinta di Strakosha. La Lazio difende e attacca in contropiede quando si presenta l’occasione, ma la Juventus va vicina anche al raddoppio con una gran botta di Khedira che Strakosha riesce a deviare. Ci si mette poi anche Strakosha, che rinviando un retropassaggio di Lucas Leiva, trova invece il corpo di Higuain, con la palla che sbatte prima sulla traversa, e poi sulla linea, tenendo ancora in vita i biancocelesti. Nel secondo tempo si riapre inaspettatamente il match: in contropiede Luis Alberto manda in buca Immobile, che davanti a Buffon non sbaglia e riapre i giochi. La Juventus avrebbe anche la possibilità di ristabilire subito le gerarchie, ma Higuain spara dritto sul petto del portiere avversario. La Lazio ora cresce e sopratutto, ci crede: Milinkovic-Savic colpisce ancora una volta il punto debole della difesa avversaria: imbuca Immobile, bravissimo a farsi trovare al posto giusto al momento giusto, e poi davanti a Buffon, si procura un calcio di rigore che poi non sbaglia. È uno a due per Davide, Golia ora è sotto.

Quando i battiti si fermano

Ferito nell’orgoglio, Golia (la Juventus) ha scatenato tutta la sua furia, trovandosi però davanti a se un avversario che stava giocando più con il cuore che con la mente: dettaglio che alla fine ha fatto la differenza. Le cose sarebbero potute di nuovo cambiare con una sassata da fuori di Paulo Dybala, ma il palo gli ha negato il goal. Alla Lazio invece è capitata anche l’occasione per chiuderli, i giochi, ma come detto prima, giocare con il cuore piuttosto che con la testa, ha anche i suoi svantaggi: Caicedo non riesce a rimanere lucido, sprecando un’ottima palla goal che Buffon riesce cosi a parare senza grossi problemi. La Juventus continua ad attaccare alla ricerca di un disperato pareggio, buttando la palla nell’area biancoceleste nella speranza di trovare qualche disattenzione difensiva, che negli ultimi minuti arriva proprio grazie a Patric, che per recuperare un pallone, si getta con le gambe a martello contro il subentrato Bernardeschi: l’arbitro non può far altro che concedere un altro penalty, questa volta ai padroni di casa.
C’è un momento in ognuno di noi, in cui la paura la fa da padrone, e tutto intorno a noi sembra bloccarsi, come se il mondo si fermasse per qualche secondo, cuore compreso. Quando Dybala parte per prendere la rincorsa e calciare quel pallone cercando di battere Strakosha, gambe, cuore e cervello di ogni tifoso laziale, si fermano completamente, e ogni attimo, ogni passo dell’attaccante argentino, diventano eterni, come se durassero ore.
Destro, Sinistro, destro, e poi quel “piattone” di sinistro che Strakosha indovina e respinge con tutte le forze, per la gioia di un laziale vero come Stefan Radu, quasi in lacrime per l’emozione.
Quella di esattamente due anni fa, non è stata una partita come le altre, Juventus-Lazio del 14 ottobre 2017 è stata la partita in cui Davide ha battuto Golia, riuscendo in un’impresa che finora, nessuno aveva mai portato a termine.
Nessuno tranne la “banda Inzaghi”.