E' da qualche giorno che va di moda il tormentone "oh, insensibile" oppure "spazzatura al posto del cuore" o ancora "fruttino-patatine-dolcino-ecc..." e chi più ne ha più ne metta.

Ora, che l'italiano medio sia un povero inculturato, frustrato e con complessi di inferiorità perenni non lo scopriamo certo oggi. Ma credo che a tutto ci sia un limite. In una settimana su 10 commenti presi a caso la metà sono su questa lunghezza d'onda: "Oh... insensibili rovesciate...", "Che classifica insensibile..", "ARBITRI INSENSIBILI", "Il guardalinee ha un bidone di spazzatura al posto del cuore..." e via discorrendo, su qualunque argomento, su qualunque squadra. 

Il dato sensibile è che anche la barzelletta più bella del mondo fa ridere la prima volta, se raccontata 10 volte non fa più ridere nessuno. Dopo 100 volte ti viene la nausea, alla milionesima ti viene voglia di prendere la rivoltella e di fare una strage. C'è una bella differenza tra uno sfottò e una forma virale di sottosviluppo mentale che infetta una percentuale elevata di tifosi. La stessa cosa dicasi per tutti quelli che a distanza di lustri continuano a ripetere in ordine sparso:

"Fuzza Inda", "Scudetto all'Inda", "...è finita", "Gigi alzala", "Passiamo alle cose formali" e altre che non mi vengono in mente né voglio ricordare.
NON-FA-RI-DE-RE
Pochi giorni fa mi è balzato agli occhi un articolo su questo sito in cui un avvocato partenopeo chiedeva la ricusazione del giudice perché di fede juventina. Ho commentato in questo modo: La biologia afferma che l'uomo discende dalla scimmia, un'evoluzione che ha impiegato alcuni milioni di anni per compiersi. Quello che i libri di storia non dicono è che oggi si sta assistendo al percorso inverso, con la differenza sostanziale che il passaggio da uomo a scimmia non si realizzerà in milioni di anni, ma in un tempo molto più breve.

Mi sono sbagliato: ormai non si tratta più di distinguere gli uomini dalle scimmie, ma di salvare quel poco che resta della razza umana dall'estinzione.