Nell'articolo di presentazione dell'annata 2020/2021 del Pescara Calcio, in merito al campionato di Serie B, dal titolo: "Oddo disc 2.0: nuova musica biancazzurra" scrissi che se Oddo fosse riuscito a valorizzare i giovani in rosa, questo Pescara avrebbe potuto stupire, altrimenti si rischiava di fare un campionato da brivido come quello dell'annata scorsa, dove il Pescara riuscì a guadagnare la salvezza solo ai play out contro il Perugia, riuscendo così a conservare la categoria e a mantenersi in Serie B. Putroppo le cose sono andate così, ovvero male. Il Pescara ha deluso in questo inizio di annata, ha vinto una sola volta, contro il Cittadella 3 a 1 con doppietta dell'attaccante colombiano Ceter, e gol di Vokic, e pareggiato una volta 0 a 0 contro il Chievo Verona, Negli altri match ha sempre perso. Dopo 9 giornate così il Pescara ha deciso di esonerare Massimo Oddo e chiamare alla guida del delfino biancazzurro Roberto Breda, ex tecnico del Livorno tra gli altri.

Massimo Oddo ha fatto male in questa sua nuova avventura alla guida della squadra della sua città. Il tecnico pescarese ha creato confusione con tanti cambi di modulo. Ha usato la difesa a 4, poi la difesa a 3, ha giocato con il 4/2/3/1, con il 4/3/1/2, 3/5/1, 3/4/2/1, 3/4/1/2. Troppi cambi di schemi. Non si può passare alla difesa a tre a quella a quattro in un batter d'occhio. La difesa a tre richiede movimenti diversi e modo di occupare il campo, ripiegare e quant'altro, divergenie rispetto alla difesa a quattro. Al tempo stesso è vero che una squadra deve essere camaleontica e avere più modi di giocare per essere meno prevedibili, magari anche essere capace di cambiare modulo a gara in corso, ma comunque bisogna avere le idee chiare e lavorare su un modulo, massimo due, ma che siano come filosofia non lontanissimi nelle idee di gioco. Avere un modulo titolare e un modulo di riserva, ma il 4/2/3/1 è un altro mondo rispetto al 3/5/1 per esempio. Il modulo deve essere sempre adattato ai calciatori che ci sono a disposizione. E' anche vero che il Pescara ha avuto diverse assenze e Oddo non ha potuto lavorare con la rosa al completo per plasmarla come meglio avrebbe voluto.

Il Pescara è ultimo in classifica e la società ha deciso per il cambio di tecnico per provare a dare una scossa. Oddo doveva dare più continuità ad un modulo. Il Pescara ha dei giovani di valore che devono mettersi in mostra e vanno valorizzati. Solo valorizzando questi giovani che sono la quasi totale ossatura della squadra, il Pescara potrà salvarsi. Per fare questo è stato chiamato Roberto Breda, che deve essere pronto da portare subito alla riscossa la squadra. Il Pescara per salvarsi deve lavorare da mestierante con la bava alla bocca e spirito di sacrificio. Solo se non si vorrà strafare ma si resterà con i piedi per terra consapevoli della propria realtà, si potrà raggiungere il traguardo prefissato, ovvero la permanenza in Serie B.

Chi scrive personalmente avrebbe optato per un vecchio lupo di mare come Bepi Pillon, ex già del Pescara, con molta esperienza in cadetteria o anche Zdenek Zeman, che ormai sembra aver chiuso la carriera da coach, oppure per un giovane tecnico di nome, ovvero un tecnico che è stato un grande campione ad alti livelli, anche per dare entusiasmo alla piazza come Gianfranco Zola o Pierluigi Casiraghi, ma che hanno comunque già qualche esperienza alle spalle. E Breda in che categoria rientra? Molti ricorderanno Roberto Breda come un centrocampista tecnico molto abile nel tirare i calci di punizione, soprattutto nella Salernitana, ma è stato anche calciatore tra le altre anche nella Sampdoria, Parma, e Genoa. E  ha vinto da calciatore 2 coppe Italia con la Sampdoria, 1 coppa delle coppe con la Sampdoria, 1 campionato di Serie B con la Salernitana e un campionato di C2 con l'Ospitaletto, club da dove ha iniziato la sua carriera da calciatore. Ebbene, Breda può rientrare in una categoria forse simile a quella del tecnico esperto di cadetteria. Classe 1969, nato a Treviso, è una scelta che può essere definita come un rischio calcolato. Ha iniziato come tecnico della Reggina primavera, poi promosso in prima squadra al posto dell'esonerato Ivo Iaconi, ex tecnico del Pescara, e lo ha portato alla salvezza in Serie B. Ha portato la Salernitana a fare i play off in Lega pro poi persi in finale contro il Verona. Con la Reggina torna succesivamente e dopo essersi presi e lasciati e poi ripresi, fu esonerato, nel 2012 porta la Reggina al decimo posto. Nel 2012/2013 fallisce la sua esperienza nel Vicenza e viene esonerato. Nel 2013/2014 porta il Latina neopromosso a fare i play off poi persi in finale contro il Cesena subentrando a settembre all'esonerato Gaetano Auteri. Dopodichè nell'Ottobre 2014 torna ad allenare il Latina dopo essersene andato ma viene esonerato con la squadra in lotta retrocessione. Nel 2015/2016 fa un dodicesimo posto con la Ternana. L'anno dopo fa male in Serie B con l'Entella e viene esonerato dopo aver fatto un punto nelle ultime cinque partite. Va a Perugia nell'Ottobre 2017 al posto di Federico Giunti, ma anche qui viene esonerato. Nel novembre 2018 viene chiamato ad allenare il Livorno al posto di Cristiano Lucarelli e riesce a salvarla e per un punto evita i play out. Viene esonerato successivamente dal Livorno per cattivi risultati, richiamato nel febbraio 2020 al posto di Paolo Tramezzani e nuovamente esonerato  l'8 marzo 2020 dopo una sconfitta nel derby contro il Pisa.

Da tutto ciò si deduce che Breda è un tecnico che deve rilanciarsi dopo l'esonero di Livorno. Con lo stesso Livorno tuttavia è riuscito ad ottenere una salvezza in una situazione molto più delicata di quella che troverà a Pescara. Anche con la Reggina e la Ternana ha fatto buoni campionati di B riuscendo a mantenere la cadetteria senza molti affanni. Forse sarebbe stato meglio puntare su un tecnico più esperto di Breda, che comunque non è l'ultimo arrivato e in cadetteria ne ha vissute di cotte e di crude. Si è già salvato e sa come si fa. Speriamo che Daniele Sebastiani, Repetto e Bocchetti ci abbiano visto giusto. E' un rischio ma non è una scelta suicida. 

Per quanto riguarda Massimo Oddo, che dopo l'esonero ha commentato sul suo profilo twitter citando una frase di Pirandello che dice: "nel lungo tragitto della vita troverai molte maschere e pochi volti" si spera che il tecnico, che è giovane, classe 1976, possa quanto prima trovare riscatto su un'altra panchina. Udinese, Crotone, Perugia, Pescara, Massimo Oddo viene da stagioni thriller e da brividi dove è andato male nelle squadre che ha allenato. Deve fare tabula rasa, magari osservare allenamenti di qualche top coach, assorbire, migliorare nella gestione del gruppo, nel saper leggere meglio le situazioni, nell'avere idee più chiare e migliorare nel motivare ancora di più gli uomini che sono a disposizione. Anche aggiornarsi, e cercare di riuscire ad avere annate positive, anche perchè realisticamente, se Oddo dovesse fallire nuovamente in panchina, sarà sempre più difficile trovare un club che gli dia nuovamente fiducia. Già adesso è una sfida, tuttavia Oddo è giovane e possono palesarsi ancora nuove possibilità in panchina per lui all'orizzonte.

Sebastiani sostiene che questo Pescara sia più forte di come sia stato fino ad adesso e sono d'accordo con lui. Ci sono elementi esperti della categoria e molto competitivi per essa come Fiorillo, Balzano, Memushaj e Galano ma anche giovani molto interessanti che possono emergere in biancazzurro come Maistro, Raul Asencio, Ceter, Bellanova, Guth e altri. La Rosa del delfino non sembra sprovvista di risorse umane che possano condurre alla salvezza. La chiave di svolta c'è e sta nel recuperare Galano del tutto e nel riuscire a valorizzare le giovani promesse in rosa. La squadra deve essere umile e determinata, pret a porter, anzi Breda a porter, pronta da portare alla salvezza. Con spirito da mestierante e grinta di chi sa che non può più sbagliare. In preda al panico, o meglio in Breda al panico, il Pescara deve guadagnarsi la pagnotta senza troppi fronzoli.
La salvezza è una mission difficile, ma non impossible.