In questi anni non ho mai discusso le qualità di Ivan Perisic, giocatore di grande forza e destrezza capace di giocare molto bene sull'esterno.   
Se la squadra in questi anni è tornata a giocare la Champions League è stato anche per merito dei suoi goal e dei suoi assist. Giocatore da esterno nel 4-2-3-1, poco si conciliava con  lo schema di Conte.
Infatti Perisic la scorsa stagione è andato al Bayern Monaco e non è rimasto nella squadra nerazzurra. Ma quest'anno è rimasto e piano piano si è  adattato al 3-5-2 diventando un titolare fisso. Più che la fase offensiva, il croato si è dedicato alla fase difensiva: basti ricordare le partite del girone di ritorno contro Lazio e Milan: Lazzari e Calabria annullati completamente.   

Come Eriksen è entrato a pieno regime nella seconda parte del campionato. Nella prima parte ha fatto fatica cosi come Young. Adattarsi a un nuovo modulo non è facile, ma Perisic piano piano si è calato nella parte e ha fornito buone prestazioni che hanno permesso all'Inter di rafforzare anche quella fascia.  

Cosi come con Eriksen, anche con Perisic il lavoro di Conte è stato più mentale che tecnico. Lo scudetto passa anche dal sacrificio e dalla corsa di giocatori mentalizzati e pronti a difendere per rendere solida la squadra.
Mentalizzato. 

Bassano Giancarlo.