Milano Casa Milan, Via Aldo Rossi, 5 giugno 2019 ore 21.

L'amministratore delegato rossonero Ivan Gazidis è chiuso nel suo ufficio. Dopo aver consumato una cena frugale a base di pollo e insalata si accinge a telefonare. Dall'altro capo della cornetta c'è Paolo Maldini, direttore tecnico rossonero in pectore: "Allora Paolo qui il tempo stringe! Ci serve un direttore sportivo entro 48... Hai già scelto?". Maldini nel frattempo è seduto nel terrazzo della sua villa sul lago di Como che sorseggia con voluttà un cocktail analcolico alla frutta: "Ciao Ivan... Ancora non ho fatto una scelta definitiva però ho in mente una rosa di 6/7 nomi da cui poi fare la scelta definitiva...". Gazidis sospira. Però forse tutto sommato non tutti i mali vengono per nuocere. Il fatto che non ci sia ancora un candidato forte gli consente margini di manovra in più per proporre i suoi di candidati: "Dunque Paolo che ne dici di Luis Campos? Si potrebbe trovare una soluzione per non pestarvi i calli! Lui potrebbe lavorare per il Milan da Montecarlo così a Milanello lo vedresti poco, e tu avresti comunque l'ultima parola sui giocatori che propone...". Paolo inizia a spazientirsi: "Ivan ma mi prendi per i fondelli?! Ti ho già detto lunedì che la condizione indispensabile per accettare l'incarico è che Campos se ne stia dov'è! Altrimenti faccio come Leonardo e ti lascio in balia dei tifosi inferociti!". Altro sospiro di Gazidis, stavolta di rassegnazione, ma il sudafricano non si da per vinto: "E di Sven Mislintat cosa ne pensi? Era il capo scouting del "Borussia delle meraviglie" di Klopp, quindi direi che di giovani se ne intende no? Inoltre a differenza di Campos non è legato ad un procuratore in particolare...". Maldini scuote la testa: "No Ivan, non va bene. È troppo lontano dalla realtà italiana. E poi con quel nome impronunciabile... i giornalisti uscirebbero di testa... No non va bene! Io stavo pensando a Tare, in fondo è un profilo che somiglia parecchio a quello di Campos, però è più pane e salame, più legato alla realtà italiana. E poi dopo aver sopportato per dieci anni Lotito deve avere le spalle belle larghe! Sarebbe perfetto!". Ivan si lascia andare ad un sorriso amaro: "Eh lo so! Tare piace molto anche a me! È bravo a fare mercato con quattro spiccioli ed è in ottimi rapporti sia con Mendes che con Raiola ma è impossibile da liberare. All'ultima riunione di Lega Calcio ho provato ad entrare in argomento con Lotito e mi ha subito minacciato! Ha detto che se solo proviamo a contattarlo vende Milinkovic-Savic all'Inter per soli 30 milioni! Non possiamo permettere che succeda una cosa del genere. Ci faremmo la figura dei polli in mondovisione! Per cui di ciao ciao a Tare! Piuttosto che mi dici di Bigon?". Maldini scuote la testa: "Ci conosciamo da una vita... i nostri padri erano amici... Bravissimo ragazzo, elegante educato, poliglotta ma non particolarmente brillante. E poi al Napoli comprava solo stranieri, mentre da noi al Milan avere molti italiani è essenziale. No, mi dispiace per Riccardo ma decisamente no! E non ti azzardare neanche a proporre Sabatini eh! A parte che si fuma 60 sigarette al giorno per cui dovremmo girare per Casa Milan  con la maschera antigas! Poi ha un carattere del cavolo è troppo lunatico! Se gli boccio un giocatore e lui per dispetto molla baracca e burattini e se ne va come ha fatto all'Inter? Poi non è neanche stato bene di salute per cui credo stia cercando piazze meno impegnative... Io poi in realtà pensavo ad un ex giocatore del Milan... Purtroppo Costacurta preferisce fare l'opinionista a Sky però ci sono Albertini e Boban disponibi. Che ne pensi?". Stavolta è Ivan ad alterarsi: "Sei serio o stai scherzando? Ti ho dato carta bianca ma adesso non esagerare! Serve una figura esperta che conosca il mestiere! Il Milan non deve diventare il rifugio dei tuoi amici disoccupati! L'era dei dilettanti allo sbaraglio messi lì solo per lo slogan 'il Milan ai milanisti' anche basta! No e poi no!".

L'ex numero 3 è pronto a sfoderare il suo asso nella manica: "In realtà un nome forte ce l'avrei, ma volevo lasciarlo per ultimo. Si tratta di Giovanni Sartori, il DS dell'Atalanta, con i giovani italiani è il non plus ultra e noi dobbiamo avere molti giovani italiani. E' quello che ci chiedono i tifosi! Con Conte punteranno sugli italiani persino i cuginastri! Non possiamo essere più esterofili di loro. Poi per gli acquisti fuori c'è Moncada. Visto che è stato il suo maestro può anche chiedere sottobanco qualche consiglio al vostro amico Campos. Purché non si tratti di spendere troppo e non siano attaccanti che dobbiamo lanciare definitivamente Cutrone! Sartori è perfetto è il lui il nostro uomo Ivan, dammi retta!". Gazidis scuote la testa. Non è per niente convinto. Lui vorrebbe un profilo internazionale non quello che ha rischiato di non prendere in prestito Pasalic, l'ultima delle riserve, perché non sapeva che Marina Granovskaia fosse la Ceo del Chelsea e non la segreteria di Abramovic! 

Nel frattempo a Como si è improvvisamente levato un forte vento. La conversione diventa disturbata. Paolo prova ad insistere per Sartori: "Dai Ivan davvero perché non Lui?" Poi la comunicazione si interrompe definitivamente. Gazidis finalmente sorride! Il DS è stato trovato! Anche se la comunicazione era un po' disturbata per via del vento Maldini ha fatto centro! Con quel "Perché non Rui?" ha detto il nome giusto, quello vincente! Rui Costa è perfetto! È un ex giocatore del Milan come piace a loro, lavora già da anni come DS al Benfica dove giovani e plusvalenze sono il pane quotidiano. E l'essere portoghese aprirebbe scenari davvero interessanti... Ivan non sta più nella pelle! Clicca con impazienza il bottone per contattare il centralino: "Signorina per favore chiami prima di subito la sede del Benfica e chieda di Manuel Rui Costa! E mi raccomando acqua in bocca con tutti fino a venerdì sera!".