Piove copiosamente su Milano, sponda rossonera, e in quasi tutta la Lombardia. Il Milan di Pioli è inzuppato fino al collo. Alla fine n’è valsa la pena, eh già, nonostante il meteo avverso. Un buon Milan sconfigge un modesto Bologna per due reti a zero. Il mattatore dell’incontro è sempre il buon vecchio IBRA, ormai una certezza. A questo punto, alla prima di campionato, il Milan si candida come favorita per la vittoria dello scudetto insieme a Inter, Juventus, Napoli, Lazio e Atalanta. Ovviamente Covid-19 permettendo, visto la recente positività di Zlatan Ibrahimović. Ma il ragazzo ce la farà e tornerà più forte di prima.
I tifosi del Diavolo sognano a occhi aperti. E noi li lasciamo sognare. In fin dei conti non costa nulla. È tutto gratis offre, per adesso, Mr. Pioli l’uomo della provvidenza.
Al contrario l’Inter di Antonio Conte è all’asciutto, al sicuro, ad Appiano Gentile. Si racconta che l’allenatore salentino e i calciatori interisti non avessero un ombrella. Perché altro, onestamente, non mi spiego. Non chiedetemi il motivo per questa grave dimenticanza. Anche perché in Italia c’è chi sta peggio degli interisti. Ad esempio? La squadra giallorossa è stata sconfitta a tavolino, 3 a 0, per aver schierato contro il Verona l’inutile Diawara. Aspettando il ricorso della società capitolina noi ci accolliamo il danno perché, ahimè, il tifoso della Roma non può fare altro che soffrire. Che dramma sportivo per i lupacchiotti del nuovo Presidente Dan Franklin. Se il buon giorno si vede dal mattino, allora sarà una altra stagione di sofferenza per i giallorossi. Peccato un'altra occasione persa per il riscatto.  L’ennesimo calvario per una squadra in cerca d’autore da una vita.  Lasciamoci alle spalle i pensieri negativi. Talvolta nella vita è meglio soprassedere per non soffrire più del dovuto. Per fortuna il Segretario Generale della Roma, Pantaleo Longo, si è dimesso dalla carica dirigenziale. Per default è sicuramente tutta colpa di Pallotta perché non faceva sentire la sua presenza a Trigoria.  Per dirla tutta, fino in fondo, prima del fattaccio anche io non sapevo nemmeno che la Roma avesse un Segretario Generale. Tranquilli tifosi della Lupa perché, per fortuna, non è questa la notizia peggiore del giorno. Mi faccio forza sebbene sia molto turbato dalle dimissioni di Longo. Come faranno i lupacchiotti senza Pantaleo? Ce ne faremo una ragione perché siamo morti dentro metaforicamente dopo il ritiro di Francesco Totti. Difatti, ahimè, da un paio di anni a questa parte faccio tanta fatica a digerire. Mi tengo tutto dentro. Sono diventato taciturno e la mia compagna mi deve tirare fuori le parole con il cucchiaio. Di contro il meteo non mi aiuta di certo. L’Autunno è ormai sull’uscio di casa. Ciao, ciao Estate ci vediamo alla prossima Estate. Con un occhio (perché l’altro è rimasto a casa al calduccio sotto le coperte) miro la classifica di VxL. Perché? Perché? Perché l’Inter non ha giocato? Non ci posso credere. Non ne comprendo proprio il motivo. Sono diventato troppo negativo.  Alla mia età non metabolizzo più la delusione come facevo una volta; Costa così tanto un ombrella a Milano e provincia? Mi viene una rabbia a pensare che, di tanto in tanto, i cinesi lo utilizzano per sfuggire alla calura afosa dell’estate. Meglio non pensarci per gioire semplicemente dell’attimo, sperando solo che questa volta esso non sia così sfuggente. 

Sogno o son desto? Vi prego non svegliatemi. Mi sembra di toccare il cielo con un dito. Comprendo i versi illuminati di Gino Paoli, quelli in cui il cantautore ligure sosteneva con convinzione che il soffitto della sua stanza fosse di colore viola. Purtroppo il mio è stato sempre di colore bianco. Perdonami Gino! È tutta colpa dell’imbianchino. E soprattutto mi perdonino tutti i grandi gruppi inglesi che faccio fatica a capire da sempre.
Ragazzo A, qualunque cosa, al posto giusto, ieri mi sono svegliato succhiando un limone, ci sono due colori nella mia testa, cosa hai cercato di dire? (rif. Radiohead)
Me lo chiedo ogni santo giorno, cosa cavolo cercano di dire i Radiohead? Boh!

Ginetto non è stato per cattiveria. È semplicemente ignoranza, superficialità o altro. E allora semplicemente Yuppy? No. No per carità. Oggi niente Yuppy e sarà quel che sarà per un altro giorno. Sono così deluso e amareggiato che non m’importa d’altro. Come mai l’Inter non è scesa in campo a differenza di Roma, Juventus, Napoli, Fiorentina, Bologna, Verona? Non riesco a darmi pace. La domanda mi affligge dentro e fuori. Per fortuna, ci sono tanti altri argomenti a cui dedicare del tempo prezioso. E la mente va fino all’inferno, andata e ritorno, in soltanto 24 ore. Per fortuna in Italia, e nel resto del mondo, le notizie negative sono sempre dietro l’angolo di casa. Magari potrei scrivere due barre sulla vicenda di Luis Suárez.  Oggi non lo farò, ahimè, perché mi ha preceduto il bravissimo Emanuele 84 con un pezzo illuminato intitolato: Cittadinanza, ma quanto mi costi? E Signore non ho nient’altro da aggiungere a riguardo perché il pezzo merita, da solo, il prezzo del biglietto. Da leggere e rileggere anche sotto la doccia.  Nell’attesa di Emanuele - mi consenta caro lettore - almeno qualcosa vorrei aggiungere in merito.

Un episodio increscioso. Sono indignato come immagino lo siano tutti gli italiani onesti. In realtà pochi e in serio pericolo di estinzione. Ebbene questo è quanto: Il forte attaccante uruguagio ha lasciato in lacrime il centro sportivo del Barcellona. Nooo! Davvero? Si! Come mai? È stato venduto. No! È così forte. Eh già! Sei proprio sicuro? Sicurissimo. Che peccato è così giovane. Ha soltanto 33 anni! Si è vero. Per questo non l’ha preso il Milan? Certo Maldini predilige solo calciatori sopra i 37 anni. Eh già. Alla fine dove è andato a finire il cannibale? Spero non sia andato da Chiellini a finire il lavoro... No! No! Purtroppo Giorgio è ancora vivo e vegeto. E allora? Niente de che! È rimasto a digiuno, a Madrid con soltanto 7,5 milioni a stagione. Sti capperi!  
Per fortuna in Italia non c’è soltanto il calcio a vivacizzare le nostre giornate uggiose che altrimenti sarebbero lunghe, vuote e troppo noiose per essere vissute.
Per l’occorrenza, infatti, vorrei recensire i due bulletti tremendi del quartiere italico: il Ministro Di Maio e il Senatore Toninelli. Povero, Billy Costacurta, la vittima. Dai su, Billy, portaci il bastone! Dai, dai, su facci il bravo e voti per il sì! E cari politici, invece, Costacurta non è un quadrupede che urina a tradimento sui pali della luce, bensì un ex bandiera nonché una grande leggenda del Milan di Arrigo Sacchi. Merita rispetto, così come tutti i cittadini italiani indipendentemente dalla fede politica. Che tristezza che siete, succhiatori di limoni a tradimento (adesso capisco il testo dei Radiohead).

Sono vecchio, mi lamento e basta. Questa è la dura e cruda verità. Il mondo sta cambianto. Non ci posso fare niente. Ehm, e io sarò all’altezza di questo cambiamento? Non lo so, ahimè, me lo domando ogni santo giorno. Ci provo ma senza impegno. E intanto mi godo la classifica in VxL, un blog dove si può parlare di tutto e niente e anche di calcio. Il mio rifugio per la pioggia copiosa dell’Autunno, per il freddo dell’Inverno e per la calura dell’Estate. Perché, sapete, il bisogno di scrivere è tanto più forte della vanità che ti spinge a farlo.

Classifica o non, media alta o bassa. Primo, secondo o ultimo. Non è questo il punto. Perché pioverà sempre con o senza l’ombrella.  È non importa se tutto questo sia il cancro dello scrittore, il disagio del poeta, il piatto insipido per un cialtrone o il nulla più assoluto per la maggioranza di voi.
E intanto ha ripreso a piovere su Milano e provincia. I mezzi pubblici annaspano tra la confusione nelle strade annegate della città. L’odore dell’asfalto mi ricorda la prima pioggia d’estate. Il vento dell’autunno soffia gentile sulle guance dei passanti coperte parzialmente dalla mascherina. Il letto dei fiumi vomita un altro anno indigesto. I laghi avidi si rifanno il look per affrontare il lungo inverno. Oggi piove copiosamente su Milano sponda rossonera e in Lombardia. Al contrario l’Inter di Antonio Conte è all’asciutto, al sicuro, ad Appiano Gentile.
Costa così tanto un ombrella a Milano e provincia?
Non lo so. Non lo so. Questa volta, però, non voglio ripetere lo stesso errore del passato e per capire mi affiderò a un Ginetto qualunque.
Perché, ehm, e, la vita la vita e la vita l'è bella, l'è bella basta avere l'ombrella, l'ombrella ti ripara la testa, sembra un giorno di festa…

Arsenico17