Un filo continuo dagli insulti razzisti agli scontri fuori dallo stadio nell'occasione di Inter-Napoli.
Un filo conduttore fatto di delinquenza. Il razzismo è delinquenza come lo è la violenza fisica. Perché si commettono reati. Le reazioni che si hanno sono più o meno le stesse.

Ma manca sempre la svolta. Si sanzionano le società, si chiudono gli stadi, si chiude la curva.
E poi? No! 
Questa volta le cose devono cambiare in modo deciso e decisivo. Non si possono penalizzare i tifosi onesti per colpa di un manipolo di delinquenti che così facendo tengono in ostaggio tifosi, società e calcio. Le società devono avere la dignità e la forza di andare oltre i soliti comunicati di stile. Le parole si perdono. Non contano nulla se non seguono fatti.
Dovrebbero vietarsi l'accesso a questi delinquenti agli stadi a vita da parte delle società e perseguirli nelle sedi civili e penali. Solo così forse capiranno che la musica è cambiata.
Come accade in Premier. Il cui modello dovrebbe fare scuola da questo punto di vista. Così come ci si deve aspettare una reazione diversa dai protagonisti in campo quando i giocatori vengono denigrati.