La Roma, di Lorenzo Pellegrini, ha sconfitto, per tre reti a zero, i temibili turchi di Istanbul. La minaccia della conquista dell’Europa League per mezzo di rappresentanti dell’ex impero ottomano, fortunatamente è stata scongiurata grazie alla prestazione, MAIUSCOLA, degli uomini di Mr. Fonseca. Durante i novanta minuti di gioco gli undici uomini di giallo e rosso vestiti, hanno dominato l’avversario sotto tutti i punti di vista: sia tecnico sia tattico. The man of the match è stato, senza ombra di dubbio, il romano Lorenzo Pellegrini che, grazie alla sua immensa classe, ha confezionato due cioccolatini, al bacio, per l’olandese Kluivert e, il bosniaco, Dzeko. Quest’ultimo da vice – per l’assenza di Alessandro Florenzi – è stato investito da Fonseca, solo per giusta causa, con gli alti e ambiti gradi di capitano.

All’ultima giornata – la sesta di Europa League – si deciderà il destino europeo per la compagine giallorossa che affronterà all’Olimpico il Wolfsberger. Eliminati sul campo e bocciati in matematica, gli austriaci non devono essere sottovaluti perché saranno desiderosi di onorare la, prima e storica, partecipazione alla competizione europea. Per poter passare, ai sedicesimi di finale di EL, di nome e fatto, con gli austriaci basterà il risultato di pareggio. Sulla carta il Wolfsberger è un avversario, decisamente, alla portata dei giallorossi che con una vittoria – poi dipenderà dal risultato tra Borussia Monchengladbach e Istanbul Basaksehir potrebbero passare il girone, meritatamente, come i primi della classe.

Il tempo è il padre della verità, citazione pertinente di Aulo Gellio che è stato uno scrittore e giurista romano.

Per la cronaca, ’54 minuto di gioco, da evidenziare un episodio, di natura violenta, che ha visto come protagonista, sfortunato, il forte trequartista giallorosso con la maglia numero sette sulle spalle; Lorenzo Pellegrini, la vittima, è stato colpito da un oggetto, non ancora identificato, partito dagli spalti, gremiti, dello stadio turco, mentre stava battendo un calcio d’angolo. A seguito del vile gesto non ce bisogno di aggiungere altro Il forte trequartista giallorosso ha avuto, subito, bisogno di urgenti cure mediche, di codice giallo e rosso, al fine di disinfettare ed emarginare un taglio profondo sulla sua povera testa. Sono stati attimi di puro terrore, durante i quali – con la stessa irruenza e violenza di un fiume in piena –  il sangue grondava, copioso, dalla fronte dello sventurato ragazzo romano.

A seguito del duro colpo inferto diciamo la verità! chiunque tra i suoi colleghi sarebbe caduto, stramazzato in terra come un cavallo colpito a morte con un dardo…… non lo ha fatto Lorenzo Pellegrini, il ragazzo romano che porta sulle spalle la, gloriosa, maglia numero sette (quella di Bruno Conti).

Come un gladiatore ferito ma di fatto non ancora sconfitto, solo all’occorrenza schernito, Lorenzo è rimasto in piedi! Fermo e in silenzio, armato solo di eroico coraggio, Lorenzo era da “solo” proprio lì, nella terra di mezzo, tra lo spicchio di campo avversario (il corner) e la trincea, gremita, del nemico turco.

In quei secondi, minuti di natura drammatica, allo scrivente sono sembrati eterni. La MEMORIA respira, il CUORE batte animato dai colori nazionali dell’Italia: il VERDE, il BIANCO e il ROSSO.

Quando gli assassini gli stavano puntando la pistola contro, questo ragazzo ha cercato di togliersi il cappuccio e ha gridato: adesso vi faccio vedere come muore un italiano. E lo hanno ucciso. È morto così: da coraggioso, da eroe” (Franco Frattini, 15 aprile 2004)

Con le dovute proporzioni, dopo le cure mediche, Pellegrini è rientrato in campo sebbene con una vistosa fasciatura, al contrario il valoroso Fabrizio Quattrocchi, purtroppo, non ce la fece….

ll gesto eroico di Fabrizio resta, sopravvivendo alla morte attraverso il respiro della memoria e i colori del tricolore: il VERDE, il BIANCO e il ROSSO.

Note dell’autore:

Lo scrivente ci tiene a precisare che questo articolo non ha l’obiettivo di arruffianare il lettore e/o le simpatie dei nazionalisti…

L’argomento è bello tosto, per una serie di ragioni, però ci tengo a sottolineare che alcune volte è piacevole immedesimarsi con i colori della bandiera italiana soprattutto se ben rappresentata!

Ogni giorno, mi dico: “Questo è l’ultimo articolo!”

Di fatto poi mi ritrovo a smentire me stesso, forse con l’idea di sembrare qualcun altro………ora vi lascio, prima dei saluti, però, il conto alla rovescia:

Ten, Nine, Eight, Seven, Six, Five

Four, Three, Two, One........

 

Liftoff

 

Arsenico17