Approfittando della consueta pausa per le Nazionali (nella speranza concreta di staccare ufficialmente il pass per Euro 2020) facciamo un primo mini-bilancio relativamente alle prime sette giornate di campionato, che hanno già fornito qualche buona indicazione.


PROMOSSI

Juventus
La capolista, neanche a dirlo, è la Juventus.
A mani basse la squadra più forte d’Italia, ha dovuto fare i conti con qualche difficoltà iniziale, dovuta ad un cambio epocale con l’avvicendamento in panchina tra Allegri e Sarri, due scuole di pensiero agli antipodi.

Sebbene sia ancora lontanissima dalla concezione di gioco spumeggiante tipica dell’ex tecnico di Napoli e Chelsea, la formazione bianconera si pone come la favorita assoluta per continuare la striscia quasi decennale di successi in patria. Per il colpo grosso in Europa, sarà invece fondamentale la crescita di De Ligt, su cui si è puntato con decisione e con uno sforzo economico importantissimo, e il mantenimento di una sana competizione negli altri reparti, su tutti quello offensivo, dove l’alternanza tra un redivivo Higuain (tornato devastante sotto il profilo della finalizzazione) e il ritrovato Dybala (dopo un’estate infuocata), ha sicuramente giovato e arricchito le armi a disposizione del mister.
Cuadrado terzino, il caso Emre Can rientrato e lo spazio concesso al monumento Gigi Buffon sono delle mosse intelligenti e che aiutano a fare gruppo. Unica nota stonata il trattamento riservato a Mandzukic, che forse avrebbe meritato qualcosa di meglio.
Ad ogni modo, la partenza della Juve è stata fortissima, come si attendeva. Per la maturità (soprattutto europea) non è però ancora tempo di giudizi.

Inter

Nonostante la sconfitta patita in casa contro i bianconeri che è costata la testa della classifica, l’inizio di stagione dell’Inter è senz’altro da applaudire.
Sei successi consecutivi e atteggiamento già espressione del temperamento di Antonio Conte hanno fatto capire che è una squadra differente rispetto a quella degli ultimi anni. Il gap con le top è però ancora ampio: Barcellona e Juventus, pur vincendo di misura, hanno una mentalità ormai consolidata, al contrario dei neroazzurri, che hanno cominciato solo ora un percorso teso in quella direzione.
Gli innesti di Barella, ma soprattutto di Sensi, vera rivelazione dell’intero torneo e perno fondamentale del 3-5-2 del salentino, fanno da contraltare ad un Lukaku ancora acceso a metà e per il quale, lecitamente, si attendono prestazioni molto diverse da quella offerta nell’ultima sfida al “Meazza”.
Il tricolore pare impossibile ma provare a tener testa alla “Signora” sarebbe già un grande segnale di scossa della concorrenza.

Atalanta
Al netto di una partenza Champions in cui sicuramente paga l’inesperienza, l’avvio di campionato degli orobici è, per certi versi, sorprendente: gioca il miglior calcio d’Italia ed è uno spettacolo per gli amanti del bel calcio.Ogni anno sembra sia quello della regressione, ma Gasperini ha ormai reso il club una macchina perfetta, un gioiello di cui ci ricorderemo negli anni a venire come una delle più grandi espressioni offensive di questo periodo storico.
Complici anche le difficoltà delle altre pretendenti, la zona Champions è di sua competenza: viste le premesse, provare a strappare una seconda qualificazione consecutiva (che sarebbe memorabile) non è poi così utopistico.


Outsider e sorprese: Cagliari, Fiorentina, Bologna e Verona
I sardi, dopo un mercato incensato all’unanimità, superato un inizio non semplice, ha tirato fuori gli artigli e ha mostrato sprazzi del suo valore. Nandez è un talento da tenere sott’occhio.

Chi scrive è pienamente convinto che gli uomini di Maran possano giocarsi tutte le loro carte per arrivare in Europa.

Percorso analogo per la Viola: dopo una partenza tra sconfitte e malumori, la squadra si è assestata e Montella, dopo qualche dubbio sulla sua permanenza, ha preso saldamente le redini del comando.
Ribery è già un idolo e i tifosi non possono che essere onorati di annoverare tra le loro fila uno dei più forti calciatori degli ultimi 15 anni. Da segnalare anche l’astro nascente Castrovilli: ne sentiremo parlare bene.
Anche i Viola, con questa partenza, hanno dato un segnale di voler conquistare un posto nella ex Coppa UEFA.

Autentiche sorprese, invece, Bologna ed Hellas Verona: gli emiliani, che stanno contando sull’apporto costante di Sinisa che sta davvero dimostrandosi orgoglioso e tenace anche nella durissima battaglia che sta combattendo, e a cui si sta stringendo con affetto tutto il mondo del calcio e non solo, hanno ottenuto dei buoni risultati. L’obiettivo rimane la salvezza ma la squadra sembra avere i mezzi per poterla conseguire con tranquillità.
L’Hellas è invece colei che merita gli onori di vera rivelazione di questo primo scorcio di stagione
: all’avvio pareva essere la peggior squadra del torneo e invece, oltre ad aver conquistato punti pesanti, ha mostrato sempre grande valore, anche nelle sconfitte contro Milan e addirittura Juventus.
Grande merito di questa partenza show è sicuramente del condottiero Ivan Juric: la strada per la permanenza è ancora lunghissima, ma la voglia e l’intensità della sua rosa è un bel biglietto da visita.

 

DA RIVEDERE

Napoli
Se ne sono accorti tutti: dopo il capolavoro al “San Paolo” contro i campioni d’Europa in carica del Liverpool, qualcosa si è rotto.
La distanza dal vertice è già di sei punti: troppi.
Gli Azzurri sono ancora indecifrabili: ad Ancelotti il compito di assegnare un assetto stabile al suo Napoli e provare ad avere un rendimento più continuo, necessario per provare almeno a contendere il titolo all’inarrivabile Juventus.

Roma e Lazio
Partenze non male ma neanche eccezionali per le squadre capitoline: entrambe hanno l’obiettivo ufficioso di arrivare in Champions e hanno mostrato a tratti qualità e sicurezza necessarie per poter ambire al fondamentale quarto posto.
Dzeko da una parte e Immobile dall’altra: l’usato sicuro continua ad essere affidabile.


Le altre: Torino, Parma, Udinese, Brescia e Sassuolo
In un limbo molte squadre partite con un discreto equilibrio ma che possono e devono dare molto di più.
Il Toro di Mazzarri, dopo un’eliminazione ai preliminari di Europa League che ancora brucia (sorteggio non benevolo, oggettivamente), sono partiti con il freno a mano tirato: la strada per una nuova campagna europea sembra già in salita.
Le altre sono abbastanza nella norma: Parma e Udinese sono in linea con gli standard previsti; Sassuolo tutto sommato valido (Berardi trascinatore nelle primissime giornate) e Brescia neopromosso che ha già fatto intravedere delle buone cose (in attesa del miglior Balotelli).


BOCCIATI

Milan
Inevitabile porre come regina delle bocciate la squadra rossonera.
La conduzione di Giampaolo ha fruttato tre vittorie di misura e quattro sconfitte: gioco inesistente e situazione ingestibile, culminata con l’esonero.
Pioli ha preso in mano un compito non semplice: non solo dovrà risalire la classifica e senza perdere ulteriormente tempo, ma dovrà riconquistare una piazza ferita e che dopo anni sta manifestando apertamente (e giustamente, direi) profondo disappunto per la gestione societaria e per l’assetto tecnico molto discutibile.
I gol di Piatek e gli innesti dei nuovi acquisti nell’ultima sessione estiva di calciomercato sono le carte che dovranno essere obbligatoriamente calate se si vuole svoltare un pessimo avvio di torneo.


Genoa e Sampdoria
Dopo la sponda rossonera del Naviglio, la grande delusione è tutta genovese. Da una parte e dall’altra un inizio terribile, contro ogni ragionevole previsione.
Il “Grifone”, in particolare, dopo una campagna acquisti lodata, deve dare una sterzata: la classifica attuale, con la rosa a disposizione, non è assolutamente tollerabile.
Per i blucerchiati, invece, la sessione estiva è stata già sconfessata: esonerato Di Francesco, è subentrato “King” Claudio Ranieri,  chiamato a risollevare le sorti sotto la Lanterna.
Una Samp che continua, comunque, nel segno della romanità, augurandosi, però, di invertire il trend negativo.

 

SPAL e Lecce
L’inizio per le due compagini non è stato dei più rosei e, a conti fatti, appaiono le squadre più carenti.

La corsa alla salvezza per le due squadre sarà una sfida complicata: per le due compagini una grossa mano dovrà arrivare dai rispettivi ambienti, che dovranno sostenere nei momenti di difficoltà i calciatori, per una stagione che promette una corsa a ostacoli verso l’obiettivo principale.