Gabriele Gravina

Confesso di non averlo mai sentito nominare prima della candidatura alla presidenza della Federazione Italiana Gioco Calcio. Di solito, quando si elencano i papabili ad una carica così importante, qualche nome ti torna familiare, qualcosa hai già sentito. Lui no. Niet. Nein. Nada de nada. E allora fai come la massa e vai ad informarti su Wikipedia. E che male c’è? Infatti ci vado.

È nato nel 1953, quindi ha 66 anni, mese più mese meno. Laureato in giurisprudenza, diciamo avvocato.
Wikipedia lo cataloga come imprenditore, dirigente sportivo e accademico. Ma come imprenditore non si accenna ad alcuna impresa, azienda, società, studio di consulenza, magazzino, bottega, negozietto o fosse pure un carretto di fave.

All’età di trentun anni è però presidente del Castel di Sangro. 

Ellamiseria! Se si è laureato verso i 25/26 anni ha avuto 5 anni per fare una barca di soldi e diventare presidente, altrimenti non capisco. Se ripenso a quando avevo trentun anni mi ricordo solo gli sforzi per consolidare la mia carriera di lavoratore sgobbone e un sacco di capriole per sbarcare il lunario mentre Gabriele nostro era già presidente di una squadra di calcio.

Ok, direte voi, c’è in giro gente più sveglia di te. Ok, dico io, non si discute. Ma si dà il caso io abbia avuto uno zio presidente di una società di calcio militante nell’allora serie D. Mio zio aveva fatto i soldi. Tanti. Aveva lavorato. Tanto. Il presidente lo fece quando arrivò alla bella età di quasi sessant’anni, non a trentuno. E quando mi parlava della squadra mi diceva “tra poco mollo perché se ne vanno un sacco di soldi e in più è un compito gravoso, un lavoro che non puoi fare a tempo perso ma un lavoro bello pieno”.
E quindi il nostro Gravina deve essere una specie di superman perché mentre fa il presidente fa pure l’accademico, il consigliere della Lega Professionisti Serie C e in seguito consigliere federale della FIGC.

Per la barba di Merlino! Ma questo è un mago! Voglio dire: ha le giornate di 48 ore altrimenti non si spiega! 
E pare proprio sia così perché nel frattempo diventa membro del consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio della provincia dell'Aquila.  Eh, si sa. Il posto in banca non perde mai il suo fascino.

Ma mica finisce qui. Verso il duemila è membro della Commissione della UEFA per l'Assistenza Tecnica ed Amministrativa, in seguito ricopre in diversi periodi la carica di capo delegazione della Nazionale Under-21, guidando gli azzurrini ai campionati europei del 2004, 2007 e 2009 oltre che ai giochi olimpici di Atene 2004 e Pechino 2008. Mannaggialamiseria, dico io. Questo se non lo fermi prende il posto di Ronaldo e vince la classifica marcatori, la Champions e anche due biglietti per il concerto di Vasco.

Be', non proprio ma quasi. Infatti dal  2006 è membro del consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Roma e dal 2007 è socio della Fondazione della Cassa di Risparmio della provincia dell'Aquila. Che dici? Basta così? Macché. Dal 2008 è docente, presso l'Università degli Studi di Teramo, dei corsi di Management Sportivo e di Organizzazione e gestione degli eventi sportivi.

A questo punto sono distrutto. Se penso che nella mia vita sono riuscito a ristrutturare una Fiat 127 e ho vinto un torneo di calcetto mi spuntano idee suicide. E mentre io medito il trapasso lui mica si ferma. Nel 2015 diventa presidente della Lega Italiana Calcio Professionistico e nell’anno seguente lo riconfermano con 55 voti a favore e 3 contro.

Pazzesco. 

Bene. E' candidato alla presidenza della Federazione Italiana Gioco Calcio. E come tale ha già rilasciato un paio di dichiarazione
Ora: che tu sia dell’Inter o della Juve o del Napoli, dalle dichiarazioni hai già capito che c'è qualcosa di strano e che per le parole che si è lasciato scappare non si capisce bene come abbia potuto fare tutta questa strada se non hai il tatto, la favella e la furberia tipiche del politico scafato. A sessantasei anni con quel popò di curriculum ti aspetti che la persona sia più misurata e scaltra. E allora sai cosa ti dico? Che siamo alle solite! Conosco l’Italia, conosco la politica, conosco gli intrallazzi e ormai so che è ora di tirare fuori tutti i miei dubbi perché questa elezione ne induce parecchi. Voi fate come vi pare.