Come dicono quelli bravi, dopo appena due giornate di campionato è già tempo di bilanci, almeno per qualcuno. A mio parere, alla Juve è bene che qualcuno inizi a farsi qualche domanda. A pochi giorni dalla fine del mercato estivo, la rosa è ben lontana dall'aver assunto la sua forma definitiva e ci ritroviamo a farci le stesse considerazioni di 12 mesi fa: ma non serviva un terzino sinistro per dare fiato (??) ad Alexandrone? Si ma c'è Pellegrini... Ah no, quello va via in prestito. Vabbe', hanno preso Cambiaso. No, va a Bologna così prendono Arnautovic, perché di Keam non si fida neanche sua madre.
Almeno a centrocampo prendiamo qualcuno? No, perché c'è ne sarebbe bisogno... Beh sì, allora, già siamo stati bravi a spedire Ramsey in Francia, poi se piazziamo anche Arthur e Rabiot... Sì, uno prende uno stipendio che diviso per i minuti giocati, fa comunque una cifra astronomica, l'altro fa fare la figura dell'esoso alla sua mamma perché tanto lui sta bene dove sta... E forse ho dimenticato di citare altre situazioni che in una società con gli attributi non succederebbero mai. Già, società con gli attributi... ho maturato la convinzione che le esitazioni societarie diventano problemi in campo (che scoperta...).
Il presidente negli ultimi 18 mesi ne ha azzeccate poche, Nedved non mi è ancora chiaro che ruolo ha, Arrivabene sa solo far di conto ma, per ammissione sua, di calcio ne capisce poco, Cherubini è indaffarato nel porre rimedio all'ultime genialate di Paratici...Sarò banale ma mi manca tanto Marotta...

In tutto questo, i nemici cominciano ad essere tanti.
In primis il tempo: la rosa ha bisogno di qualche aggiustatura ma il cronometro corre; poi il prossimo avversario, la Roma, che pare stia meglio di noi e arriva con un Dybala che dopo averci salutato con le lacrime vorrebbe lasciare Torino domani sera con un bel sorriso; poi c'è il girone di Champions nel quale diversi ci danno già per morti; per ultimo, secondo me il peggiore nemico perché c'è l'abbiamo in casa, la qualità del nostro gioco.
Mister, mi rivolgo a lei col cuore in mano: se questa squadra può fare qualcosa di buono, è ora di farlo vedere, perché questa annata, grazie al mondiale fuori stagione, sarà bella strana e trovarsi in ritardo di classifica già a novembre potrebbe essere un errore non recuperabile.

Ciò che mi colpisce, tra le altre cose, è che un allenatore iperpagato come lei può dire tutto quello che gli passa per la mente e anche con una certa arroganza: dopo la partita di Genova, mi sarei aspettato frasi del tipo "sì effettivamente abbiamo giocato male, dobbiamo fare molto di più, etc... etc... e invece i soliti rimproveri per qualche singolo giocatore, le categorie..forse non capisco io nulla di calcio (probabile), ma ci sono realtà (Milan, Napoli, Atalanta...) che con un po' di idee tecnico tattiche hanno fatto buone cose.
Il Milan dell'anno scorso era più forte di Inter e Napoli? Ai posteri l'ardua sentenza...
La mia paura è che il più grande nemico ce l'abbiamo in casa: l'incapacità di evolversi e di cambiare mentalità, di aggredire campo e palla invece di predicare Halma. Noi tifosi abbiamo pazienza, ma fino a quando?