Dando un'occhiata al podio del Pallone d'Oro dal 2011 in poi, si può notare un tratto distintivo comune: le prime due posizioni hanno sempre avuto gli stessi occupanti, Messi e Cristiano Ronaldo.
Da un lato la Pulga, nazionale argentino e simbolo di un Barcelona che ha vinto tutto, dall'altro invece il portoghese, che oltre ai successi con il Real Madrid si è anche tolto lo sfizio di vincere un europeo con la sua nazionale da totale outsider.
La nomina per il giocatore destinato al terzo posto era considerata una mera formalità, quasi inutile: troppo il divario tra i due fuoriclasse del calcio mondiale e il resto dei pur buoni calciatori che, anno dopo anno, arrivarono terzi. Xavi, Iniesta, Ribery, Neuer, Neymar e Griezmann non sono, o non sono stati, dei giocatori da poco, tutt'altro, ma non è mai accaduto un qualcosa che potesse anche solo pensare di poterli innalzare sopra le divinità del calcio moderno, gli attuali Pelé e Maradona. Sembrava che, fino al ritiro di uno dei due, questo stato di cose sarebbe stato immutabile.

Ma si sa, il Dio del calcio non ama le competizioni a senso unico, le partite troppo scontate, ogni tanto vuole metterci lo zampino lui. E per il Pallone d'Oro di quest'anno ha voluto fare davvero le cose in grande, con l'intento di complicare la vita ai 173 giornalisti che saranno impegnati per le votazioni. Un colpo di coda imprevisto, che in un anno calcistico pieno come quello del 2018 ha riservato diversi colpi di scena, paragonabile ad un gol al novantesimo, di rovesciata. Segnato dal portiere. Perché quella di quest'anno non è stata una annata ordinaria: questo è stato l'anno dei mondiali in Russia.

Il Dio del calcio aveva molti modi di fare svolgere il mondiale. Visto che il Portogallo aveva vinto l'Europeo, poteva far pareggiare i conti facendo vincere il mondiale all'Argentina di Messi. Ma sarebbe stato troppo scontato, troppo banale, e lui queste cose le detesta. E così gode nel vedere avanzare la Croazia ed il Belgio, nazionali piene di talenti ma senza nessuna vittoria sulla scena internazionale. Ma entrambe sono state detronizzate da una forza superiore ed inarrestabile: la Francia. Si potrebbe pensare ad un Dio del calcio furibondo come uno Zeus, pronto a lanciare i suoi fulmini e le sue saette. Ma lui non è quel tipo di divinità, non è violento. Può essere cinico e baro, come solo il destino sa esserlo, ma non è violento. Ed inoltre non è neppure furibondo, anzi, sul viso ha un bel ghigno di soddisfazione, di chi sa che forse, ora può arrivare il bello. Perchè mentre i giocatori transalpini sollevano la coppa ed i croati, con una incredibile flemma, si godono la loro bella favola, ancora nessuno sospetta quel che arriverà dopo. Ma è sulla bocca di qualcuno sin da quel momento, quel che poteva accadere: "Ora per il Pallone d'oro si fa dura". 

Come molte Cassandre, queste persone sono rimaste inascoltate, visto che la fine del mondiale era ancora troppo vicina. Ma col passare del tempo, qualcosa cambia. Il Dio del calcio sta ad osservare l'arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus con malcelata indifferenza. In realtà freme, perché anche quel tassello potrebbe rivelarsi fondamentale. E, in effetti, lo è.

Le menti, intanto, iniziano a farsi lucide, e pertanto bisogna tirare le somme su quanto è accaduto. E lo scenario che si prospetta agli occhi degli addetti ai lavori ed ai giornalisti è un qualcosa di sorprendente, di incredibile: il duopolio del Pallone d'oro potrebbe essere finalmente cessato. La palla ora passa a coloro che voteranno per il trofeo indetto da France Football.

E qua si prospetta un difficilissimo dilemma, un complicato gioco di incastri e di intrecci di ambizioni. E' chiaro che il Pallone d'Oro non sarà scontato, e che ci sono degli interessi enormi in gioco. Viene in mentre il celeberrimo gioco di logica, dove un contadino deve trasportare con una piccola barca un lupo, una capra e dei cavoli, ma deve fare attenzione a non perdere nessuna delle tre componenti: la capra potrebbe mangiare i cavoli, o il lupo la capra.

Ecco, per questo Pallone d'Oro lo scenario sembrerebbe identico, ma si sa, al Dio del calcio le cose scontate non piacciono. Un rompicapo come quello è ormai vecchio e trito, sa che una corsa a tre sarebbe banale. E così, aggiunge altri due tasselli, portando il totale a cinque. Perché è vero che Cristiano Ronaldo e Messi sono ovviamente scontati, ma anche Modric lo è. E va considerata naturalmente quella che è la vincitrice del mondiale, ovvero la Francia, e i due gioielli che si sono messi in mostra: Griezmann e Mbappè. E, anzichè dover portare tutti su una barca, cambiano anche le regole: due devono restare a terra. In apparenza può sembrare un gioco semplice, ma non lo è affatto, non lo sarà per niente. E il Dio del calcio questo lo sa benissimo.

Si potrebbero portare Cristiano Ronaldo e Messi, Modric come terzo e lasciare fuori Griezmann e Mbappé. Ma c'è da considerare che la Francia ha vinto il mondiale, non si possono escludere dei giocatori facenti parte dei campioni del mondo. Senza contare che il premio viene assegnato da France Football, una testata francese. I francesi sono decisamente sciovinisti, non potranno permettere che accada. E il quesito che sorge è un altro: chi votare, Griezmann o Mbappè? Sulla carta, Mbappè essendo giovane avrà il suo momento tra qualche anno, ma c'è il precedente di Michael Owen a cui potersi aggrappare. Potrebbe esserci una sorta di guerra intestina, che porterebbe al rosicchiarsi i voti a vicenda e quindi fare entrare gli altri tre. 

Allora è tutto da rifare, non si può tenere fuori un francese. Ma allora lo scenario diverrebbe, se possibile, anche peggiore. Si potrebbero contare, in aggiunta, i successi del club. Cristiano Ronaldo e Modric, entrambi blancos al momento della vittoria della Champions, sono nettamente in vantaggio, così come anche Griezmann, campione del mondo, vincitore dell'Europa League, e della Supercoppa Europea proprio contro il Real Madrid. Ma in questo modo, per la prima volta dal 2006, non sarebbe presente Messi. E anche questo è un problema: può un fenomeno come Messi essere escluso dal podio dei tre migliori? Sulla carta si, ma in pratica? I giornalisti riusciranno a realizzare l'idea di eliminare dal podio un giocatore che per 12 anni è rimasto ininterrottamente tra i primi tre? E' stato indubbiamente quello che ha vinto meno trofei "pesanti", con la Liga e la Coppa del Re, ma tenerlo addirittura fuori potrebbe significare comunicare l'inizio della fine. Senza contare il danno d'immagine. 

Già, sarebbe un colpo troppo basso, meglio metterlo tra i tre. Ma in questo modo potrebbe rischiare di uscire Modric, e quel che ha fatto il croato non è certo cosa da poco. Campione d'Europa col Real Madrid e miglior giocatore della Champions League, ha avuto dalla sua anche l'incredibile cavalcata della Croazia, arrivata sino in finale, e dove ha recitato il ruolo del protagonista, non certo della comparsa, come nella partita contro l'Argentina. Dei quattro, è stato quello più vicino a vincere tutti i maggiori trofei dell'anno solare. Ma lo fu anche Sneijder nel 2010, e il Pallone d'oro andò a Messi nonostante tutto. Ma stavolta potrebbe andare diversamente, il ripetersi di una situazione come questa sarebbe increscioso.

Forse troppo increscioso, quindi va inserito anche lui. Ma inserendo Modric, Griezmann e Messi, resterebbe fuori Cristiano Ronaldo. Un paradosso, considerato che è stato il giocatore simbolo del Real che ha vinto tutto e che ha dominato in Europa, che fa parte della squadra campione in carica dell'europeo, e che è un giocatore simbolo dell'intero calcio attuale. Il suo recente arrivo alla Juventus poi ha accresciuto ancora di più la sua popolarità, e proprio alla sua attuale squadra segnò il gol più bello della Champions dello scorso anno, un gol di quelli che si vedono solo una volta in chissà quanti anni, specie a quei livelli. Assolutamente impossibile da escludere.

Va bene, forse è difficile anche solo allestire il podio che i giornalisti saranno chiamati a votare, e che prevede cinque punti per il giocatore che inseriranno per primo, tre per il secondo e un punto per il terzo. Meglio concentrarsi sul vincitore, forse è più semplice. Ed è qui che il problema aumenta invece di intensità. I vari complottisti ed amanti dei giochi di potere avranno molto materiale da usare. Potrebbe essere decisivo il potere politico attribuito al Real Madrid, che avrebbe tra le mani la possibilità di valorizzare Modric per trasformarlo nel nuovo astro del calcio, il tutto a danno di Cristiano Ronaldo, il reietto dei blancos. Ma dalla sua, il portoghese potrebbe contare sul peso politico del connazionale superprocuratore Jorge Mendes, che di certo non lascerà che un giocatore all'apice della carriera e dell'immagine internazionale come il suo assistito possa vedersi sfuggire il Pallone d'Oro che lo porterebbe a scavalcare Messi. E questo potrebbe portare anche a fare qualche calcolo anche ai giornalisti di lingua spagnola (non madridisti, si intende). In fondo, anche nel 2010 Messi vinse un Pallone d'oro molto generoso, quindi perché non ripetersi e cogliere l'occasione per fargli scavalcare Cristiano Ronaldo nella classifica dei pluripremiati da France Football, sovvertendo ogni pronostico? E come scordare proprio il fatto che il trofeo nasce in Francia, su iniziativa di una rivista francese? E se fossero proprio loro a spingere per votare Griezmann o Mbappé, accordandosi tra di loro per evitare di disperdere i voti e far arrivare il prescelto alla vittoria finale?

Tante combinazioni, tanti dubbi, tante possibilità. E nel mentre, il Dio del calcio ride, perché a lui non importa chi vince. Del resto, a vincere in ogni caso sarà il calcio, e a lui sta bene così. Si sono alternati vari campioni del calcio, veri semidei, e se ne alterneranno altrettanti, ma la divinità sarà sempre lui, e lo sport che rappresenta.