E' passata poco più di una settimana, ma ancora tutti noi tifosi di calcio abbiamo negli occhi ogni singolo particolare dei due progetti finalisti presentati nell'ambito di quella che dovrà essere, nelle idee delle due maggiori società calcistiche della città di Milano, la totale riqualificazione del quartiere San Siro, comprendendo anche l'abbattimento dell'attuale Stadio Giuseppe Meazza per poi costruire sempre sullo stesso sito un altro impianto.

I due progetti sono stati presentati da due società specializzate nel settore: Populous, e Manica-Sportium; entrambe già responsabili di diversi progetti riguardanti la costruzione di stadi calcistici.

Il progetto di Populous sarà ispirato alle caratteristiche del maggiore simbolo di Milano, il Duomo. Lo studio d'architettura statunitense con sede a Kansas City, Missouri, ha presentato il proprio piano per il nuovo San Siro basandosi su un insieme di vetro e guglie, in un chiaro omaggio alla cattedrale gotica milanese. Mentre per Manica-Sportium il punto di forza del progetto saranno due enormi anelli, i quali si intersecano in equilibrio ma anche in opposizione come se fluttuassero nell'aria. Entrambi gli stadi avrebbero un altezza di circa trentacinque metri, una capienza di 60.000 posti leggermente espandibile, e prevedono la realizzazione di un parco verde all'esterno dell'impianto. 

Finite le presentazioni, al di là delle belle parole, in questo momento c'è da essere schietti e non bisogna avere peli sulla lingua poiché ci sono in gioco le sorti non di un semplice stadio, non solo di un monumento, ma di una struttura che rappresenta un'eccellenza italiana nel mondo. Secondo me, i due progetti presentati sono tutti e due piuttosto mediocri relativamente al prestigio delle due squadre coinvolte, alla luce di ciò, ad oggi io sono convinto che tanto vale tenere e ristrutturare l'attuale Giuseppe Meazza.

Ora so già che tanti di voi vi starete indignando pensando "eccolo il solito conservatore, il romantico e nostalgico (proprio io... ndr) che si oppone all'innovazione", ma dietro questo insindacabile pensiero vi sono delle ragioni ben precise sulle quali ogni singolo tifoso dovrebbe riflettere, senza farsi troppo ammalliare dalle abilità video-grafiche degli architetti delle due società. Un conto è abbattere il Meazza per ottenere un miglioramento: uno stadio più imponente, più capiente e più impressionante anche a livello psicologico oltre che visivo, che diventi un simbolo di Milano e del calcio mondiale ancor di più di quanto lo è il San Siro odierno. Abbatterlo per costruire uno stadio alto trentacinque metri, contro i settanta dell'attuale impianto, che in un caso sarebbe un relativamente piccolo parallelepipedo rettangolare che "dovrebbe" impressionare solo per via di un rivestimento in vetro, o nell'altro una classicissima arena ovale, entrambi da 60.000 posti e pertanto del tutto irrispettosi delle potenzialità di affluenza di Milan e Inter, le quali nelle previsioni nei prossimi anni avranno una media di almeno 70.000 spettatori a partita, non ha alcun senso. Inoltre il bellissimo parco verde che si dovrebbe fare all'esterno, lo si può benissimo fare anche mantenendo l'attuale impianto.

Per calmare le ire dei rivoluzionari che vorrebbero vedere il Meazza raso al suolo domattina, voglio precisare che anche a me piace in particolare uno dei due progetti e non sarei contrario fino in fondo alla realizzazione di un nuovo stadio, solo non capisco perchè Inter e Milan abbiano dato delle linee guida tanto mediocri ai progettisti! Due società di tale prestigio e soprattutto con le altissime potenzialità di affluenza che possiedono, necessitano tassativamente di uno stadio da almeno 80.000 posti.
Personalmente, se fossi a capo del Comune di Milano accetterei il progetto di Sportium, che preferisco a quello di Popoulus dato che quest'ultimo a mio avviso farebbe la fine del Delle Alpi di Torino e cioè finirebbe in una decina d'anni ad essere fatiscente dato che a parte la copertura in vetro, per il resto nulla ha di significativo rispetto a decine di altri impianti, ad una sola condizione: che venga aggiunto un terzo anello grande 3/4 del secondo, di modo da portare la capienza base ad 80.000 posti espandibili fino a 90.000 per le finali internazionali. Se venisse concessa la disponibilità, darei il via libera al progetto, altrimenti che venga ristrutturato l'attuale Meazza poiché, ribadisco, abbattere uno stadio meraviglioso, imponente e dalla grande capienza, come è quello attuale, per costruirne uno più piccolo, da meno posti e molto somigliante ad altri stadi già presenti sul territorio europeo, non ha senso.

Il punto che mi lascia veramente più perplesso dei due progetti e senza dubbio l'assai ridotta capienza che presentano, soprattutto giudicando l'alta capacità degli impianti dove giocano gli altri top-club europei:

  • Il Barcellona gioca al Camp Nou, un gigantesco stadio da quasi 100.000 posti, il quale arriverà a contenerne fino a 120.000; 
  • Il Real Madrid disputa le proprie gare interne al Santiago Bernabeu, struttura da 85.000 spettatori, e l'altra squadra della città, l'Atletico, possiede il Wanda Metropolitano che ha una capienza massima di 68.000.
  • l'Allianz Arena di Monaco di Baviera, dove gioca il Bayern, può contare su una capacità di 70.000 posti.
  • Il Borussia Dortmund addirittura gioca in uno stadio, il Westfalenstadion (ufficialmente Signal Iduna Park), da ben 81.000 posti.
  • Per finire la lunga lista di storici top-club europei, vi è il Manchester United ed il suo Old Trafford, impianto da circa 76.000 spettatori.
  • E poi c'è Wembley, lo stadio della Nazionale inglese e probabilmente il più bello d'Europa, con una capienza di 90.000 spettatori.

E' veramente incomprensibile il perché Milano, che è oggettivamente la seconda città calcisticamente più prestigiosa in Europa, dovrebbe avere uno stadio assai meno capiente rispetto alle altre grandi del continente. E' perfettamente congruo per qualunque persona ambiziosa che sia proiettata sull'argomento pretendere uno stadio da almeno 80.000 spettatori, se proprio il Meazza deve essere sostituito: questo perché le due squadre meneghine anche nei loro periodi peggiori più recenti risalenti a non più di quattro o cinque stagioni fa avevano medie di affluenza altissime intorno ai 55.000 spettatori, e tenete conto che ci si trovava oltretutto in piena crisi economica; ora che, in particolare l'Inter, ma anche il Milan stanno tornando alla ribalta del grande calcio e la recessione dell'economia è molto meno pesante, l'affluenza non potrà che salire arrivando a medie persino superiori ai 75.000 spettatori per ogni gara, e fare sold-out occupando tutti gli 80.000 ipotetici seggiolini non sarebbe difficoltoso, non solo nelle partite di cartello.
Costruire un impianto con una capacità massima di soli 60.000 posti sarebbe fortemente limitante e rappresenterebbe inoltre uno sputo in faccia in piena regola a tutti quei tifosi che non fanno parte di una certa cerchia: eh sì signori, dovete sapere, se già non ne siete a conoscienza, che uno stadio più piccolo determina prezzi più alti e non penso proprio sia una gran manifestazione di riconoscenza verso i tifosi far pagare il biglietto meno caro non un prezzo inferiore ai settanta euro! E tenete conto che generalmente allo stadio non ci si va da soli, ma accompagnati dai figli, dalla compagna, o dagli amici, e non so quanti tifosi saranno felici di spendere nel migliore dei casi centocinquanta euro per andare a vedere una partita... Poi se l'obiettivo dei CDA di Inter e Milan è di trasformare lo stadio in un congresso per ricconi, che devo aggiungere, lo spieghino ai tifosi! Con un impianto da 80.000 posti invece i prezzi rimarrebbero pressoché invariati a quelli attuali ed il che non farebbe altro che stimolare il già naturale aumento dell'affluenza.

Lo stadio Giuseppe Meazza in San Siro è, insieme all'Old Wembley, probabilmente lo stadio calcisticamente più simbolico di sempre: se proprio bisogna abbattere la Scala del Calcio, ipotesi che da la pelle d'oca solo a leggerla, lo si sostituisca con una struttura degna in tutto e per tutto di ciò che è stato e che ha rappresentato il suo predecessore. Assolutamente inammissibile ed irrispettoso sarebbe farlo costruendo una semplice arena coperta da soli 60.000 posti! La cosa giusta da fare sarebbe esattamente quella che è stata fatta in Inghilterra, dove al posto del leggendario vecchio Wembley è stata costruita l'impressionante struttura omonima che oggi tutti conosciamo.


L'imperativo uno solo deve essere: avere ambizione. I due progetti in gioco, a confronto dell'attuale San Siro, sono l'emblema di ciò che significherebbe una totale involuzione.