Cristiano Ronaldo, ieri alle porte della sua nuova reggia torinese, ha parlato all’emittente portoghese TVI e si è confessato a cuore aperto. “Il 2018 è stato l’anno più difficile della mia vita a livello personale”. L’anno scorso CR7 ha prima affrontato le questioni col fisco spagnolo, poi soprattutto le accuse di stupro nell’ambito del caso Mayorga. “Fa male quando mettono in discussione il tuo onore - afferma l’attaccante della Juventus -. Ma grazie a Dio è stato dimostrato ancora una volta che ero innocente. La famiglia e chi mi vuole bene lo sapeva ma è stata dura ugualmente”. “Non ho bisogno del calcio per vivere bene, sono tranquillo a livello finanziario. Quello di cui ho bisogno sono progetti allettanti e quello della Juve lo è. Mi è sempre piaciuta questa squadra, è la migliore in Italia e fra le migliori al mondo. E dopo aver vinto in Inghilterra e Spagna, ho vinto anche in Italia. Tutti vogliono vincere la Champions, anche noi, ma non dobbiamo viverla come un’ossessione, lasciamo che le cose facciano il loro corso e andiamo passo per passo. E poi bisogna ricordare che i soldi non fanno grandi squadre. Guardate da quanti anni Barcellona, Bayern o Psg non la vincono la Champions”. Queste le parole di CR7 che spera di riportare finalmente la coppa dalle grandi orecchie a Torino.

Dopo le parole di Ronaldo arrivano finalmente le prime parole da giocatore del Boca Juniors per Daniele De Rossi. Alla vigilia del suo debutto in Coppa Libertadores, nella sfida che vedrà opposti gli xeneizes alla Liga de Quito, match d’andata dei quarti di finale, l’ex capitano della Roma ha raccontato le sue prime settimane in Argentina. “Sono state tre settimane piene di emozioni. Sono molto felice, mi hanno accolto bene tutti e non lo dimenticherò mai. Ero un po’ spaventato, ma ora sono molto felice – le sue parole -. Non ho mai giocato ad alta quota. Forse è successo una volta, 20 anni fa, quando ero nella Roma ma era un’amichevole e a nessuno importava del problema. Quella di domani invece è una partita importante ed è un problema che mi preoccupa, il mister ce l’ha spiegato. Però abbiamo una grande squadra, possiamo dimostrarlo in campo”. In Ecuador non la sfida non finirà subito secondo DDR: “Sono 180 minuti, non si chiuderà tutto domani”, prosegue parlando poi del suo debutto alla Bombonera: “Bellissimo, magico, qualcosa che avevo sempre sognato. Ma quando sono in campo metto da parte le emozioni, sono molto concentrato su quello che devo fare in campo e i compagni mi hanno aiutato”. Dopo l’incontro con Maradona, un altro obiettivo: “Mi piacerebbe incontrare Riquelme, ho un gruppo su Whatsapp con dei miei amici in cui parliamo solo di calcio, principalmente di centrocampisti. E la foto del gruppo è una di Riquelme, in cui si allaccia gli scarpini. Un giocatore diverso dal comune, solo Iniesta lo supera, penso sia il centrocampista più completo della storia. Mi ha chiamato anche Cassano, lo vorrebbe conoscere anche lui. Non puoi non innamorarti di un giocatore come lui”. I commenti passano alla scelta del Boca Juniors dopo l’addio alla Roma: “Una delle prime volte che Burdisso mi chiamò pensai che il Boca fosse l’unica destinazione possibile dopo la Roma. Poi gli ho chiesto un po’ di tempo, dovevo vedere come la mia famiglia si sarebbe adattata ad un cambiamento così radicale, ne avevo bisogno. C’è gente che prende anche decisioni diverse dalle mie, che rispetto, in Cina avrei guadagnato di più ma mi sono chiesto cosa avrei voluto di più. Volevo sentirmi vivo e felice. E mi sono chiesto “dov’è che posso sentirmi vivo e felice come alla Roma?”. E il Boca è stata la prima risposta”. Poi il primo impatto con il calcio argentino: “Mi sono trovato bene, il mio stile di gioco è un po’ fisico, non ho paura di cercare il contatto con gli avversari. Il calcio argentino punta molto sul piano fisico, si corre molto e ci sono tanti giocatori di talento, proprio come in Europa. Mi avevano detto che il calcio argentino era molto fisico, ma al primo contrasto ho beccato un’ammonizione… (ride, ndr)” E l’accoglienza da star a Buenos Aires: “Molti tifosi di altre squadre mi fermano per strada, mi rispettano anche i tifosi del River. Ho bisogno di un po’ di tempo per imparare tutti gli aspetti del calcio argentino. Qui si corre molto, a volte si deve anche pensare di più… Devo abituarmi”. Si guarda anche al Superclasico con il River: “A volte si vincono, a volte si perdono. Sto capendo di più cosa significa essere un giocatore del Boca e non voglio un trattamento diverso rispetto ai miei compagni, voglio che l’attenzione su di me venga un po’ abbassata. Sapevo dell’impatto mediatico della mia scelta, sono stato il primo a prendere una decisione del genere e lo capisco. Ora però pensiamo al calcio giocato e pensiamo al Boca. In questo periodo devo anche ritrovare un po’ di condizione fisica, ma soprattutto dovrò imparare come giocano i miei compagni. E’ tutto nuovo, guardarlo in televisione è diverso dal viverlo sul campo”

Enrico Preziosi, patron del Genoa, durante l’inaugurazione di nuove strutture d’allenamento ha annunciato che la società è in vendita e potrebbe quindi presto cambiare proprietario: "Qualcuno pensa che abbia voluto recuperare affetto e interesse per i tifosi con questo mercato ma ripeto che la società Genoa è in vendita e spero sempre arrivi qualcuno di serio con un cartello che dica ‘sono io che voglio comprare il Genoa’. Perché nonostante tutto vedo che all’orizzonte di compratori ce ne sono pochissimi e quei pochi non sono affidabili”. Dopo la scorsa stagione in discesa, che ha visto il Grifone conquistare la salvezza matematica soltanto all’ultima giornata, il rapporto tra Preziosi ed i tifosi si è inasprito ancora di più: questi ultimi in occasione di molte partite in casa ed in trasferta hanno rinunciato ad entrare allo stadio, facendo mancare così il sostegno ai giocatori.Il presidente poi continua parlando anche dei contestatori: “Non mi illudo e della contestazione non mi interessa perché so che continuerà. Ma dico a quei tifosi: state tranquilli che il Genoa è comunque in vendita. E lo dico ad alta voce: il Genoa è in vendita. A me piacerebbe tornare allo stadio e ai ragazzi ho detto: siete voi la chiave per fare capire che abbiamo costruito una società seria, capace di dare soddisfazioni. In fondo un presidente ha diritto di seguire la sua squadra. Ma c’è una contestazione in atto, legittima o no. I tifosi hanno il mio rispetto ma non mi sono piaciute certe offese. Se poi la contestazione è ‘Preziosi vattene’, ne prendo atto”.

Social e siti web si stanno scatenando contro la designazione arbitrale di Torino-Wolverhampton, gara d’andata dei preliminari di Europa League in programma giovedì alle 21.00. La partita sarà infetti diretta da Artur Soares Dias, arbitro portoghese. Nulla di sorprendente, se non fosse che i Wolves negli ultimi anni hanno accolto in squadra, grazie a Jorge Mendes, molti giocatori lusitani oltre all’allenatore, Nuno Espirito Santo. La decisione, ufficializzata dall’Uefa, ha scatenato i dubbi non solo tra i tifosi granata. In Spagna, ad esempio, il quotidiano Marca ha giudicato la decisione “inspiegabile”. Intanto Cairo prova a regalare un grande esterno a Mazzarri. In queste ultime ore è tornato di moda Verdi ma in caso di passaggio del turno contro gli inglesi allora l'asticella si potrebbe alzare e l'idea potrebbe essere Rodrigo De Paul dell'Udinese, seguito anche dalla Fiorentina.

Napoli, presto sarà tutto ufficiale per Lozano. L’attaccante messicano è sbarcato da poche ore all’aeroporto di Fiumicino e domani sosterrà le visite mediche a Roma, presso la clinica di Villa Stuart. Le cifre ufficiali verranno comunicate nelle prossime ore, Ma per Lozano il Napoli dovrebbe aver versato 38 milioni di euro più bonus. Il messicano firmerà un quinquennale da 4 milioni di euro a stagione. Inoltre, il suo agente Mino Raiola ha volutovinserire nel contratto una clausola rescissoria, che dovrebbe ammontare a 130 milioni di euro. Lozano sarà così l’acquisto più costoso dell’era De Laurentiis, pronto a far infiammare i tifosi partenopei e provare a strappare lo scudetto delle maglie bianconere.

All’aereoporto di Firenze la sostituzione scatena l’entusiasmo dei tifosi viola, esce Sting dopo le sue vacanze in Toscana, entra Frank Ribery che ha scelto la Fiorentina per chiudere la sua scintillante carriera. Due anni di contratto a quattro milioni di euro più bonus a stagione per il campione, seppur non giovanissimo, che Rocco Commisso voleva regalare alla sua Firenze per instituire una dimensione internazionale e più appeal alla Fiorentina. Ribery arriva alla Fiorentina dopo 12 anni al Bayern Monaco dove ha vinto praticamente tutto. Aveva offerte dall’Olanda, dalla Russia, dalla Cina ma ha scelto Firenze e il campionato italiano. Quasi 300 tifosi all’aereoporto, saranno molti di più dopodomani allo stadio per la presentazione del fuoriclasse francese che arricchisce di soluzioni l’attacco di Montella. Ribery non sarà però l’ultimo colpo della Fiorentina ma intanto ha fatto impennare le vendite degli abbonamenti, che hanno sfondato quota 20.000. Ai fiorentini è tornata insomma la voglia di tifare.

A poco più di un anno di distanza dall’ultima esperienza in Serie A, Maxi Lopez potrebbe tornare in Italia. L'attaccante argentino ha infatti avviato i contatti con il Crotone. Sta valutando la proposta della squadra calabrese insieme a quelle di altre squadre, come la Dinamo Zagabria. Maxi Lopez, dopo aver vestito le maglie di Catania, Milan, Sampdoria, Chievo, Torino e Udinese,è passato al Vasco da Gama. Nella sua esperienza in Brasile ha messo a referto 9 gol e 6 assist in 26 presenze, prima di essere messo fuori rosa per problemi di forma fisica. Ha rescisso il suo contratto con i brasiliani e, ora, sta cercando una nuova esperienza che potrebbe essere proprio il club pitagorico.

Ultim'ora:

Andrè Silva sta bloccando il mercato del Milan in entrata a 12 giorni dalla conclusione dopo il mancato approdo al Monaco, per i dubbi sollevati dal club del principato per il portoghese ci ha provato lo Sporting che attraverso la mediazione di Jorge Mendes ha presentato un’offerta, formula del prestito oneroso con diritto di riscatto. No grazie la risposta del Milan che vuole infatti incassare un’offerta tra i 25 e i 30 milioni di euro. Attenzione perché qualcosa di concreto si sta muovendo sull’asse Italia-Spagna, i contatti per Angel Correa sono ripresi proprio in queste ore e l’offerta del Milan per l’argentino è di 42 milioni di euro più il 30% su una futura rivendita. Offerta giudicata congrua, sostanzialmente anche accettata dai Colchoneros, ma per la fumata bianca servono altri due incastri; il primo che l’Atletico possa chiudere velocemente per Rodrigo Moreno per meno di 60 milioni di euro e che il Valencia possa sostituirlo proprio con Andrè Silva. Ore caldissime dunque per il destino del portoghese, che però al momento non sembra esaltato nel ritornare nella Liga dopo la sua esperienza in chiaroscuro al Siviglia. La pressione aumenta ed anche il fatto che Giampaolo continui a preferire Castillejo a lui come spalla di Piatek, lasciandolo in panchina, potrebbe spingere Andrè Silva ad accettare il Valencia e salutare per sempre il Milan

Mitragliatrice:

Mandzukic, da tenere in considerazione un possibile scambio con il Barcellona per Miranda

Bologna, idea Jose Mauri

Asburgo, arriva Jedvaj

Casarano, arriva Iannone

Viterbese, rescinde Calbro

Spal, arriva il nuovo portiere Letica

Francavilla, ecco Perez

Montegiorgio, arriva Zancocchia

Sambenedettese, arriva Angiulli

Juve Stabia, ecco Cissè

Empoli, Merola in prestito dall’Inter

Cittadella, firma l’ex Verona Luppi

Almeria, arriva lazo

Nocerina, fatta per Lava